La Somalia sull’orlo della carestia

Share on Facebook14Tweet about this on TwitterShare on Google+1Share on LinkedIn1Email this to someone

Secondo quanto riferisce l’ong Save the Children migliaia di famiglie colpite dalla siccità in Somalia stanno abbandonando le loro case in cerca di cibo, acqua e pascoli accessibili, dopo i segni evidenti dell’estensione della crisi alimentare che sta attanagliando la nazione.

Infatti le autorità governative locali e gli operatori di Save the Children hanno segnalato l’arrivo di centinaia di camion ogni giorno nelle ultime sette settimane nella regione costiera del Puntland, carichi di famiglie e bestiame provenienti fin dal Somaliland, spinte semplicemente dalla notizia di leggeri piovaschi nella regione prima di Natale.

Più a sud, nella Somalia centro-meridionale, le Nazioni Unite riportano un flusso in spostamento nella direzione opposta, con più di 100 rifugiati somali al giorno, dall’inizio di gennaio, che attraversano il confine con l’Etiopia per raggiungere il campo di Dollo Ado, una media mai registrato negli ultimi 4 anni.

Nel Puntland, che sta soffrendo della più grave siccità che abbia colpito la regione dopo il 1950, i nuovi sfollati locali che hanno perso il bestiame si stanno raccogliendo in piccoli campi informali per cercare acqua, cibo e aiuti, ma le famiglie non riescono a sostenere la crescita del prezzo di acqua e cibo.

A tale proposito Hassan Noor Saadi, direttore in Somalia di Save the Children, ha dichiarato: “I massicci spostamenti di persone tra Somalia e Somaliland, e attraverso il confine con l’Etiopia, è il segno che le pur forti famiglie rurali somale sono al limite… Le condizioni di siccità attuali sono le peggiori degli ultimi decenni e il terreno è cosparso di carcasse delle capre.

In alcuni posti, ci sono anche cammelli morti, che, di solito, sono il triste presagio della morte degli essere umani. Più di 360.000 bambini sotto i 5 anni soffrono già di malnutrizione acuta e in 71.000 sono ormai a rischio di perdere la vita. Sono gli stessi segni del 2011, quando più di 250.000 persone sono morte a causa della carestia perché il mondo non ha saputo rispondere tempestivamente. Non possiamo lasciare che accada lo stesso”.

Quindi con quasi la metà della popolazione (5.000.000) costretta ad affrontare gravi carenze di cibo e acqua, la Somalia è sull’orlo di una profonda carestia. I tassi di malnutrizione in tutto il Paese hanno già raggiunto livelli critici e nelle prossime settimane, se ne prevede un peggioramento. In Etiopia la siccità sta costringendo molti bambini ad abbandonare la scuola, esponendoli al rischio di matrimoni precoci o di migrazione forzata.

Nonostante il governo etiope abbia lavorato per mitigare gli effetti della siccità, sono necessari fondi per $ 948.000.000, dei quali oltre $ 47.000.000 sono già stati impegnati per aiutare 5.600.000 di persone che hanno urgente bisogno di aiuto. Anche in Kenya, più di 1.000.000 di persone ha urgente bisogno di cibo a causa di una crisi alimentare destinata a peggiorare nei prossimi mesi.

A tal proposito Save the Children ha raccolto alcune storie come quella di Deeqa, una mamma di 37 anni, vive con 4 dei suoi 7 figli in un piccolo campo vicino a Bohol-Olodley, nel Puntland, raggiunto in cerca di un pascolo per il suo bestiame, ma quasi tutti i cammelli, capre e mucche che aveva sono morte. Lì non c’è scuola per i suoi figli e molti dei bambini che vivono nel campo sono ormai ammalati: “Se hai perso il bestiame e non vivi in una grande città, come fai a sopravvivere? Finché sei vivo puoi sperare di farcela, ma se non piove chi potrà sopravvivere? Saremo costretti a morire!”

Nello stesso campo c’è anche Amina, 38 anni, che è fuggita dalla zona di Garowe con i suoi bambini, anche lei in cerca di pascoli. La sua famiglia ha già perso metà del bestiame, ma quello rimasto è in condizioni tali che non produce più latte: “Non ho mai vissuto o sentito di una siccità di queste proporzioni, non me la sarei mai potuta neanche immaginare”. Inoltre più di 6.000.000 di persone in Somaliland, Puntland e nella Somalia centro-meridionale, per la metà bambini, hanno urgente bisogno di assistenza per poter sopravvivere.

Con le pessime previsioni per la stagione delle piogge dei prossimi mesi, la Somalia è sospesa sul baratro di una nuova carestia se non verranno messe a disposizione le risorse necessarie per raggiungere con gli aiuti, acqua e medicine i più vulnerabili, e in particolare i bambini.

Save the Children sta rispondendo alla migrazione forzata delle famiglie con l’intervento di unità mediche mobili e con il potenziamento dei suoi presidi sanitari nel Puntland, per il trattamento della malnutrizione infantile, delle patologie dovute all’acqua non potabile e di altre emergenze sanitarie. L’Organizzazione distribuisce inoltre l’acqua nelle zone abitate inaridite in Somalia e Somaliland, e fornisce voucher e micro finanziamenti per il cibo necessario alle famiglie.

Ma è tutta la regione del Corno d’Africa in sofferenza per la siccità, secondo quanto ha riferito l’Autorità inter-governativa per lo sviluppo (Igad), la comunità che include Paesi dell’Africa orientale e del Corno d’Africa: “Circa 24.000.000 civili potrebbero morire se non arriveranno gli aiuti entro le prossime settimane. I nostri dati stimano che almeno 11.200.000 di queste persone versano ormai in gravissime condizioni”.

Secondo l’Organizzazione Onu per l’alimentazione e dell’agricoltura (Fao), in Africa orientale ci sono attualmente circa 17.000.000 persone profondamente affetti dall’insicurezza alimentare: “Quasi tutto il territorio della Somalia non ha cibo e acqua sufficienti alla sua popolazione. Ma la situazione è allarmante anche per gran parte del nord e del sud del Kenya, per il nord dell’Uganda, per zone estese dell’Etiopia e per diverse regioni del Sud Sudan”.

Sul versante occidentale del continente, invece, l’Onu ha avvertito che il nord della Nigeria sta per avvicinarsi livelli di carestia ‘inimmaginabili’ anche a causa dei jihadisti di Boko Haram: “Circa 120.000 nigeriani sono in condizioni catastrofiche. Oltre 500.000 persone rischiano di morire a causa dell’attuale declino della sicurezza alimentare nel nord-est del Paese”.

89.31.72.207