Scuola cattolica e l’educazione alla libertà

A fine ottobre il segretario generale della CEI, mons. Nunzio Galantino, è intervenuto alla presentazione del XIX Rapporto sulla scuola cattolica in Italia: “Il punto di partenza deve essere la responsabilità educativa dei genitori e la libertà che deve essere loro assicurata di poter scegliere la scuola dei figli senza condizionamenti di sorta: economici, pratici, giuridici. La libertà deve essere effettiva o non è libertà”.

Nel suo intervento Mons. Galantino ha ricordato anche come il sistema di istruzione e formazione del nostro Paese rimanga ancora incompiuto sotto almeno tre punti di vista: quello della autonomia (garantita solo per una parte del sistema nazionale), quello della parità (pur sancita dalla legge da ormai 17 anni) e quello della effettiva libertà di scelta, ridotta ad un puro enunciato teorico.

In Italia la scuola cattolica è formata da più di 8.300 istituti, con oltre 610.000 alunni (di cui oltre 31.000 non italiani e più di 7.000 con disabilità) ed oltre 54.000 docenti. Nella relazione mons. Galantino ha sottolineato il risparmio dello Stato, grazie alle scuole paritarie:

“Si sente spesso ripetere che l’esistenza delle scuole paritarie costituisce un grosso risparmio per lo Stato, poiché si tratta di circa un milione di alunni che assolvono regolarmente i loro obblighi scolastici senza gravare che in minima parte sulle casse dello Stato. Ma non è questa l’impostazione che intendo dare alla questione, proprio perché credo che il significato ideale del pluralismo educativo debba prevalere sulla convenienza economica e sarebbe ben triste se alla fine lo Stato dovesse convincersi a sostenere le scuole paritarie solo perché ci guadagna. In realtà sono in gioco valori molto più importanti e fondamentali”.

Però per il segretario generale della Cei è importante un altro aspetto: “Il punto di partenza deve essere la responsabilità educativa dei genitori e la libertà che deve essere loro assicurata di poter scegliere la scuola dei figli senza condizionamenti di sorta: economici, pratici, giuridici. La libertà deve essere effettiva o non è libertà. Il Rapporto ci mostra come i documenti internazionali condannino ogni forma di monopolio educativo statale.

L’educazione è un diritto primario e deve essere garantita nella sua piena libertà. Per l’Italia la parità scolastica dovrebbe offrire questa garanzia di libertà ed infatti essa è innanzitutto un principio costituzionale, contenuto nel ben noto art. 33 della nostra Costituzione, del quale si tende a ricordare solo la clausola ‘senza oneri per lo stato’, anziché il principio di fondo, cioè il diritto di enti e privati di istituire scuole e istituti di educazione”.

Commentando l’art. 33 mons. Galantino ha sottolineato la libertà di insegnamento: “La libertà di insegnamento con cui si apre l’art. 33 (‘L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento’) non è solo la libertà didattica e metodologica degli insegnanti ma anche e soprattutto la libertà garantita dall’intero sistema di accostare le arti e le scienze con una pluralità di approcci metodologici e valoriali, ovviamente nel rispetto della natura culturale, epistemologica e formativa degli oggetti dell’insegnamento.

Ridurre tutta la libertà di insegnamento e di istituire scuole alla sola condizione che non si creino oneri per lo Stato è una lettura miope e restrittiva di un problema che merita un respiro ben più ampio e attento”. Infine ha sottolineato uno studio americano sulla qualità della scuola cattolica:

“Da parte nostra, ovviamente, c’è una particolare attenzione alla scuola cattolica perché avvertiamo la responsabilità di assicurare alle future generazioni un’educazione di qualità… Mi ha fatto piacere leggere nel Rapporto che alcuni studiosi americani parlano di un ‘effetto scuola cattolica’ come fattore di efficacia del servizio educativo:

è in certo modo intuitivo che una scuola che possa contare su una motivazione ideale aggiuntiva nei propri docenti possa poi ottenere migliori risultati anche nella formazione dei propri allievi, ma vedere questa intuizione empirica suffragata da autorevoli ricerche scientifiche è senz’altro motivo di soddisfazione.

Come Chiesa teniamo molto all’identità ecclesiale delle nostre scuole, che sono scelte proprio per la qualità del servizio che offrono e per la bontà dell’ambiente di apprendimento… Da un certo punto di vista, la continuità nella scelta delle scuole cattoliche da parte delle famiglie, pur in condizioni economiche sfavorevoli, è la miglior prova della qualità del loro servizio. Ritengo dunque di dover difendere questa libertà dei genitori. Se non potesse essere esercitata, tutto il sistema (e il nostro Paese) sarebbe meno libero”.

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