Il Papa firma la cittadinanza ai piccoli

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Due manifesti e una petizione del Sermig con le firme dei bambini perché il Parlamento italiano approvi la legge che concede la cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri e regolarmente residenti o a chi è arrivato nel nostro Paese e vi ha concluso un ciclo di studi.

L’iniziativa ‘Bambini d’Italia’ firmata da tanti bambini, a partire da quelli di Porta Palazzo, l’angolo più multietnico di Torino dove sorge l’Arsenale della Pace, casa del Sermig, non ha colore politico, anzi vuole unire le persone di buona volontà di ogni schieramento con un contributo di dialogo costruttivo, in un contesto politico che molte volte tende a dividere senza porre freno ai pericolosi segnali di odio crescente.

Il manifesto, firmato da Olivero, cui ha aderito anche papa Francesco, ribadisce un principio chiave tuttora disatteso: tutti i bambini che nascono e vanno a scuola in Italia sono italiani, anche se i loro genitori sono stranieri. Il testo motiva che “così ameranno di più la terra dove sono nati. Non cresceranno sentendosi diversi ed esclusi con dentro un odio sottile che prima o poi può esplodere. Disinneschiamo un odio che fa male a tutti. Cominciamo dai bambini perché si sentano fratelli e sorelle d’Italia”.

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, ha spiegato l’iniziativa: “Abbiamo scritto questo pensiero e la creatività dell’agenzia pubblicitaria Armando Testa lo ha trasformato nel manifesto della campagna ‘bambini d’Italia’. Non abbiamo pensato a una raccolta firme, ma l’hanno sottoscritto i bambini accolti all’Arsenale della Pace anche se non sono ancora italiani. Il loro desiderio era che il Papa fosse il primo e unico firmatario tra gli adulti; sarebbe stato la persona più adatta perché il suo insegnamento porta il Vangelo nelle nostre vite e ha grande rispetto per chi non ha la nostra fede.

Il 31 gennaio mi è venuto a trovare il card. Rodriguez Maradiaga, uno dei suoi collaboratori. Non ci conosceva, quando è entrato all’Arsenale lo ha definito un’opera di Dio perché ha una spiritualità che unisce e non divide. Gli ho fatto vedere il manifesto ‘Bambini d’Italia’ e gli ho espresso il desiderio dei nostri bambini che il Papa fosse il primo a firmarlo. Lo avrebbe incontrato e glielo avrebbe sottoposto. Il Papa l’ha firmato subito”.

Nel manifesto è scritto: “La storia continua a dirci che in quasi tutte le nazioni del mondo straniero significa strano, estraneo, da accogliere con diffidenza. Troppi stranieri sono costretti a vivere in ghetti e rimangono esclusi, covando dolore e rabbia. E’ comprensibile: chi fugge per violenza o mancanza di lavoro vuole essere considerato un essere umano e non vuole sentirsi etichettato sempre e comunque come uno straniero…

Vorremmo che gli stranieri arrivassero in Europa con il desiderio di diventare veramente cittadini, nel segno dei diritti ma anche dei doveri. Religione e cultura sono patrimonio di ciascuno, ma nessuno può pensare che si possa uccidere in nome di Dio. Nessuno può immaginare di pretendere di trasformare la società che lo accoglie per vivere come nelle proprie città di origine”.

Ed ecco cosa significa per i bambini integrazione: “Nel nostro piccolo, abbiamo capito i valori fondamentali dell’integrazione: accogliere con autorevolezza che non vuol dire cattiveria; mettere al centro lo Stato di diritto; aiutare a imparare e a parlare la nostra lingua; ascoltare per capire e dialogare. Prima pensavamo che dialogare significasse ribadire le proprie posizioni.

Oggi siamo convinti che dialogare vuol dire rispettare e pretendere rispetto, vuol dire sedersi ad un tavolo comune pronti a cambiare insieme le differenti convinzioni. Così potremo realizzare il sogno di dare la cittadinanza ai bambini di origine straniera che crescono con noi, fieri di non sentirsi estranei e di unirsi ai nostri giovani come italiani. Così in Italia e nel mondo avremo famiglie dove tra i tanti valori potrà fiorire anche l’amore per il Paese che le ha accolte. Non è un sogno! Io ci credo. Facciamolo almeno per i nostri figli!”

Il manifesto sarà il punto centrale dell’Appuntamento dei Giovani della Pace che si terrà a Padova il prossima 13 maggio e che avrà per tema ‘L’odio non ci fermerà. Ripartiamo dall’amore’: “Non vogliamo dimenticare che solo alcuni decenni fa in Europa l’odio ha ucciso milioni di persone nei campi di sterminio e anche il nostro oggi è intriso di violenza e di odio. Dobbiamo agire tutti insieme per i bambini e a partire dai bambini. Se uno si sente trattato da straniero, agisce da estraneo. Vorremmo cancellare per sempre parole come ‘nemico’, ‘infedele’, ‘diverso’”.

Ancora Olivero ha scritto le motivazioni dell’iniziativa: “Tutti i bambini che nascono e vanno a scuola in Italia sono italiani, anche se i loro genitori sono stranieri. Questo deve essere riconosciuto. Così ameranno di più la terra dove sono nati. Non cresceranno sentendosi diversi ed esclusi con dentro un odio sottile che prima o poi può esplodere. Disinneschiamo un odio che fa male a tutti. Cominciamo dai bambini perché si sentano fratelli e sorelle d’Italia”.

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