Impossibile arginare il “fiume” Ratzinger!

Share on Facebook589Tweet about this on TwitterShare on Google+2Share on LinkedIn15Email this to someone

Una ecclesiologia in crisi, dove equivoci e veri e propri errori insidiano la teologia e l’opinione comune cattolica. Erano le considerazioni che, oltre trent’anni fa, il cardinale Joseph Ratzinger consegnava all’attenzione dei lettori tra le pagine di «Rapporto sulla fede», uno dei grandi successi editoriali di Vittorio Messori, dove, per la prima volta, l’allora Prefetto dell’ex-Sant’Uffizio parlava a cuore aperto, con lucido e coraggioso realismo, a chi dentro la Chiesa non aveva ancora imparato l’arte del quieto vivere, guardando irresponsabilmente da un’altra parte!

«La mia impressione – affermava il pericoloso e ancora oggi temutissimo “Panzer Cardinal” – è che tacitamente si vada perdendo il senso autenticamente cattolico della realtà “Chiesa” senza che lo si respinga espressamente. Molti non credono più che si tratti di una realtà voluta dal Signore stesso. Anche presso alcuni teologi, la Chiesa appare come una costruzione umana, uno strumento creato da noi e che quindi noi stessi possiamo riorganizzare liberamente a seconda delle esigenze del momento. Si è cioè insinuata in molti modi nel pensiero cattolico, e perfino nella teologia cattolica, una concezione di Chiesa che non si può neppure chiamare protestante, in senso ” classico “. Alcune idee ecclesiologiche correnti vanno collegate piuttosto al modello di certe “chiese libere” del Nord America, dove si rifugiavano i credenti per sfuggire al modello oppressivo di “chiesa di Stato” prodotto in Europa dalla Riforma. Quei profughi, non credendo più nella Chiesa come voluta da Cristo e volendo nello stesso tempo sfuggire alla chiesa di stato, creavano la loro chiesa, un’organizzazione strutturata secondo i loro bisogni».

Qualcuno oggi guarda con preoccupazione ed evidente imbarazzo ad alcune riflessioni del Papa emerito (per esempio la prefazione di Benedetto XVI nel libro, “La forza del silenzio”, del cardinale Robert Sarah, o il recente elogio funebre in ricordo del cardinale Joachim Meisner). Queste sono però “bricioline”, o come diceva Totò, “bazzecole, quisquilie, pinzillacchere”, che con l’aiuto di qualche amico compiacente possono anche non comparire in prima pagina o non comparirvi del tutto. Il vero problema è quello di non riuscire a contenere le migliaia di pagine pubblicate da Joseph Ratzinger, prima e dopo il suo pontificato. Libri, articoli, conferenze, omelie… un vero fiume in piena difficilmente arginabile. Una serissima minaccia per chi vuole guardare la Chiesa come una costruzione umana, dove gli elementi della fede possono diventare arbitrari e pastoralmente interfacciabili. «Così – raccontava Ratzinger a Vittorio Messori –, senza una visione che sia anche soprannaturale e non solo sociologica del mistero della Chiesa, la stessa cristologia perde il suo riferimento con il Divino: a una struttura puramente umana finisce col corrispondere un progetto umano. Il Vangelo diventa il progetto-Gesù, il progetto liberazione-sociale, o altri progetti solo storici, immanenti, che possono sembrare anche religiosi in apparenza, ma sono ateistici nella sostanza».

Foto: Ansa

 

89.31.72.207