Il Papa al clero egiziano: «Non abbiate paura circostanze difficili che dovete attraversare»

L’ultimo appuntamento ufficiale della visita apostolica di Papa Francesco in Egitto è riservato al clero, un incontro di preghiera – nel Seminario Patriarcale Copto-Cattolico di Maadi, nella periferia a sud del Cairo – sotto forma di Liturgia della Parola in arabo a cui prendono parte circa 1500 sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi.

Papa Francesco ringrazia e saluta i sacerdoti e i religiosi presenti per la testimonianza e per tutto il bene che viene realizzato ogni giorno, in mezzo alle tante sfide del mondo; poi li incoraggia: «Non abbiate paura del peso del quotidiano, del peso delle circostanze difficili che alcuni di voi devono attraversare. Noi veneriamo la Santa Croce, strumento e segno della nostra salvezza. Chi scappa dalla Croce scappa dalla Risurrezione!»; e ancora: «In mezzo a tanti motivi di scoraggiamento e tra tanti profeti di distruzione e di condanna, in mezzo a tante voci negative e disperate, voi siate una forza positiva, siate luce e sale di questa società; siate il locomotore che traina il treno in avanti, diritto verso la mèta; siate seminatori di speranza, costruttori di ponti e operatori di dialogo e di concordia».

Il Pontefice invita i consacrati a non cedere alle tentazioni che incontrano ogni giorno sulla loro strada e li mette in guardia su alcune di esse: la tentazione di lasciarsi trascinare e non guidare, «Il Buon Pastore ha il dovere di guidare il gregge, di condurlo all’erba fresca e alla fonte di acqua. Non può farsi trascinare dalla delusione e dal pessimismo»; la tentazione di lamentarsi continuamente, accusando gli altri, per le mancanze dei superiori, per le condizioni ecclesiastiche o sociali, «Ma il consacrato è colui che, con l’unzione dello Spirito, trasforma ogni ostacolo in opportunità, e non ogni difficoltà in scusa! Chi si lamenta sempre è in realtà uno che non vuole lavorare»; la tentazione del pettegolezzo e dell’invidia «Il pericolo è serio – afferma il Papa – quando il consacrato, invece di aiutare i piccoli a crescere e a gioire per i successi dei fratelli e delle sorelle, si lascia dominare dall’invidia e diventa uno che ferisce gli altri col pettegolezzo. Quando, invece di sforzarsi per crescere, inizia a distruggere coloro che stanno crescendo; invece di seguire gli esempi buoni, li giudica e sminuisce il loro valore. L’invidia è un cancro che rovina qualsiasi corpo in poco tempo»; la tentazione del paragonarsi con gli altri e la tentazione del “faraonismo”, «cioè dell’indurire il cuore e del chiuderlo al Signore e ai fratelli. È la tentazione di sentirsi al di sopra degli altri e quindi di sottometterli a sé per vanagloria; di avere la presunzione di farsi servire invece di servire»; la tentazione dell’individualismo, e quella del camminare senza bussola e senza mèta, «Il consacrato perde la sua identità e inizia a non essere “né carne né pesce”. Vive con cuore diviso tra Dio e la mondanità. Dimentica il suo primo amore. […] Cammina senza orientamento e invece di guidare gli altri li disperde. La vostra identità come figli della Chiesa è quella di essere copti – cioè radicati nelle vostre nobili e antiche radici – e di essere cattolici – cioè parte della Chiesa una e universale: come un albero che più è radicato nella terra e più è alto nel cielo!».

«Più siamo radicati in Cristo, più siamo vivi e fecondi!». Papa Francesco conclude il suo discorso invitando i consacrati a conservare la meraviglia, la passione del primo incontro vocazionale, l’attrazione e la gratitudine nei confronti di Dio nella propria vita. «Dalla qualità della nostra vita spirituale dipende quella della nostra consacrazione»; «L’Egitto – prosegue il Pontefice – ha contribuito ad arricchire la Chiesa con il tesoro inestimabile della vita monastica. Vi esorto, pertanto, ad attingere dall’esempio di San Paolo l’eremita, di Sant’Antonio, dei Santi Padri del deserto, dei numerosi monaci, che con la loro vita e il loro esempio hanno aperto le porte del cielo a tanti fratelli e sorelle; e così anche voi potete essere luce e sale, motivo cioè di salvezza per voi stessi e per tutti gli altri, credenti e non, e specialmente per gli ultimi, i bisognosi, gli abbandonati e gli scartati. […] Coraggio, e avanti con lo Spirito Santo!»

Al termine dell’incontro di preghiera, dopo il rinnovo delle promesse di vita consacrata, la recita del Padre Nostro e la benedizione finale, il Santo Padre Francesco si trasferisce in auto all’Aeroporto Internazionale del Cairo per la cerimonia di congedo dall’Egitto.

Foto: CTV

 

 

 

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