Giornata del Creato: sobrietà nella gestione della terra

E’ stato elaborato dai vescovi di tre Commissioni (Problemi sociali, lavoro, giustizia e pace; Ecumenismo e dialogo; Cultura e Comunicazioni sociali) il messaggio per la 12ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, che sarà celebrata domenica 3 settembre a Gubbio con il tema ‘Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo (Gen. 28, 16). Viaggiatori sulla terra di Dio’.

Il messaggio richiama lo stupore di Giacobbe nello scoprire la terra di Carran come luogo di presenza del Signore, come hanno scritto i vescovi: “La misericordia graziosa di Dio ha la sua prima espressione proprio nel gesto creativo che ci colloca sulla terra, donandocela come giardino da coltivare e custodire. E’ questo, tra l’altro, un elemento di convergenza ecumenica tra le diverse chiese cristiane, così come un importante tema di dialogo interreligioso.

Un’educazione alla custodia del creato esige, dunque, anche una formazione dello sguardo, perché impari a coglierne ed apprezzarne la bellezza, fino a scoprirvi un segno di Colui che ce la dona. Del resto, sottolinea ancora papa Francesco, per ognuno di noi la storia dell’ ‘amicizia con Dio si sviluppa sempre in uno spazio geografico che diventa un segno molto personale’ (n. 84) e di cui conserviamo memoria, nel tempo e nello spazio”.

I vescovi, riprendendo il tema del turismo sostenibile proposto dalla comunità internazionale, propongono il pellegrinaggio come un esempio di mobilità sostenibile: “Così, come molte altre religioni, il cristianesimo saprà valorizzare la pratica del pellegrinaggio, disegnando traiettorie che spesso fanno ormai parte della storia culturale d’Europa e non solo, ma anche riscoprendolo in forme sempre nuove e formative.

Nel pellegrinaggio si vive un percorso concretissimo eppure aperto alla novità ed all’ulteriorità; un viaggiare che sa rinnovare ogni giorno la meraviglia per la novità e quello stupore che si esprime nel rendimento di grazie. Non casuale, in tal senso, la rinnovata attenzione rivolta in Italia ed in Europa alle tante vie che consentono di ripercorrere anche oggi il cammino di generazioni di pellegrini, raccogliendone al contempo l’eredità spirituale”.

Riscoprendo il pellegrinaggio come nuovo modo di essere turista, si può sostenere la sfida della sostenibilità: “Sostenibilità del turismo significa, ad esempio, un’attenzione da parte degli operatori del settore, per garantire forme di ospitalità che impattino il meno possibile sull’ambiente: occorrerà evitare sprechi di energia e di cibo, ma ancor più quel vorace consumo di suolo che talvolta viene giustificato proprio per il turismo.

Significa anche una certa sobrietà da parte di chi viaggia, con la capacità di godere delle bellezze della natura e della cultura, più che di cogliere in esse occasioni per quel consumo di beni che pure il turismo globalizzato incoraggia. Significa, ancora, una sistematica opera di promozione di forme di mobilità sostenibile, privilegiando ovunque possibile i mezzi pubblici (in particolare la ferrovia) rispetto al trasporto privato.

Né peraltro la sostenibilità andrà ristretta alla dimensione ambientale: occorre anche attenzione per le realtà visitate, rispetto per luoghi e culture la cui bellezza non può essere snaturata riducendoli ad attrazioni turistiche”. Anche in questo settore i vescovi auspicano una cultura della ‘cura’ sull’esempio di Baden Powell, perché “siamo viaggiatori su un terra che è di Dio e che come tale va amata e custodita”.

Ed in occasione di tale giornata l’ong FOCSIV, in collaborazione con Retinopera e l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, della ‘Eco – Parish Guide’ prodotta dal Global Catholic Climate Movement (GCCM) ha preparato una ‘eco guida’ per le parrocchie, che fornisce suggerimenti pratici per applicare l’enciclica ‘Laudato Sì’ con particolare riferimento a iniziative di carattere internazionale, americane, asiatiche, europee.

A queste esperienze sono state aggiunte esperienze di diocesi e parrocchie italiane, avvicinando di più la guida al contesto nazionale e locale. La Guida ha un carattere internazionale perché il cambiamento climatico è un fenomeno globale, che trascende i confini delle comunità locali. Ma molto si gioca a livello locale, a partire dai nostri comportamenti, dagli stili di vita che adottiamo, singolarmente, nelle famiglie e nelle comunità, nei nostri quartieri e nelle nostre città, come si legge nella presentazione della Guida:

“Mantenere l’innalzamento della temperatura globale al di sotto della pericolosa soglia di 1.5 C° richiede l’aiuto di tutti. Le parrocchie rivestono un ruolo importante perché la Chiesa Cattolica gestisce più di 220.000 parrocchie nel mondo, alle quali vanno aggiunti gli uffici, le canoniche e ad altri edifici parrocchiali, oltre ai veicoli che, sfruttando forme convenzionali di energia, contribuiscono direttamente al cambiamento climatico;

è attivamente coinvolta nelle vite dei parrocchiani le cui scelte influenzano il clima globale; ha una salda tradizione di politiche influenti e di assistenza alle persone vulnerabili che vanno ben oltre i confini della singola parrocchia. L’impegno per il clima è fortemente richiamato nell’enciclica ‘Laudato Sì’, in cui papa Francesco sottolinea come la cura della casa comune rappresenti una sfida etica per i cattolici e le persone di buona volontà”.

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