5X1000 : Banca Etica al terzo posto per anticipi dei contributi

Oltre € 4.000.000.000 in 10 anni: questa la dote del 5X1000 andato finora a enti nonprofit e comuni grazie alle scelte dei contribuenti italiani nella loro dichiarazione dei redditi: uno studio di Banca Etica appena pubblicato aiuta a leggere a chi sono andate queste risorse e come si configura la mappa dei donatori tra 2005 e 2016.

Gli enti beneficiari, complessivamente, sono stati 66.315 (per una media annua di 37.000). Le preferenze espresse nelle dichiarazioni dei redditi sono state in tutto pari a 109.000.000, con una media annua di 12.000.000 di ‘donatori’. La grande maggioranza delle erogazioni, oltre € 2.000.000.000, riguardano la Lombardia (€ 1.300.000, il 38% del totale) e il Lazio (€ 700.000.000, il 20%), che insieme raccolgono quasi il 60% dell’intero valore distribuito. Seguono l’Emilia Romagna e il Piemonte col 6%, il Veneto col 5% e tutte le altre Regioni.

Il valore medio della donazione veicolata attraverso il 5X1000 ammonta, nei 9 anni, ad € 32 a livello nazionale, con una crescita tra 2006 e 2014 pari al 5%. La Lombardia è la regione con il più alto valore di importo medio erogato per donatore, pari ad € 39, seppur con una tendenza in calo nel tempo (-1% nel periodo). Seguono Liguria (€ 38, -16%), Friuli Venezia Giulia (€ 36, -12%) e Piemonte (€ 33, in crescita +27%). Tutte le altre regioni si collocano sotto la media nazionale, con Basilicata (€ 23, ma in crescita del 29%), Puglia e Sicilia (€ 24, in crescita rispettivamente dell’1% e 4%), Calabria e Abruzzo (€ 25, +9% e +15%) a chiudere la classifica.

Dal punto di vista dei beneficiari dei fondi, volontariato e associazionismo sono il principale target del 5X1000, rappresentando il 56% degli enti e poco meno degli importi erogati (il 53% del totale, pari a circa € 1.800.000.000). Le associazioni sportive dilettantistiche e le cooperative sociali sono numericamente molto presenti (entrambe con il 13% degli enti, per un totale del 26% dell’universo), ma assai meno efficaci nell’intercettare risorse, cogliendo rispettivamente l’1% e il 4% del totale. Completamente opposto il ruolo giocato dalle Fondazioni, che rappresentando poco più del 4% degli enti, raccolgono il 36% delle risorse (il 26% solo per la ricerca sanitaria). Abbastanza irrilevante la presenza di Comuni e Pro Loco che, conteggiando il 13% degli enti, non superano il 3% delle risorse assegnate.

Banca Etica, da sempre specializzata nei servizi finanziari per imprese sociali e terzo settore, è il terzo istituto di credito in Italia per fornitura di servizi che permettono alle organizzazioni beneficiarie del 5×1000 di utilizzare subito i contributi assegnati loro dai cittadini, senza attendere i lunghi tempi di erogazione da parte dello Stato (in media sono necessari circa 18 mesi perché le organizzazioni beneficiarie ricevano effettivamente il denaro).

A commento del rapporto il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina, ha dedotto: “Lo studio di Banca Etica su trend e distribuzione geografica dei contributi erogati tramite il 5×1000 ha l’obiettivo di focalizzare gli aspetti connessi al mercato dell’impresa sociale e valutare le trasformazioni in atto nella relazione tra Terzo Settore e pubblica amministrazione e nei sistemi di welfare locale. I dati raccolti e analizzati nella ricerca possono aiutare a comprendere meglio le capacità gestionali delle organizzazioni nonprofit e le loro abilità nell’ottenere consenso da parte dei cittadini”.

Quindi Banca Etica è il terzo istituto in questa particolare classifica, subito dopo le due più grandi banche del paese per dimensione, con circa 1.000 clienti che finora hanno canalizzato presso l’unica realtà di finanza etica italiana circa € 160.000.000 con il proprio 5Xmille. Tra questi clienti si registrano il 15% delle cooperative sociali e il 3% delle fondazioni e associazioni:

“Si conferma così la vocazione specialistica di Banca Etica per il terzo settore, la capacità di attrazione della propria proposta ben oltre le proprie dimensioni distributive, e il rapporto privilegiato della finanza etica nei confronti del mondo delle organizzazioni senza scopo di lucro”, ha concluso Alessandro Messina.

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