Mons. Ricchiuti: in Quaresima viviamo la ‘sinfonia’ della vita cristiana

‘Preghiera, digiuno ed elemosina’ sono ‘la sinfonia della vita cristiana’: così ha scritto mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, nel suo messaggio per la Quaresima:

“Anche la Chiesa, come il popolo di Israele radunato dal suono del corno, di cui ci parla il profeta Gioele nella prima lettura, viene convocata dalla Parola di Dio, per essere condotta nel ‘deserto’ e lì, per quaranta giorni, prepararsi alla gioia della Pasqua, pregando, digiunando e condividendo il pane della carità con i poveri e i bisognosi”.

Il presule offre al suo popolo tre ‘strumenti’ per comporre una ‘sinfonia’ cristiana: “Tre ‘strumenti’, consentitemi l’immagine, in grado di rendere la nostra vita cristiana una ‘sinfonia’, capace di rallegrare il cuore e la mente e di fare della nostra fede, speranza e carità il racconto dell’amore e della misericordia di Dio Padre in Cristo Gesù”.

Ed offre alcune immagini che ben visualizzano la ‘gioia’ della Quaresima: “E poiché il cammino quaresimale ‘comincia dalla testa’, nell’umile gesto di piegarla, perché l’appello alla conversione giunga forte e severo nel posarsi su di essa della cenere, prendiamo coraggio e, rientrati in noi stessi, avviamoci per un ‘esodo’, che faccia approdare la nostra inquietudine nell’oceano infinito di Dio-Amore”.

Inoltre il vescovo rivolge l’invito ad essere assidui nella preghiera, che rende questo tempo più dolce: “Il tempo quaresimale ci chiede di essere donne e uomini oranti; ci invita a riscoprire il gusto del silenzio, interiore ed esteriore, in cui ascoltare la voce del Signore, perché la Sua Parola, ‘più dolce del miele e di un favo stillante’, trovi le nostre labbra desiderose di assaporarla. A questo proposito, don Primo Mazzolari scriveva: nel silenzio – deserto colmo della Parola – lo spirito ricomincia a parlare il suo vero linguaggio: la preghiera”.

Quindi la preghiera è il collante nella vita del cristiano: “La preghiera, allora, non potrà che generare in noi un progressivo distacco da noi stessi e dal nostro egoismo; ci svuoterà dentro, creando la disponibilità a quel digiuno, sapientemente indicato dalla Chiesa nel Mercoledì delle Ceneri, nei venerdì di Quaresima e nel Venerdì Santo (e anche negli altri giorni, con la scelta di uno stile di vita più sobrio e più essenziale), che ci preparerà alla rinuncia più grande, e cioè alla rinuncia al male, per rimettere il Vangelo al primo posto nella nostra vita”.

La preghiera, scrive ancora il vescovo, purifica il cuore e consente di poter aprire gli occhi: “E così, con il cuore e con gli occhi purificati, avremo sguardi di amore vicendevole, di premura e di tenerezza verso l’altro, verso gli altri. Papa Francesco, nel messaggio quaresimale, ci invita a vivere l’itinerario penitenziale meditando la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro.

Quel racconto evangelico, scrive il Santo Padre, viene a ricordarci che Dio ricorda il nostro nome, ma ad una condizione: che siamo poveri, perché solo chi è ‘povero’, come Lazzaro, riflette il Suo volto, mentre, al contrario, il ricco, senza un nome, reso cieco dal lusso e dalla vita gaudente, non s’accorge nemmeno per un istante che ai piedi della sua mensa c’è un povero”.

La parabola è un ammonimento per la nostra vita terrena, indicando la strada per prendersi cura del prossimo: “Che non ci accada, dunque, come per l’uomo ricco della parabola, di chiudere gli occhi davanti ai poveri e alle povertà di questo nostro tempo, e di passare ‘oltre’ le sofferenze e i drammi di tanti fratelli e sorelle.

Chiediamo, piuttosto, al Signore la grazia di provare per loro ‘com-passione’ e di prendercene cura: con carità e con generosità, arricchite di delicata attenzione. Perché non fare esperienze, in Quaresima, di gesti di volontariato presso le nostre Caritas parrocchiali, negli ospedali, nelle case per anziani e nei centri per diversamente abili?”

In questo modo il cristiano anche in Quaresima può testimoniare la gioia del Signore: “Avviamoci, dunque, sulla strada dell’esodo quaresimale, come ci ha raccomandato Gesù, con grande entusiasmo; ritorniamo al Signore con umiltà; diamo testimonianza di gioia e non di malinconia, con il capo profumato e il volto lavato. Cantiamola questa straordinaria ‘sinfonia della vita cristiana’ e camminiamo verso la Pasqua del Signore!”

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