Da Astana un documento interreligioso sulla tutela delle risorse energetiche

Nello scorso fine settimana la Santa Sede ad Astana in Kazakhistan, nell’ambito dell’Expo 2017 ‘Future Energy’, ha firmato una dichiarazione di intenti in cui si è sottolineato che l’energia è un diritto di tutti e garanzia dell’accesso a essa dei più poveri e isolati; opposizione a qualsiasi progetto energetico su larga scala che non abbia valutato l’impatto ambientale e sociale; transizione a fonti di energia non inquinanti e diminuzione della dipendenza da combustibili fossili; astensione dalla massiccia produzione di prodotti a breve durata che incentivano una cultura dello spreco; messa al bando della produzione e dell’uso delle armi nucleari.

Consapevoli che ‘le religioni e la spiritualità possono ispirare azioni concrete in favore della nostra casa comune e dell’intera famiglia umana’, a siglare il documento sono stati il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del dicastero vaticano, l’anglicana Clare Amos per il World Council of Churches, il rabbino Daniel Sperber, professore di Talmud alla Bar-Ilan University di Gerusalemme, e l’imam Yahya Sergio Pallavicini, ambasciatore per il dialogo tra le civiltà dell’Islamic Educational Scientific Cultural Organization.

La dichiarazione d’intenti è partita dal presupposto che la consapevolezza che i valori religiosi e gli obblighi morali devono guidare le scelte e le azioni di tutti i credenti, e quindi anche di coloro che hanno ruoli di responsabilità politica e sociale, verso la comprensione dell’ ‘urgenza di una migliore cura non solo della natura, ma anche di quei fratelli e sorelle poveri, i più vulnerabili, il cui ambiente è stato degradato e sfruttato in modo irresponsabile’.

Il modo in cui l’energia viene generata, trasportata e consumata “sta avendo e avrà in futuro un impatto significativo sulla natura e gli ecosistemi, e avrà quindi pesanti ricadute sull’accesso all’acqua e al cibo, sulla sostenibilità delle società e del commercio, ma anche sull’equità del reddito e l’accesso alle opportunità”, così come sulla “salute umana, il benessere e, più in generale, sullo sviluppo umano”.

Il documento ha sottolineato che le risorse energetiche ‘non devono essere usate indiscriminatamente’, ma solo “dopo un attento discernimento, esaminando le possibili alternative, la valutazione dei bisogni, e facendo tesoro delle informazioni fornite dagli scienziati e dai tecnici”. Quindi le religioni hanno chiesto ‘politiche, finanziamenti ed efficace trasferimento di tecnologie e capacità’, affinché in ogni luogo sia possibile ‘accedere a energia pulita, sicura, affidabile e conveniente, con minimo impatto ambientale, in linea con la cultura locale, le esigenze e con le relative capacità di manutenzione e di gestione’.

Inoltre nel documento sono state avanzate sollecitazioni per chi si occupa degli edifici religiosi nei quali è importante che sia sempre più migliorato il rispetto dei modelli di consumo energetico, suggerendo di ‘scegliere con cura i propri fornitori, incoraggiare il riciclo, il risparmio idrico e, dove possibile, il compostaggio e il riciclaggio dei rifiuti’:

“Incoraggiamo tutti i credenti e le persone di buona volontà a nutrire una continua riflessione sui valori condivisi e sul rapporto tra uomo e natura”.

In occasione del National Day della Santa Sede all’Esposizione Internazionale Expo 2017 papa Francesco ha inviato ai partecipanti un messaggio, nel quale ha sottolineato che l’energia è un bene comune: “Le risorse energetiche, pertanto, non devono essere lasciate in balìa della speculazione, né diventare fonte di conflitti.

A tale scopo, è necessario un ampio e sincero dialogo, a tutti i livelli, tra i diversi settori delle nostre società. ‘Energia Futura’ non è solo un compito per ricercatori, tecnologi o investitori: anche il mondo della cultura, della politica, dell’educazione e quello religioso sono interpellati”.

Anche l’utilizzo equo delle risorse favorisce il processo di dialogo e di pace per vivere ‘insieme la fratellanza’: “Il modo in cui usiamo le risorse energetiche è un indicatore di come stiamo svolgendo il compito che, secondo molte tradizioni religiose, ci è stato affidato da Dio di prenderci cura del pianeta sul quale viviamo e dei nostri fratelli in umanità, vicini o lontani nello spazio e nel tempo.

Se usiamo l’energia in modo solidale e sostenibile, allora stiamo svolgendo bene tale compito. Altrimenti, no. E’ in gioco la nostra stessa dignità; sono in gioco la giustizia e la pace”.

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