A Roma si è svolta la ‘Settimana della carità’

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“La colletta e la veglia di preghiera sono esperienze per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella carità”: così monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, ha presentato la ‘Settimana della carità’, tradizionale appuntamento di fine Quaresima, svoltosi domenica 2 aprile, con una colletta per rispondere ai bisogni della città.

La colletta ha contribuito a sostenere l’attività dei 49 centri diocesani (ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali), che operano a supporto delle comunità parrocchiali coordinandosi con i centri di ascolto. Un’attività che, solo nel 2016, ha visto impegnati più di 6.000 volontari per dare da mangiare a oltre 10.000 persone, accogliere 2.400 senza dimora, curare 5.000 malati indigenti, incontrare e sostenere 5.000 detenuti, dare ‘ascolto’ a 48.000 famiglie.

Sono stati distribuiti 350.000 pasti, garantiti 200.000 pernottamenti, 15.000 prestazioni sanitarie, 40.000 visite domiciliari a famiglie e anziani. Quest’opera pedagogica ha coinvolto anche più di 6.000 studenti delle scuole romane e ha visto la promozione di circa 200 appuntamenti tra convegni, seminari, corsi di formazione per medici e giornalisti, un master universitario nonché la pubblicazione di numerosi libri e sussidi pastorali.

Inoltre, grazie alla Porta Santa della Carità che papa Francesco ha aperto alla Mensa e all’Ostello ‘Don Luigi Di Liegro’, 12.000 pellegrini hanno avuto l’opportunità di soffermarsi a contemplare la compassione e la tenerezza di Dio attraverso l’incontro con i poveri che hanno servito.

Non sono mancate infine le nuove forme di solidarietà che hanno coinvolto le parrocchie romane: il progetto ‘Ero straniero e mi avete ospitato’ che ha visto 130 comunità dare disponibilità all’accoglienza dei rifugiati rispondendo all’appello di papa Francesco; gli Empori della solidarietà ‘territoriali’, a Spinaceto, al Trionfale e a Montesacro, gestiti dalle parrocchie in collaborazione con i municipi; il ‘Fondo Famiglia’, un nuovo strumento nato come segno dell’Anno Santo per sostenere i percorsi di promozione delle famiglie che sono assistite dalle Caritas parrocchiali.

Sono state 184 le classi di 52 scuole superiori incontrate per proporre esperienze di volontariato; complessivamente sono stati coinvolti 3.975 studenti, più di 46 tra docenti referenti e tutor per le giornate di servizio. Nello scorso anno il progetto ‘(S)Lottiamo contro l’azzardo’ ha consentito la realizzazione di un ciclo di incontri formativi sui rischi del gioco d’azzardo tenuti da esperti del settore e rivolti in particolare a operatori, educatori, animatori, insegnanti e quanti operano con responsabilità educative e sociali.

I Centri che accolgono ragazzi e ragazze minorenni in situazione di disagio sono cinque: tre strutture di prima accoglienza, dove i ragazzi rimangono circa quaranta giorni, e due strutture di seconda accoglienza, che li accompagnano fino al compimento dei 18 anni. I minori accolti nel 2016 sono stati 375: 345 nei Centri di pronta accoglienza (dei quali 12 con un provvedimento penale) e 30 nei servizi di seconda accoglienza. La maggior parte dei ragazzi arrivati nei Centri di Pronta Accoglienza sono minori stranieri non accompagnati (95,9%), la quasi totalità maschi, che provengono principalmente dall’Egitto, dall’Albania, dal Gambia, rispecchiando in parte i dati nazionali.

I ragazzi italiani accolti sono stati 14, di questi 8 risultavano già seguiti dai servizi sociali territoriali per problemi relazionali con i genitori, i rimanenti 6 avevano un provvedimento penale. I ragazzi hanno un’età media all’ingresso in struttura di 16 anni; 38 minori avevano un’età tra gli 11 e i 14 anni (10,1%). Circa un terzo ha affermato di aver frequentato la scuola per 8-9 anni. I minori stranieri non accompagnati accolti nel 2016 sono prevalentemente migranti economici: il loro obiettivo è restare in Italia, lavorare per pagare il debito contratto dalle famiglie per il loro viaggio e per migliorare le loro condizioni di vita futura.

Molte volte non si tratta di una loro scelta, ma piuttosto dei loro genitori che si indebitano per far arrivare i loro figli in Italia con viaggi clandestini e a rischio della vita. Questa situazione sembrerebbe essere legata alla mancanza di ogni prospettiva, sia di carattere formativo che lavorativo, nel loro Paese d’origine.

Inoltre sono stati 17 i ragazzi che hanno richiesto asilo politico: 14 provenienti dall’Africa (3 dalla Costa d’Avorio, 2 dall’Eritrea, 2 dal Gambia, 1 dal Mali, 1 dalla Nigeria, 3 dalla Rep. della Guinea, 1 dal Senegal, 1 dalla Somalia), 1 dall’Afghanistan, 1 dall’Armenia, 1 dal Pakistan. Sempre nello scorso anno la Caritas romana ha accolto nelle ‘Case per Madri con bambini’ 69 mamme e 112 bambini, con oltre 7.550 permanenze. Il 53% dei nuclei sono di nazionalità africana, il 27% Europea, l’11% dell’Asia/Oceania, il 7% italiana e il 2% dell’America Latina.

Infine si è consolidato l’impegno della Caritas nel preparare l’accoglienza dei rom nella comunità cristiana e nella società con un lavoro di lotta al pregiudizio, di creazione del dialogo fra rom e gagé e di apertura di percorsi di fruibilità nelle istituzioni e nei servizi, così da poter includere chi ne è escluso e, in quanto ai margini, è più fragile e senza risorse.

Di fronte a tali cifre mons. Feroci ha affermato: “Per questo i numeri delle attività svolte nel corso del 2016 che la Caritas di Roma presenta, vogliono rappresentare l’impegno della Chiesa di Roma, espressa dalle tante comunità parrocchiali e dai servizi diocesani, verso quello ‘sviluppo integrale dell’uomo’ a cui ci richiama la ‘Populorum Progressio’.

Non un bilancio, né tantomeno l’ostentazione di numeri ‘impressionanti’ per attirare l’attenzione attraverso l’emotività: sono quei ‘gesti concreti e quotidiani’ che ci invita a fare il nostro vescovo Francesco per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella solidarietà”.

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