A Bonn Cop23 non segna progressi

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A Bonn si è chiuso l’appuntamento ONU sull’ambiente senza raggiungere stringenti accordi per limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2°C, cuore dell’impegno firmato nel 2015, rimandando tutto al prossimo summit in Polonia. Nell’ultimo giorno alcuni leader mondiali hanno condiviso il palco con un dodicenne di un’isola del Pacifico, Maulusala, per lanciare un appello all’azione urgente contro i cambiamenti climatici:

“La mia casa, la mia scuola, la fonte del mio cibo, l’acqua, i soldi sono stati totalmente distrutti. La mia vita è nel caos… Il mio villaggio, una volta bello, è era vietato ed è terra desolata … il cambiamento climatico è qui per restare a meno che non facciate qualcosa”.

Nella capitale tedesca è stata confermata la volontà limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C, punto nodale dell’accordo della Cop a Parigi del 2015. Quasi un anno dopo essere entrato in vigore l’accordo sta per diventare operativo è indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l’implementazione dell’accordo, per far sì che questo sia davvero effettivo a partire dal 2020.

A Bonn si è discusso su come valorizzare il ruolo gli attori non statali dalle imprese alle città, dagli investitori ai governi subnazionali. L’obiettivo è una forte attenzione sulle azioni da loro messe in campo. Per esempio si punta a coinvolgere importanti città degli Stati Uniti che al livello statale è fuori dall’accordo di Parigi, ma che non può intervenire su singole iniziative di città o Stati. I delegati si sono dati appuntamento a Varsavia, in Polonia, dove il prossimo anno si terrà la nuova conferenza sul clima.

Nel messaggio inviato papa Francesco ha sottolineato la volontà dell’accordo raggiunto a Parigi per il cambiamento climatico: “L’Accordo indica un chiaro percorso di transizione verso un modello di sviluppo economico a basso o nullo consumo di carbonio, incoraggiando alla solidarietà e facendo leva sui forti legami esistenti tra la lotta al cambiamento climatico e quella alla povertà.

Tale transizione viene poi ulteriormente sollecitata dall’urgenza climatica che richiede maggiore impegno da parte dei Paesi, alcuni dei quali dovranno cercare di assumere il ruolo di guida di tale transizione, avendo ben a cuore le necessità delle popolazioni più vulnerabili”.

Riprendendo l’enciclica ‘Laudato sì’ papa Francesco ha sollecitato un dialogo sui temi ambientali per ricostruire il ‘futuro del pianeta’: “Dovremmo evitare di cadere in questi quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del nostro pianeta: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate.

D’altronde, non ci si può limitare alla sola dimensione economica e tecnologica: le soluzioni tecniche sono necessarie ma non sufficienti; è essenziale e doveroso tenere attentamente in considerazione anche gli aspetti e gli impatti etici e sociali del nuovo paradigma di sviluppo e di progresso nel breve, medio e lungo periodo”.

E quindi ha invitato i capi di Stato ad una ‘coscienza responsabile’: “In tale prospettiva, appare sempre più necessario prestare attenzione all’educazione e agli stili di vita improntati a un’ecologia integrale, capace di assumere una visione di ricerca onesta e di dialogo aperto dove si intrecciano tra di loro le varie dimensioni dell’Accordo di Parigi…

Si tratta, in concreto, di far propagare una ‘coscienza responsabile’ verso la nostra casa comune attraverso il contributo di tutti, nell’esplicitazione delle differenti forme di azione e di partenariato tra i vari stakeholders, alcune delle quali non mancano di mettere in luce l’ingegno dell’essere umano in favore del bene comune…

Ciò permetterà di accelerare la presa di coscienza e di consolidare la volontà di adottare decisioni realmente efficaci per contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici e contestualmente combattere la povertà e promuovere un vero sviluppo umano integrale. In questo impegno vi sostenga la sapiente provvidenza dell’Altissimo”.

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