Mons. Cipolla: Padova è una ‘terra santa’

Sabato 28 gennaio anche papa Francesco ha telefonato al vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, in un momento così difficile per la diocesi: “Mi ha incoraggiato, ha raccontato ai giornalisti, ad essere forte nel portare questo impegnativo e doloroso momento della nostra Chiesa padovana”. Il ‘doloroso momento’ è la vicenda di don Andrea Contin, l’ex parroco di san Lazzaro, che molto sicuramente sarà sospeso ‘a divinis’, finito in una inchiesta della magistratura per maltrattamenti e favoreggiamento della prostituzione dopo che una donna lo ha accusato di averla costretta a partecipare a incontri sessuali di gruppo.

Nella conferenza stampa il vescovo ha ricostruito la vicenda, raccontando che ha ricevuto la solidarietà di molti cittadini: “Nei mesi di dicembre e gennaio la situazione è esplosa anche se avevamo già fatto passi in precedenza. Abbiamo ricevuto delle segnalazioni, inizialmente ‘anonime’, nel senso che chi le portava aveva disagio a dichiararsi, ma è stato sollecitato a portare una memoria scritta.

In questi casi, infatti, diventa fondamentale tutelare la riservatezza ma anche verificare l’attendibilità e collaborare nell’assunzione di responsabilità personale su quanto si afferma. Tali segnalazioni si sono ‘concretizzate’ con un atto scritto e autografato una a fine maggio e una a metà ottobre. Da qui è partita l’indagine previa e, dopo la deposizione al Tribunale ecclesiastico, a queste persone, visto che si ritenevano vittime di reati, è stato consigliato, da noi stessi, di rivolgersi direttamente alla Magistratura”.

Poi ha letto la lettera di una signora di 98 anni: “La lettera della bisnonna esprime l’atteggiamento interiore con il quale mi sto muovendo: sono incredulo e sofferente, ma ho preso atto e sto agendo… Le conclusioni alle quali sono arrivato mi fanno soffrire, ma so che sono necessarie. Non sono provocate dal clamore mediatico, ma da verifiche dirette”.

Il vescovo ha ribadito che il celibato è una libera scelta: “La Chiesa chiede ai cristiani il rispetto dell’altro/a, crede nell’insegnamento del Vangelo e in una condotta morale coerente con Esso. I nostri peccati sono sempre tradimento della nostra fede. Anche se sappiamo che il Signore è grande nella sua misericordia, non possiamo confondere il male con il bene, accettare come nostro habitat la falsità, ingannare le persone…

Scelta che rende possibile una dedizione piena all’annuncio del Vangelo e al servizio delle nostre comunità, soprattutto delle persone più in difficoltà. Come nella vita di coppia, anche nel celibato, sono possibili fragilità e debolezze. Ma è certo che non ci si può mantenere in una doppia vita!”

Inoltre ha ribadito che nella vicenda non risultano coinvolti altri sacerdoti: “Per quanto riguarda le allusioni ad altri sacerdoti, a noi non risultano altri preti coinvolti in questa dolorosissima e umiliante vicenda che ci ha esposti alla vergogna di tutto il mondo… Siamo convinti che la Chiesa ha ben altro da raccontare e che la verità e la trasparenza non faranno altro che rendere più luminosi il bene, la giustizia, la pace, l’onestà che la nostra Chiesa attua quotidianamente.

Grazie a chi ci aiuta a fare sempre più trasparenza… Se per un verso chiedo perdono per i nostri errori, per un altro verso vorrei ringraziare e presentare, forse cantare, le lodi per tutto il bene che silenziosamente e umilmente viene compiuto. Anche in questo momento difficile. E devo dirvi che sono contento di essere cristiano. E che sono orgoglioso di essere vescovo della bella e santa Chiesa di Padova”.

E nella lettera scritta ai patavini mons. Cipolla aveva mostrato il proprio dolore: “Sento il bisogno di farmi presente in questo momento di sofferenza della nostra Diocesi, sofferenza per me, per i preti, i diaconi, le persone consacrate, ma anche per tutte le nostre comunità. Immagino quanto siano provate, confuse, scandalizzate da vicende collegabili con la nostra Chiesa. Non è la prima volta che viene messa a prova la fede di tanti di noi”.

Anche in un momento così difficile per la Chiesa patavina il vescovo ha invitato alla preghiera ed ad affidarsi alla misericordia del Signore: “Altro non possiamo fare che inginocchiarci insieme e invocare aiuto e misericordia dal Signore. Sempre di più. Sapendo che nessuno è arrivato alla meta e che vive nel continuo pericolo di passare da santificatore a tentatore, da servo del bene a servo del male.

Vi ho raggiunto per chiedere una preghiera più intensa per la nostra Chiesa, per i suoi preti e diaconi, per le nostre famiglie, e anche per me: che il Signore ci soccorra e ci doni la sua pace… Mentre i nostri giornali si gloriano di aver bucato lo schermo a livello internazionale, io mi vergogno – non solo come uomo di Chiesa – perché abbiamo guadagnato solamente la commiserazione di molti, l’ironia e la beffa di molti altri. Non tutti stanno capendo che è una ferita dolorosa per la nostra Chiesa e per la nostra società padovana”.

Pur nella vergogna per gli episodi avvenuti mons. Cipolla ha invitato tutti a non dimenticare la Chiesa, formata da ‘persone sante’: “Ma non dobbiamo dimenticare che la nostra Chiesa splende per storie e persone sante, sia nel passato sia nel presente. Non merita di essere ridotta solo a tutti gli errori e peccati commessi nella sua recente storia, come se si trattasse di una storia di malefatte, né è giusto presentarla così ai nostri giovani, ai nostri ospiti, alle nostre famiglie.

Io sono arrivato da poco qui ma di fronte alla mia Chiesa patavina so di dovermi togliere i calzari… perché è terra santa! Questo male, che fa tanto rumore, non mi impedisce di ricordare e di vedere i tanti preti e diaconi che hanno sacrificato la vita nella coerenza, con umiltà e fedeltà, il bene che tanti uomini e donne stanno vivendo nella discrezione e fuori dai riflettori, a Padova, in Italia, all’estero… la nostra è terra santa! In essa vive il Signore!

Chiedo rispetto, in questo momento di dolore, per il bene che ha compiuto, per l’amore manifesto per ammalati, anziani, portatori di handicap, poveri… per le opere di giustizia, di carità, di cultura ed educative per le quali si è sempre spesa, come oggi. Anche noi, Chiesa di Padova, vogliamo onestà e coerenza, soprattutto al nostro interno.

A questo educhiamo ed è questo che crediamo e che cerchiamo con tutte le nostre forze, da sempre. Sia benedetto quindi anche chi ci aiuta a togliere il male anche quando si infiltra così prepotentemente tra noi”.

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