Paola Elisabetta Cerioli: testimone di una maternità senza limiti

Costanza Onorata – questo è il nome di battesimo della santa – nasce a Soncino, un paese della pianura lombarda in provincia di Cremona, il 28 gennaio 1816, dai conti Francesco Cerioli e Francesca Corniani, ricchi proprietari terrieri. Costanza fu l’ultima dei sedici figli dei suoi genitori, sei dei quali erano ancora vivi al momento della sua nascita.

La sua formazione si svolse presso le Suore Visitandine di Alzano Lombardo (Bergamo), dove era stata mandata sua sorella Cecilia e dove risedeva la zia, Suor Giovanna Caterina. D’intelligenza aperta, di indole allegra, educata e rispettosa, con grande passione Costanza si dedicò agli studi, conquistando la stima delle compagne e delle maestre. Nei suoi anni di formazione imparò il francese, a disegnare a matita e ad acquarello, a cantare e a suonare.

Nel 1835, tre anni dopo essere ritornata in famiglia, si sposa con il nobile Gaetano Busecchi, di 58 anni, dal quale ebbe quattro figli: Francesca Maria Teresa (1836), Carlo Francesco Alessandro (1837), Raffaele Gaetano (1838) e un bimbo, senza nome, morto poco dopo il parto (1842). L’unico dei sui amati figli che visse più a lungo fu il secondogenito, verso il quale Costanza espresse il suo grande amore di madre e la sua non comune abilità di educatrice.

Dal 1846 al 1853 Carlo, il suo secondogenito, frequentò il collegio S. Alessandro di Bergamo. Il 1854 fu un anno terribile per Costanza: dapprima morì il suo unico figlio e, nel Natale, anche il suo amato marito. Con grande forza e con fede visse queste tremendo periodo e, guidata, sostenuta da mons. Valsecchi e dal vescovo di Bergamo, mons. Speranza, scoprì poco alla volta ciò che Dio le stava chiedendo.

Nell’aprile 1855 aprì il suo ricco palazzo di Camonte per accogliere una ragazzina orfana; in pochi mesi altre vengono a bussare alla sua porta, dando vita ad una nuova famiglia che guidò con l’aiuto di altre giovani donne che si unirono a Costanza per aiutarla nella sua opera.

A partire da questi primi passi, decise di dedicare tutta se stessa e le sue ricchezze all’accoglienza, all’educazione degli orfani, maturando la decisione di fondare una Congregazione di suore e, poi, di religiosi, le cui comunità siano come buone famiglie cristiane che accolgono ed educano ragazzi.

Consacratasi con voti perpetui l’8 dicembre 1857, Costanza fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia e il 23 gennaio 1858 assunse il nome di suor Paola Elisabetta. Il 4 novembre 1863, superate non poche difficoltà, diede vita anche all’Istituto maschile. Così sente avverarsi le parole del figlio Carlo che, sul letto di morte, le disse: “Mamma, non piangere; il Signore ti darà altri figli da mantenere”. Morì il 24 dicembre 1865, all’età di 49 anni. Il 16 maggio 204 papa Giovanni Paolo II la proclamò santa.

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