Card. Parolin: primato e sinodalità inseparabili nel cammino di Riforma

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“Riforma è concetto congiunto con rinnovamento e a guidarne il cammino tutt’oggi è il binomio chiave primato-sinodalità o collegialità, centro vitale e specifico di attenzione del Concilio Vaticano II”: così si è espresso il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, intervenendo alla presentazione del libro di mons. Agostino Marchetto dal titolo ‘La Riforma e Riforme nella Chiesa. Una risposta’.

Il card. Parolin ha sottolineato che nella “continua ricerca di vie nuove per adattare al nostro tempo, strutture ecclesiali e concrete modalità di azioni, l’auspicabile riforma debba nello stesso tempo sempre partire dalla conversione del cuore al Cristo e salvaguardare quel cuore che rende riconoscibile sempre la Chiesa nelle vicende storiche, pur nel doveroso mutare di forme, strutture e criteri organizzativi”.

Secondo il segretario di Stato Vaticano mons. Marchetto “intende appunto fornire una ‘risposta’ al volume dallo stesso titolo edito dalla Queriniana di Brescia, nel 2016, una raccolta di 30 saggi inediti scritti da altrettanti specialisti, a cura di Antonio Spadaro e Carlos Maria Galli.

L’autore entra così nell’arena dell’odierna realtà ecclesiale, stimolata e ravvivata da Papa Francesco, con riferimento specialmente alla bussola del Concilio Ecumenico Vaticano II. Alla base vi sono due millenni di storia della Chiesa visti da mons. Marchetto anche con sensibilità pastorale, missionaria ed ecumenica”.

Nel volume mons. Marchetto evidenzia il binomio del primato e della sinodalità: “Primato e sinodalità sono espressione di un binomio inseparabile. Esso ha costituito uno dei centri vitali e specifici di attenzione, discussione e decisione del Concilio Vaticano II, chiudendo il vuoto per la mancata trattazione dell’episcopato al Vaticano I.

Mons. Marchetto fa udire su questo tema la sua voce, che viene da lontano e si presenta come sintesi di tanti pensieri e studi sul ‘Magno Sinodo’, come lui l’ha chiamato fin dal principio. Egli è mosso da una preoccupazione di fedeltà al procedere cattolico dell’et et, come via media in grado di creare in modo originale una sempre nuova sintesi vitale, non escludendo ma inglobando le ragioni di entrambi i poli.

In ogni pagina dello scritto, infatti, si avverte l’impegno a tenere sempre uniti i due distinti elementi, del ‘primato’ e della ‘sinodalità-collegialità’, a farli, per così dire, viaggiare sempre insieme”. Inoltre l’autore interpreta il binomio secondo la linea magisteriale di papa Benedetto XVI e papa Francesco:

“Mons. Marchetto, nel riferirsi al Concilio, lo interpreta in linea con le parole di papa Benedetto XVI nel suo discorso alla Curia Romana del 21 dicembre 2005, in comunione di pensiero e di giudizio con i due Papi del Concilio e con quelli del post-Concilio, fino a papa Francesco.

Nel discorso a cui si è appena fatto cenno, papa Benedetto XVI presenta le ragioni di un’ermeneutica dell’assise conciliare vista come ‘riforma e rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto Chiesa’ e respinge conseguentemente un’ermeneutica che preferisce mettere in luce la discontinuità ed elementi di rottura rispetto al passato”.

E secondo il card. Parolin l’autore mette in evidenza le ragioni di un rinnovamento attento alla continuità: “Lo sviluppo dogmatico nella Chiesa, infatti, per essere validamene recepito, occorre che sia omogeneo. Da qui la difficoltà ad attribuire piena legittimità al termine ‘rivoluzione’, quando non sia utilizzato, come fatto da papa Francesco, all’evento fontale del Cristianesimo, al Signore Gesù e al suo Vangelo…

Tutto dunque parte dal cuore, da questo centro pulsante abitato dall’amore. E’ retta, del resto, la riforma, dalla ‘logica del Natale’, dalla logica dell’amore, di cui ha parlato Papa Francesco lo scorso anno durante il tradizionale scambio di auguri natalizi con la Curia romana: ‘Incontriamoci di nuovo, dunque, nella mangiatoia di Betlemme’, auspicava il Papa”.

Concludendo la lettura del volume il card. Parolin ha sottolineato che i termini ‘primato’ e ‘collegialità-sinodalità’: “sono i termini che legano tutte le pagine del volume di mons. Marchetto, il quale sembra volerci regalare un pro-memoria da portare con noi all’inizio, nel corso e al termine del lavoro di riforma.

Un pro-memoria che ha lo scopo di ricordarci che soltanto se terremo adeguatamente conto nelle riflessioni ed elaborazioni intellettuali, come di conseguenza nelle concrete proposte, della tensione feconda tra i diversi poli in gioco, potremo giungere ad individuare un nuovo, valido e duraturo equilibrio”.

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