Il vescovo di Mostar ha dichiarato non autentiche le apparizioni di Medjugorje

Nei giorni scorsi il vescovo di Mostar, mons. Ratko Peric, ha pubblicato un lungo articolo contro l’autenticità del fenomeno con un titolo molto significativo ‘Le apparizioni dei primi sette giorni a Medjugorje’. Infatti mons. Peric, da sempre contrario a riconoscere qualsiasi credibilità al fenomeno, con l’articolo cerca di smontare le ‘apparizioni’ proprio nella fase iniziale, usando materiale già noto e pubblicato da molti anni:

“La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria. Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni.

Dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni. Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa, come infatti non è, allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: ‘sedicenti’ veggenti, ‘presunti’ messaggi, ‘preteso’ segno visibile e ‘cosiddetti’ segreti”.

Sia l’attuale vescovo che il vescovo precedente, mons. Pavao Žanić, avevano informato il Vaticano sulle apparizioni: “La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai ‘veggenti’ e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica”.

Inoltre il vescovo ha contestato anche l’anniversario delle ‘presunte apparizioni’ che sono iniziate il 24 giugno 1981: “Le presunte apparizioni sono iniziate il 24 giugno 1981. Tuttavia i registi del ‘fenomeno di Medjugorje’ hanno deciso che l’anniversario non si celebrasse il 24 bensì il 25 giugno. La ragione della scelta è che il 25 giugno 1981 sarebbero stati insieme all’apparizione tutti e sei i veggenti scelti fra coloro che vantavano in quei giorni di avere ‘apparizioni’.

A dire la verità, a smentire questa versione dei fatti, formulata da Vicka Ivanković, è lo stesso Ivan Dragićević il quale testimonia: ‘La prima sera sono stato con loro, la seconda non ci sono stato’. Fra i sei ‘veggenti’ abituali, oltre a Marija Pavlović, anche Jakov Čolo ha presenziato per la prima volta all’ ‘apparizione’ il secondo giorno”. Nell’articolo poi si ricorda la questione di un segno come prova di autenticità chiesto dai veggenti:

“I ‘veggenti’ sin dall’inizio, dal secondo giorno, hanno chiesto alla loro figura qualche ‘segno’ come prova dell’autenticità dell’apparizione. Secondo Ivanka, l’apparsa ha dato il ‘segno’ del rigiro delle lancette dell’orologio di Mirjana: ‘l’orologio si è rigirato completamente’; ‘E lei ci ha lasciato un segno sull’orologio’. Più che ridicolo e strano.

Ma regolarmente succede che a seguito della richiesta di un segno visibile a tutti, la figura sorride e scompare. E talvolta subito ritorna. Ad un certo momento si intromette un fedele di nome Marinko, che guida i ‘veggenti’, suggerendo loro: se la ‘Madonna’ è incapace di dare un segno, ‘chieda a Gesù di aiutarla’. Ivanka è sicura che la figura lascerà un segno sulla collina, forse sotto forma di acqua.
Dopo quasi quattro decenni non esiste alcun segno, né acqua, solo fantasie!”

Dopo le apparizioni il vescovo ha ricordato che non coincidono nemmeno le descrizioni delle vesti di Maria: “Secondo le conversazioni con i ‘veggenti’ l’apparsa si veste in vario modo. La figura aveva la veste, secondo Ivan, ‘di colore blu’ il primo giorno; secondo Ivanka, ‘di color caffè’ il secondo giorno; secondo gli altri ‘veggenti’, ‘di colore grigio’: Jakov, Mirjana, Ivanka il sesto giorno”.

Mons. Peric ha giudicato poi ‘cosa molto inusitata e grave’ il fatto che “ l’apparsa permette non solo che alcuni della folla calpestino il suo velo allungato e steso per terra, ma anche che tocchino il suo corpo… Tali storie sui toccamenti del corpo della Madonna, della sua veste, del calpestio del suo velo creano in noi una sensazione e convinzione che si tratti di qualcosa indegno, inautentico e scandaloso”.

Infine il vescovo di Mostar ha concluso che non si possa parlare di fatti soprannaturali: “Eseguiti i lavori commissionali sul ‘fenomeno medjugorjano’ a Mostar, è seguita la dichiarazione del vescovo Pavao Žanić a Medjugorje, il 25 luglio 1987.

La dichiarazione del vescovo sottolinea la chiara evidenza del fatto che a Medjugorje non ci sono fenomeni e rivelazioni soprannaturali; eseguiti poi i lavori commissionali a Zagabria, la Conferenza Episcopale d’allora ha dichiarato a Zara, il 10 aprile 1991, che in base alle indagini fino ad allora condotte non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali.

Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje! Questa è la verità che sosteniamo, e crediamo nella parola di Gesù, secondo cui la verità ci renderà liberi”, con la citazione del passo del vangelo di san Giovanni.

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