Mons. Pizzaballa ed il Tesoro in vasi di creta

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Nella lettera quaresimale l’amministratore apostolico di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, ha raccontato i suoi primi mesi: “Dal 15 luglio 2016 sono stato posto alla guida della Diocesi come Amministratore Apostolico. Ho trascorso questi ultimi mesi imparando e radicandomi in quella che ora è una nostra comune realtà: la vita del nostro Patriarcato Latino.

Per 170 anni questo Patriarcato ha avuto un ruolo importante e lo ha ancora nella vita dei Cristiani di Terra Santa. Le nostre parrocchie, le nostre scuole e molte altre nostre istituzioni hanno contribuito molto alla vita dei Cristiani in queste terre e hanno rafforzato la nostra testimonianza a Cristo e alla Sua resurrezione dalla morte. Tuttavia, noi tutti sappiamo che la nomina di un Amministratore Apostolico, che non viene dal clero del Patriarcato Latino, è stata una decisione inaspettata, ed è arrivata come una sorpresa per molti.

Questo ci porta alla conclusione che non tutto va bene. In effetti, sono stati fatti degli errori che hanno ferito la vita del Patriarcato, finanziariamente ed amministrativamente, soprattutto riguardanti l’Università Americana di Madaba. Abbiamo sbagliato in alcuni ambiti importanti, forse non concentrandoci abbastanza sulla nostra primaria missione: predicare il Vangelo e dedicarci alle attività pastorali”.

Quindi esorta ad affrontare queste situazioni con onestà e coraggio: “Una prima gioia riguarda il fatto che i vescovi e tutti i preti che erano in grado di venire sono venuti davvero, giovani e anziani, dalla Giordania, così come dalla Palestina, da Israele e persino dal Golfo.

Sono venuti desiderosi di imparare, di ascoltare, e anche di parlare, e abbiamo trascorso due giorni insieme in profonde e significative discussioni sul nostro amato Patriarcato, sulla nostra vocazione e missione, ma anche sugli errori che ci hanno portato ad una situazione critica, soprattutto finanziariamente”.

L’altra gioia riguarda l’impegno della comunità a ‘rimettersi’ in cammino: “Abbiamo molto da fare. Ora è il momento di iniziare il lavoro di riforma, ricostruzione e rinnovamento in alcuni settori della nostra amministrazione, ma non solo. Tra le altre conclusioni, infatti, abbiamo deciso di concentrarci ancora di più sulle nostre attività pastorali e di aprire, per esempio, nuovi uffici diocesani per il lavoro pastorale che coordino ed unifichino il nostro servizio pastorale alla comunità”.

Ed ecco la speranza che nutre l’amministratore apostolico: “La strada che abbiamo davanti sarà indubbiamente difficile, le sfide notevoli e gli ostacoli grandi… Sento che i nostri vescovi e i nostri preti sono pronti a ‘combattere la buona battaglia’ e ad andare avanti con coraggio, per quanto difficile possa essere la strada. Grazie a Dio e alla vostra buona volontà, comincio la Quaresima con un senso di sollievo, di profonda gratitudine e di rinnovata energia che voglio condividere con voi tutti”.

Quindi, chiedendo l’assiduità nella preghiera, mons. Pizzaballa ha suggerito ai fedeli di vivere la ‘vita apostolica’ della prima comunità di credenti a Gerusalemme: “Davvero la Quaresima è un cammino di conversione. Noi, vescovi e preti del Patriarcato, siamo tra i peccatori che implorano la misericordia di Dio e chiedono la grazia della conversione. I nostri errori e i nostri giudizi erronei stanno chiaramente davanti ai nostri occhi.

Dobbiamo ammettere che siamo come vasi d’argilla spezzati. Ci è stato affidato tanto, ma nella nostra umana fragilità, abbiamo lasciato che molto di questo andasse perduto. D’altra parte sappiamo che il Signore usa vasi fragili come provvidenziali strumenti nel Suo piano di salvezza”.

E conclude invitando a seguire la via di Cristo a Gerusalemme: “Fratelli e sorelle, uniti nella preghiera di questa Quaresima, ci prepariamo a seguire il Signore a Gerusalemme. Sì, la via sarà difficile ma lasciate che condivida con voi la mia fiducia che se persevereremo con Lui, appariremo nella luce della Sua Resurrezione!”

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