Trieste: la Befana arriva per pochi?

A Trieste è ormai consuetudine organizzare ‘la Befana del Vigile’, che è tradizione cittadina, come ha affermato il vicesindaco Pierpaolo Roberti: “La Befana del Vigile fa parte ormai della tradizione del nostro Paese e consisteva nel portare doni al Vigile che dirigeva il traffico. Oggi vogliamo riproporla offrendo qualcosa in più alla cittadinanza con lo stand dedicato all’educazione stradale e le dimostrazioni pratiche dell’opera svolta quotidianamente dagli operatori sul campo”.

Un’antica usanza che è stata ripensata in chiave moderna coniugando solidarietà, commercio ed educazione stradale, oltre che musica, enogastronomia e divertimento, come ha spiegato Silvio Pozenu di Altamarea Eventi: “Negli anni ’60 nel giorno dell’Epifania era tradizione recarsi presso le postazioni dei Vigili Urbani, collocate al centro degli incroci, per portare loro dei doni quale ringraziamento per il lavoro svolto giornalmente.

Questa usanza ormai si è persa per diversi motivi, ma il legame tra questa giornata e il Corpo della Polizia Municipale di Trieste vuol essere ripristinato con una serie di iniziative”. Ma un post su facebook, con precise parole maiuscole, (subito rimosso) dell’assessore al commercio, Lorenzo Giorgi, ha animato la città: “Raccolta di giochi usati per i bambini ITALIANI meno fortunati”.

In poche ore però lo stesso assessore, dopo le polemiche, ha precisato: “L’amministrazione sostiene il progetto, così come fa con TUTTI (E RISOTTOLINEO TUTTI) quei soggetti che rinunciano al proprio tempo per dedicarlo a favore dei più sfortunati. Della solidarietà protagonista è una terza associazione, che autonomamente (come è giusto che sia) decide a chi destinare il frutto del proprio lavoro di volontariato; La stessa settimanalmente consegna a migliaia di triestini vestiario e cibo. Grazie a loro tante persone possono avere un sorriso in più!”

Però Walter Citti, componente del Collegio del garante regionale, ha obiettato che, in base alle disposizioni di legge, anche una donazione pubblica di giocattoli, se promossa o patrocinata da un ente o da un’amministrazione pubblica, deve conformarsi ai principi di imparzialità e quindi deve rispettare parità di trattamento ed evitare ogni tipo di discriminazione.

Ed anche la Caritas diocesana ha sostenuto che è tradizione che la Befana porta regali per tutti i bambini: “La Caritas Diocesana, in piena comunione con il suo Presidente l’Arcivescovo mons. Crepaldi, esprime il più vivo rammarico per le dichiarazioni dell’assessore Giorgi riguardo l’esclusività riservata ai bambini italiani circa la raccolta doni in occasione della prossima Festa della Befana durante il mercatino in piazza Ponterosso, appoggiando così l’iniziativa di una associazione politica già dedita, in altre circostanze, a queste singolari distinzioni, una per tutte le raccolte alimentari a beneficio esclusivo degli italiani.

Richiama con forza il senso cristiano della Solennità liturgica dell’Epifania e dell’incontro della Santa Famiglia con i Magi, manifestazione del bambino Gesù a tutte le genti del mondo e incontro di tutti popoli attorno all’unico Dio fatto uomo. Chiede di riconsiderare la destinazione dei beni eventualmente raccolti durante la manifestazione e, rispettando l’universalità del Vangelo, di donarli senza distinzioni a tutti i bambini, senza alcuna distinzione di etnia, origine e provenienza.

Non può che esprimere viva preoccupazione di fronte ad un metodo e uno stile che non promuovono il bene di tutti, creando distinzioni che non fanno onore alle sane e consolidate tradizioni civili e cristiane della nostra città”. E nella messa della notte di Natale il vescovo della città, mons. Giampaolo Crepaldi, aveva sottolineato il valore del presepe, che è un messaggio per tutti gli uomini e le donne:

“Fermiamoci a contemplare il presepio, la sacra rappresentazione del Natale del Signore Gesù. In quella sosta, devota e orante, avremo modo di imparare molte cose belle e importanti per la nostra vita. In primo luogo, Maria e Giuseppe ci insegneranno la sacralità della vita umana nascente, il valore della maternità della donna e della famiglia fondata sul matrimonio.

Capiremo che le persone umili, rappresentate dai pastori, sono persone privilegiate perché chiamate per prime ad incontrare Gesù. Impareremo la pace (‘Pace in terra agli uomini che Dio ama’) e l’accoglienza di altri popoli (‘I Magi venuti dall’Oriente). Ci renderemo disponibili al rispetto per la natura e per gli animali creati da Dio: infatti, per rendere viva la rappresentazione della Natività, in genere, non mancano mai le stelle, le campagne, i monti, i corsi d’acqua e il bue, l’asinello e le pecorelle. Impareremo, soprattutto, quanto sia bello incontrare Gesù, la grazia apportatrice di salvezza”.

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