Papa Francesco ai vescovi giapponesi ricorda l’impegno missionario

In occasione della visita pastorale del cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in Giappone papa Francesco ha inviato una lettera ai vescovi di quella nazione, ricambiando la visita ad limina del 2015: “Desidero confidarvi che, ogniqualvolta penso alla Chiesa in Giappone, il mio pensiero corre alla testimonianza dei tanti martiri che hanno offerto la propria vita per la fede”.

Nel testo, datato del 14 settembre 2017, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il papa ha reso omaggio ai martiri che in quella terra hanno testimoniato con la vita la fedeltà a Gesù: “Desidero confidarvi che, ogniqualvolta penso alla Chiesa in Giappone, il mio pensiero corre alla testimonianza dei tanti Martiri che hanno offerto la propria vita per la fede.

Da sempre essi hanno un posto speciale nel mio cuore: penso a san Paolo Miki e ai suoi compagni, che nel 1597 furono immolati, fedeli a Cristo e alla Chiesa; penso agli innumerevoli confessori della fede, al beato Justus Takayama Ukon, che nello stesso periodo preferì la povertà e la via dell’esilio piuttosto che abiurare il nome di Gesù.

E che dire dei cosiddetti ‘cristiani nascosti’, che dal 1600 fino alla metà del 1800 hanno vissuto in clandestinità pur di non abiurare, ma preservare la propria fede e di cui recentemente abbiamo ricordato il 150° anniversario della scoperta? La lunga schiera dei martiri e dei confessori della fede, per nazionalità, lingua, classe sociale ed età, ha avuto in comune un profondo amore al Figlio di Dio, rinunciando o al proprio status civile o ad altri aspetti della propria condizione sociale, tutto ‘al fine di guadagnare Cristo’”.

Il punto focale della missiva di papa Francesco è l’impegno missionario della Chiesa nel Paese del Sol Levante e non solamente un dialogo ‘irenico’: “Cari Fratelli, le sfide che la realtà attuale ci pone dinanzi non possono renderci rassegnati e nemmeno rimandare a un dialogo irenico e paralizzante, anche se alcune situazioni problematiche destano non poche preoccupazioni; mi riferisco, ad esempio, all’alto tasso di divorzi, ai suicidi anche tra i giovani, a persone che scelgono di vivere totalmente sganciate dalla vita sociale (hikikomori), al formalismo religioso e spirituale, al relativismo morale, all’indifferenza religiosa, all’ossessione per il lavoro e il guadagno.

E’ altresì vero che una società che corre nello sviluppo economico crea anche tra voi i poveri, gli emarginati, gli esclusi; penso non solo a quelli che sono materialmente tali, ma anche a quelli che lo sono spiritualmente e moralmente. In questo contesto così peculiare, si pone con urgenza la necessità che la Chiesa in Giappone rinnovi costantemente la scelta per la missione di Gesù e sia sale e luce.

La genuina forza evangelizzatrice della vostra Chiesa, che le proviene anche dall’essere stata Chiesa di martiri e confessori della fede, è un bene grande da custodire e sviluppare”.

Ha chiesto ai vescovi di adottare una formazione solida per i sacerdoti: “Un passo più importante nella formazione sacerdotale e religiosa è, pertanto, aiutare coloro che intraprendono tale percorso a comprendere e sperimentare in profondità le caratteristiche dell’amore insegnato da Gesù, che è gratuito, comporta il sacrificio di sé, è perdono misericordioso.

Questa esperienza rende capaci di andare contro-corrente e di fidarsi del Signore, che non delude. E’ la testimonianza di cui la società giapponese ha tanta sete”. Ed infine ha rivolto un pensiero ai movimenti ecclesiali, approvati dalla Santa Sede, che svolgono in Giappone la propria missione ‘ad gentes’, soprattutto il Cammino Neocatecumenale:

“Tali realtà contribuiscono all’opera di evangelizzazione; come Vescovi siamo chiamati a conoscere e accompagnare i carismi di cui sono portatrici e a renderle partecipi della nostra opera nel contesto dell’integrazione pastorale”.

Riprendendo la lettera del papa il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha detto ai seminaristi del seminario di Fukuoka, nel nord dell’isola di Kyushu, che il cuore della ‘novità cristiana’, è il “dono straordinario e generoso della grazia redentiva e della misericordia.

Tutti hanno bisogno di quella salvezza che la legge del karma non può dare, ma che si trova solo in quel Dio che Gesù Cristo ci ha rivelato”.

Nel suo intervento, il cardinale ha ricordato la nascita del cristianesimo nel Paese: “Anche nel famoso romanzo storico il Silenzio di Endo Shusaku, ora anche un noto film, è scritto che i governanti di allora ponevano ai missionari sostanzialmente la stessa domanda: ‘Perché ci portate una religione straniera e ci chiedete di credere nel vostro Dio?

Anche noi abbiamo una cultura e una religione, che sono assai nobili e dignitose’. Che cosa ha di più il cristianesimo che già non sia contenuto nella cultura confuciana o nella tradizione scinto-taoista-buddista? Il cuore della novità cristiana è l’annuncio di una salvezza donata gratuitamente da Dio attraverso il mistero dell’incarnazione, morte e resurrezione di Cristo”.

Ed incontrando sacerdoti, religiosi e laici della regione ecclesiastica di Osaka, il card. Filoni ha riproposto i fattori che possono rinnovare un autentico slancio missionario anche in terra giapponese, alla luce di quanto viene costantemente suggerito dal magistero di papa Francesco:

“Il papa più volte ha ripetuto che la missione non riposa nelle metodologie messe in campo dagli apparati ecclesiali, ma nel ritornare sempre a fare esperienza della carità di Cristo. Il problema è di fede; manca l’incontro con Cristo vivo nella carità, manca l’intima relazione con Lui nella preghiera; quando tutto ciò è carente il volto della Chiesa si offusca, la missione perde forza e la conversione retrocede”.

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