I 90 anni di Joseph Ratzinger

Un lunghissimo applauso in onore del papa emerito Benedetto XVI ha dato inizio all’evento per i suoi 90 anni, promosso dalla Fondazione Vaticana a lui intitolata, svoltosi nei giorni scorsi a Roma nell’Aula Magna dell’Istituto Patristico Augustinianum, aperto dai saluti del preside, p. Giuseppe Caruso, e del direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa.

P. Caruso ha analizzato i legami spirituali e intellettuali tra Ratzinger e sant’Agostino, definito dal papa emerito ‘un buon compagno di viaggio nella mia vita e nel mio ministero’. Nel suo intervento, p. Federico Lombardi, presidente della Fondazione, ha ripercorso le diverse attività che la Fondazione porta avanti, con la collaborazione di vari enti e realtà accademiche: i Convegni annuali e i simposi internazionali, gli incontri con i dottorandi, le borse di studio, il Premio Ratzinger.

E proprio tutti i ‘laureati’ che dal 2011 a oggi hanno ricevuto questo prestigioso riconoscimento, ossia 13 studiosi di 11 Paesi diversi, sono i protagonisti del volume celebrativo ‘Cooperatores Veritatis’, soffermandosi sui diversi contributi in esso contenuti, e ha inoltre segnalato l’interesse che c’è nei confronti della figura e del pensiero di Benedetto XVI, significato anche dai tanti volumi a lui dedicati la cui pubblicazione giunge in questi giorni.

Varie le antologie di scritti e interventi ratzingeriani, sia da Pontefice che risalenti agli anni Sessanta e Settanta: “Il titolo del volume è il motto episcopale scelto da Joseph Ratzinger quando divenne arcivescovo di Monaco, che ben significava la continuità fra il lavoro teologico e il compito magisteriale: si trattava sempre di servire la verità. Lo stesso motto viene ora attribuito dalla nostra Fondazione anche agli studiosi insigniti del Premio”.

Nel volume è contenuto anche un saggio della prof.ssa Anne Marie Pellettier sul tema ‘Il Cardinal Ratzinger a Kiev… Caritas in veritate’, che p. Lombardi ha definito diverso dagli altri, “poiché riferisce in modo vivace le sue riflessioni in occasione della XV edizione degli Assumption Readings a Kiev nel settembre 2016. Il tema diventa così quello dell’Europa e dei suoi fondamenti nel contesto della situazione odierna di conflitto che coinvolge l’Ucraina, e perciò anche quello del rapporto dell’Europa con la sua parte orientale.

L’autrice fa riferimento all’impegno e al pensiero filosofico di Constantin Sigov, alle sue riflessioni sull’ethos dell’Europa, alla necessità di riascoltare le voci dell’Est dell’Europa. Il testo è intessuto con finezza di rimandi frequenti alle riflessioni svolte dal Cardinale Ratzinger sul tema dell’Europa, della sua cultura e del suo avvenire cristiano, fino all’enciclica Caritas in veritate, dove si afferma il nesso vicendevole fra la verità e l’amore, e quindi fra la ricerca intellettuale e l’impegno di dialogo e di solidarietà con i popoli che soffrono”.

Il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e membro del Comitato Scientifico della Fondazione, a inizio della sua relazione ‘Una sinfonia di amore e verità nella libertà. Joseph Ratzinger/Benedetto XVI testimone grato della fede pasquale’, ha evidenziato che il 16 aprile del 1927, giorno di nascita di Ratzinger, era Sabato Santo, e che Joseph fu subito battezzato con l’acqua pasquale appena benedetta. La sua vita è stata fin da subito, immersa nel mistero pasquale:

“In questo modo si palesano al nostro sguardo spirituale due parole chiave che attraversano tutta la vita del cristiano e del teologo, del vescovo e del cardinale, del Papa e del Pontefice emerito: gratitudine e benedizione. Esse rappresentano le articolazioni più evidenti e credibili della vita cristiana nel mistero della Pasqua”.

Secondo il card. Koch: “Papa Benedetto XVI, che nacque e fu battezzato di Sabato Santo, nell’ouverture di Pasqua, sta di fronte a noi come testimone grato della fede pasquale. Fede che peraltro bisogna annunciare in un mondo in cui spesso si può percepire così poco della Pasqua e della vittoria divina della vita sulla morte e dell’amore sull’odio.

Papa Benedetto XVI, nella sua predicazione e nella sua teologia, è stato sempre consapevole anche di questo sfondo oscuro della fede pasquale nel mondo. Ricordando la sua nascita e il suo battesimo egli ha espressamente sottolineato come non sia stato battezzato la Domenica di Pasqua ma il Sabato Santo e che proprio questo giorno caratterizza nel modo più profondo la natura dell’esistenza umana, ‘che ancora attende la Pasqua, non è ancora nella luce piena, ma fiduciosa si avvia verso di essa’.

L’esistenza cristiana si compie nel pellegrinaggio terreno, nel camminare dal Sabato Santo verso la Pasqua. Infatti nella storia della salvezza è sempre al contempo Domenica di Pasqua e Sabato Santo. E questo ‘al contempo’ porta al cuore delle convinzioni di fede e del pensiero teologico di Papa Benedetto XVI, che consiste nella triade verità, amore e libertà”.

Papa Benedetto XVI ha incentrato il suo magistero sul messaggio cristiano che presenta Dio come amore e parola: “La fede cristiana ci presenta Dio come fondamento e origine creatrice di tutta la realtà e al contempo come Colui che ama con tutta la passione propria di un vero amore: Dio è logos e caritas, ragione creatrice e amore.

In questo sta la specificità e la bellezza unica della fede cristiana, che papa Benedetto XVI sintetizza in un’unica frase: ‘il cristianesimo è grande perché l’amore è grande’. In questo modo si è toccato senza dubbio il tema decisivo e quanto mai vitale di Joseph Ratzinger teologo e annunciatore della Parola, che egli già ampiamente sviluppa in una delle sue prime opere, Introduzione al cristianesimo, e che poi si ritrova nella sua prima enciclica sull’amore cristiano, Deus caritas est, nella quale papa Benedetto XVI rappresenta l’amore come l’autentico centro del cristianesimo, dell’idea cristiana di Dio come di un Dio in relazione con se stesso e dunque anche con l’uomo, insieme alla concezione dell’uomo come immagine di Dio che da essa deriva”.

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