Una legge per prevenire il cyberbullismo

Share on Facebook6Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn1Email this to someone

Finalmente, dopo un percorso durato tre anni, è arrivato il sì definitivo dell’Aula della Camera alla legge sul contrasto dei cyberbullismo, approvata all’unanimità: 432 favorevoli ed una sola astensione. Il testo ha avuto un percorso lungo e accidentato: è rimbalzato tre volte tra le commissioni e le aule di palazzo Madama e di Montecitorio e, dopo la terza lettura, il Senato lo ha riconsegnato per la quarta volta, lo scorso 31 gennaio, alle commissioni Giustizia e Affari Sociali di Montecitorio.

Nel testo emerge la novità della definizione del fenomeno e la possibilità, per il minore (anche senza che il genitore lo sappia) di chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione della ‘cyber aggressione’. Nel caso in cui il gestore ignori l’allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro 48 ore dovrà intervenire.

Il disegno di legge istituisce anche un Tavolo tecnico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio con il compito di coordinare i vari interventi e di mettere a punto un Piano integrato contro il bullismo via web. E stabilisce la ‘procedura di ammonimento’ come nella legge anti-stalking: il ‘bullo’ over 14 sarà convocato dal questore insieme a mamma o papà e gli affetti dell’ ‘ammonimento’ cesseranno solo una volta maggiorenne.

Ogni scuola dovrà individuare tra i professori un addetto al contrasto e alla prevenzione del ‘cyberbullismo’ che potrà avvalersi della collaborazione della polizia. Il testo agisce solo sul fenomeno cyberbullismo, avendo soppresso ogni riferimento al bullismo che pure era presente nelle versione elaborata in seconda lettura dalla Camera.

Entra per la prima volta nell’ordinamento una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo: bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Il minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) può rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall’istanza.

Secondo una recente ricerca condotta da IPSOS per Save the Children, un ragazzo su dieci tra quelli intervistati ha subito atti di cyberbullismo e il 21% di loro afferma di conoscere qualcuno che ne è sono stato vittima, come ha detto Raffaella Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children:

“I bambini e i ragazzi sono sempre più esposti al rischio di vivere esperienze negative sulla rete, anche perché l’età media a cui accedono ad esempio ad uno smartphone è sempre più bassa, intorno agli 11 anni e mezzo. I bambini e i ragazzi sono fortemente esposti al linguaggio ostile che si sviluppa sulla rete e che vivono sia personalmente che attraverso le esperienze dei loro amici.

Basti pensare che al 29% dei bambini e dei ragazzi è capitato personalmente di leggere commenti violenti nel corso di una conversazione su una chat o su un social network e che al 13% è capitato di ricevere da parte di persone conosciute su Internet, foto o video particolarmente violenti che li hanno fatti sentire a disagio”.

Save the Children affronta il tema dell’educazione all’utilizzo nei nuovi media all’interno di tutti i suoi programmi rivolti a bambini e adolescenti in Italia e dal 2012 è impegnata insieme al MIUR, nell’ambito del progetto ‘Generazioni Connesse’, a portare avanti attività di prevenzione in tutto il Paese:

“Con questa nuova legge, la scuola avrà un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella gestione di questo fenomeno ed è fondamentale che ogni istituto scolastico dovrà provvedere ad individuare fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo. Siamo soddisfatti dell’aspetto formativo, preventivo ed educativo della legge, che prevede anche il coinvolgimento delle famiglie. Fondamentale inoltre, l’attivazione di azioni educative da parte del dirigente scolastico nei casi in cui la condotta del minore non costituisca reato”.

Ed ha concluso affermando che la legge venga messa subito in pratica: “Il Cyberbullismo è un fenomeno che vede i minori come principali vittime e per questo è importante che il testo della legge approvata oggi in via definitiva sia pensato tenendo conto di questo specifico ambito di riferimento.

Il nostro Paese si è dotato di una legge che prevede delle misure concrete per prevenire e affrontare un fenomeno che coinvolge un numero sempre maggiore di ragazzi in Italia. Ora è importante che questo provvedimento venga subito messo in pratica coinvolgendo tutti gli attori interessati, per contrastare immediatamente un fenomeno che si fa ogni giorno più preoccupante”.

Per Giuseppe Desideri, presidente dell’Associazione italiana maestri cattolici, la legge è “un importante passo in avanti per contrastare un fenomeno che è purtroppo in costante aumento e merita la dovuta attenzione da parte delle famiglie, della scuola e delle istituzioni… Di particolare rilevanza la possibilità di oscurare i video in rete, anche se per problematiche tecniche e tempistica sarà di una efficacia tutta da testare, e la previsione della formazione e sensibilizzazione di genitori, docenti e studenti… Aiutare i ragazzi a sviluppare un utilizzo della rete critico e rispettoso degli altri è un obiettivo formativo che la scuola non può non considerare, oggi, prioritario”.

Anche Rosalba Candela, presidente dell’Unione cattolica italiana insegnanti medi, ha manifestato la propria soddisfazione: “Bene l’introduzione di un docente per istituzione scolastica che farà da referente per la lotta a un fenomeno così diffuso. Ora concentriamoci sul tavolo tecnico che dovrà redigere il piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo”.

89.31.72.207