8 febbraio: nel ricordo di santa Bakhita combattere la tratta di esseri umani

Secondo i dati 2016 di Save the Children sono tante le adolescenti che sognano con ansia una via d’uscita, provenienti soprattutto da Nigeria, Ghana e Costa d’Avorio: “Il numero delle minori e giovani donne nigeriane arrivate in Italia potenzialmente ad alto rischio di sfruttamento, ha denunciato il report di Save the Children, è in continuo aumento”.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza Direzione Centrale dell’Immigrazione e delle Polizia delle Frontiere nei primi sei mesi del 2016 aveva infatti registrato 3.529 donne di nazionalità nigeriana sbarcate sulle coste italiane e 814 minori non accompagnati con una significativa presenza di ragazze adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni e un aumento del numero di bambine di 13 anni.

Secondo il Rapporto dell’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) sulle vittime di tratta nell’ambito dei flussi migratori nell’anno 2014-2015, “questo dato riflette un trend in aumento che ha visto un incremento del 300% degli arrivi di ragazze nigeriane nel nostro Paese tra il 2014 e il 2015”.

Inoltre un’indagine della Comunità ‘Papa Giovanni XXIII’ stima che in Italia siano tra 75.000 e 120.000 le vittime della prostituzione, di cui il 65% è in strada, il 37%, è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. I ‘nuovi schiavi’ provengono da Nigeria (36%) Romania (22 %) Albania (10,5%) Bulgaria (9%) Moldavia (7%), le restanti da Ucraina Cina e altri paesi dell’Est. Inoltre sono tra i 2.500.000 e i 9.000.000 gli italiani che frequentano prostitute, la maggioranza adulti ed anziani, la metà dei quali sposati.

La maggior parte dei clienti preferisce consapevolmente rapportarsi alle straniere o alle vittime di tratta, le quali hanno un potere contrattuale molto minore, e sono più vulnerabili rispetto a determinate richieste, come il sesso non protetto. I clienti si giustificano dicendo che queste donne ‘guadagnano molto’ e che ‘sapevano cosa sarebbero venute a fare in Italia’.

Secondo il rapporto della campagna ‘I Exist contro le schiavitù moderne’ dell’ong ‘Mani Tese’ il 90% dei migranti arrivati in Europa negli ultimi anni è vittima dei trafficanti di esseri umani: “Molti di loro, uomini, donne e bambini, sono ridotti in condizioni di vera schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo. Nel mondo, sono tra i 21.000.000 ed i 35.000.000 le vittime di tratta e lavoro forzato. E in Italia, il fenomeno riguarda le donne costrette a prostituirsi ed anche gli uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro schiavo”.

Per il rapporto scopo della tratta è, in sintesi, lo sfruttamento, che include lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di abuso sessuale, lavori/servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi. Vittime della tratta a livello mondiale sono soprattutto le donne (51%), a seguire gli uomini (21%), le bambine (20%) e i bambini (8%), come ha affermato Chiara Cattaneo, Program Manager della Campagna ‘I Exist’:

“Il trafficking è un crimine complesso e troppo poco perseguito, mentre le reti di trafficanti di esseri umani rimangono difficili da individuare e smantellare, i profitti generati e le sofferenze delle vittime sono immensi e devono diventare visibili a tutti. Mani Tese, attraverso il programma ‘I Exist’, è attiva in Italia e nel mondo nella prevenzione del fenomeno, attraverso iniziative di sensibilizzazione e cooperazione, e ancor più nella protezione e assistenza alle vittime di trafficking, in particolar modo i minori.

Occorre conoscere le condizioni di estrema povertà, violenza e precarietà che spingono le persone nelle mani dei trafficanti, ma allo stesso tempo non si può ignorare dove e come il lavoro di questi moderni schiavi viene sfruttato”.

Per sconfiggere questo ‘mercato’ la Chiesa ha istituito nel giorno della ricorrenza di santa Bakhita, schiava sudanese di 7 anni, venduta ad un commerciante veneziano (8 febbraio) una giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, promossa da ‘Talitha Kum’, la rete internazionale che riunisce tutte le religiose e i religiosi del mondo impegnati contro la tratta, in sinergia con numerose organizzazioni internazionali.

Ed il rappresentante permanente della Santa Sede presso Organizzazione per la sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), mons. Janusz Urbańczyk, ha sottolineato che contro la tratta di esseri umani sono necessarie azioni rigorose in grado di contrastare efficacemente quanti traggono profitti da questi abusi:

“La Santa Sede si è più volte espressa contro la piaga del traffico di esseri umani, il lavoro forzato e tutte le forme di schiavitù moderna, soffermandosi spesso sull’aberrante sfruttamento dei bambini. Sono anche state intraprese azioni, attraverso le istituzioni della Chiesa cattolica in tutto il mondo, per porre fine, una volta e per sempre, a questo ‘cancro sociale’, uno dei più grandi flagelli del nostro tempo.

In varie parti del mondo, molti istituti religiosi cattolici, parrocchie, organizzazione caritative e gruppi di laici si impegnano ogni giorno nella lotta contro questa tratta, per prevenirla e per assistere le vittime… La Santa Sede esorta tutti gli Stati a riconoscere la tratta di essere umani ‘come uno dei crimini più atroci’ e a proseguire negli sforzi per sradicare questa piaga”.

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