Aperta la causa di beatificazione del card. Celso Costantini

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Nel giorno della sua nascita al cielo avvenuta 59 anni fa, si è aperta nella cattedrale di Concordia Sagittaria, diocesi di Concordia-Pordenone, la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del card. Celso Costantini (1876-1958), che è stato parroco e vicario generale della diocesi.

Al termine della prima guerra mondiale si impegnò a riorganizzare l’attività pastorale, ricostruire le chiese distrutte e assistere i sopravvissuti, oltre a promuovere l’arte cristiana; inoltre come amministratore apostolico di Fiume, si adoperò per la salvezza della città in circostanze storiche particolarmente difficili.

Mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo della diocesi, nell’editto per l’apertura della causa, ha scritto: “Nominato Delegato apostolico in Cina vi presiedette il primo Concilio Cinese, nel 1924, si impegnò convintamente per la formazione del clero autoctono e preparò la consacrazione dei primi Vescovi cinesi, fondò nel 1927 la ‘Congregatio Discipulorum Domini’, primo istituto religioso maschile cinese, inaugurò l’Azione Cattolica cinese e l’Università Fu Jen a Pechino.

Da Segretario della Sacra Congregazione de Propaganda Fide, si attivò per la costituzione delle gerarchie indigene e l’inculturazione cristiana. Durante la seconda guerra mondiale aiutò molte persone in pericolo di vita. Divenuto Cardinale e Cancelliere di Santa Romana Chiesa, si impegnò per la pace nel mondo e per il rinnovamento della Chiesa, proponendo allo scopo la convocazione di un concilio ecumenico”.

Nell’omelia della celebrazione eucaristica per l’apertura della causa di beatificazione diocesana, mons. Pellegrini ha sottolineato che papa Giovanni Paolo II nell’apertura del Giubileo del 2000 invitava alla santità: “Carissimi tutti, vi invito a vivere così questo significativo e provvidenziale momento di apertura della fase diocesana del processo di Beatificazione e Canonizzazione del nostro presbitero diocesano card. Celso Costantini, come un dono di grazia e di riconoscimento della santità della Chiesa e in particolare della Chiesa di Concordia-Pordenone che si è rivelata e continua a manifestarsi nella fede e nella vita di tanti uomini e donne, sacerdoti e diaconi, consacrati e consacrate, e fedeli laici che nella quotidianità delle condizioni della loro vita e di ministero, proclamano l’universale vocazione alla santità di tutto il Popolo di Dio.

Fede che si traduce in opere concrete di amore e di carità verso tutti, in ricchezza di proposte di annuncio del Vangelo, in istituzioni educative e formative alla vita cristiana e alla vitalità delle nostre comunità parrocchiali”.

Inoltre mons. Pellegrini ha evidenziato la missionarietà del card. Costantini: “Mi piace poterlo ricordare nel mese missionario e sono lieto che l’avvio della causa abbia luogo proprio nel mese dedicato alle missioni. Celso scese dalla nave che lo portò in Cina come un passeggero comune e al saluto di un padre belga che lo chiamò ‘alto prelato’, rispose immediatamente: ‘Io vengo in Cina non come prelato, quanto come missionario’. Un missionario di oggi, moderno per stile e per idee, capace di annunciare Gesù Cristo in ogni situazione, attento più che a se stesso o ai propri interessi, ai bisogni reali della gente, incarnando il Vangelo nella quotidianità della vita”.

E la sua vita è stata dedicata sempre per aiutare i bisognosi: “Lo fu da giovane prete e nelle compresse e dolorose vicende del primo conflitto mondiale dentro e fuori dalla sua diocesi, pastore attento e sollecito, soprattutto dei più poveri e bisognosi. Ma sarà l’esperienza in Cina e poi nella Congregazione Propaganda Fide a consolidare in lui l’identità missionaria.

Possiamo ben definirlo un ‘apostolo della Cina’, proprio perché lavorò instancabilmente per ‘impiantare’ la Chiesa cinese cattolica, con una proprio gerarchia e istituzioni e per aiutare i cristiani a vivere la loro fede da cinesi e come cinesi!

Ecco perché la celebrazione di questa sera è ancora più bella e significativa per la presenza di un gruppo numeroso di missionari, che saluto con simpatia ed affetto, fondati dal Costantini, i ‘Discipulorum Domini’, segno della vitalità e della continuità dell’opera missionaria del cardinale e anche di quella continuità di venerazione e di preghiera, necessari per l’avvio di ogni causa di beatificazione”.

Infine mons. Pellegrini ha affermato di essere stupito nel vedere le opere di carità attivate dal card. Costantini: “Solo chi è capace di servire può dire di essere sulla strada che Gesù sta percorrendo, di essere suo discepolo. Resto sempre meravigliato nel constatare la forza d’animo e la carità operosa di Costantini.

Pensate, giovane prete di 42 anni, alla fine di una guerra che devastò i corpi e gli spiriti, fonda a Portogruaro l’Istituto san Filippo Neri per i cosiddetti ‘figli della guerra’, senza soldi e con la sola fiducia nella Provvidenza”.

Ed ha invitato i fedeli ad essere una Chiesa aperta a chi chiede un aiuto sull’esempio del servo di Dio, Celso Costantini: “Confermiamo il nostro impegno e la nostra scelta di essere, come ci invita papa Francesco, una Chiesa in uscita, una comunità di discepoli missionari che si pone accanto alle persone e le accompagna a sperimentare l’amore e la misericordia di Dio attraverso gesti concreti di servizio e di accoglienza”.

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