Don Aldo Bonaiuto spiega l’ambiguità di Halloween

“L’ambigua macchina di Halloween anche quest’anno è partita con largo anticipo, coinvolgendo una grande moltitudine di persone, specie i giovani, che associano al mese di ottobre tale pagana ‘festività’ di origine anglosassone invece della celebrazione di tutti i santi. La parola Halloween deriverebbe da una composizione di più termini inglesi,’All-Hallows-Eve’, che significa ‘vigilia di tutti i santi’.

L’espressione è utilizzata per indicare un fenomeno che sempre più si sovrappone alla festività religiosa di Ognissanti presentandosi come una pseudo-festività delle tenebre; ma dinanzi a quella che molti ritengono una carnevalata si nasconde, invece, un mondo sotterraneo ispirato da satana e dai suoi spiriti malefici allo scopo di introdurre i nuovi adepti verso il baratro dell’oscurità”: così don Aldo Bonaiuto, animatore generale del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha definito Halloween.

A lui, al termine di un incontro svoltosi a Tolentino, abbiamo chiesto di spiegarci Halloween: “Per i cristiani Halloween è un fenomeno della società moderna, perché se siamo credenti in Cristo non si può definire una festa, in quanto festeggiamo i Santi; quindi preghiamo persone realmente esistiti, che oggi hanno tanto da insegnare con la loro vita eroica di santità ai nostri giovani. Halloween, da una parte, è legata al business, che fa la ‘parodia’ al cristianesimo che si contrappone alle ‘zucche vuote’, che non hanno capito che sostituire le feste cristiane con queste non porterà alcun contributo alle nuove generazioni”.

Quali sono le origini?
“Halloween affonda le sue radici nei culti superstiziosi di antiche civiltà celtiche che celebravano, verso la fine di ottobre, rituali di passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno; questi riti prendevano il nome di Samhain, indicato come ‘signore della morte’.

Per la casta sacerdotale dei Celti, i Druidi, nella notte di Samhain il ‘principe delle tenebre’ avrebbe umiliato il dio Sole facendo ritornare le anime dei morti sulla terra per rientrare nei corpi dei vivi. Durante la festa si svolgevano riti orgiastici, con uso smodato di bevande alcoliche; l’offerta di sacrifici, forse anche umani, era considerata necessaria per ingraziarsi gli spiriti delle tenebre. Il culto pagano è rimasto sepolto per secoli nelle tradizioni dei popoli del Nord fin quando non venne assorbito, ma mai del tutto eliminato, dalla predicazione cristiana dei primi secoli”.

Ma la Chiesa ha comunque cercato di porre un limite a questa ‘tradizione’: “Storicamente la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV nell’834, decide di spostare la festa di Ognissanti dal tredici maggio al primo novembre, proprio per sradicare le superstizioni, i rituali e gli appuntamenti occultistici derivanti dall’antica festa druidica. Lo stesso accade nel X secolo, quando è introdotta la festa di tutti i fedeli defunti per anteporsi a quella delle streghe”.

Cosa si nasconde dietro a questa festa?
“I gruppi legati al satanismo, alle realtà magico-esoteriche, neo-pagane e stregoniche come la Wicca, rievocano questa data come il capodanno di satana. Le cronache riportano sempre più frequentemente i misfatti che avvengono durante la notte tra ottobre e novembre: innumerevoli riti malefici, profanazioni di camposanti, furti di ostie consacrate, sacrifici di animali, vere e proprie messe nere”.

Allora, perché i giovani sono attratti da Halloween?
“I giovani sono attratti dalle suggestioni che le mode del momento pubblicizzano. Inoltre i giovani sono attratti dalle facili iniziative di una società superficiale; quindi dal mondo commerciale che propina sistemi di aggregazione e di divertimento meno impegnativi di quelle aggregazioni che nella Chiesa portano a riflettere sul senso della vita e nella preghiera. Però chi crede nella vita, nel cristianesimo può vedere qualcosa di importante; addirittura anche per chi non è credente. Invece chi cerca una vita superficiale in Halloween vedrà un momento da vivere banalmente”.

La Chiesa come trasmette ai giovani la gioia della festa?
“La Chiesa si deve porre la domanda se è un modello per i giovani. Molto spesso noi cristiani siamo mediocri e non diamo alcuna testimonianza evangelica ai giovani. Ed ecco che i ragazzi seguiranno la mediocrità del divertimento. Invece, in questo momento, la Chiesa è chiamata ad essere testimonianza, che è una bella parola, che non vale nulla se non c’è la vita, se non ci sono i comportamenti dei cristiani. I giovani guardano i nostri comportamenti e non le nostre parole, in quanto essi lasciano traccia perché sono imitazione di Cristo. Il giovane è attirato da un cristiano che testimonia sul serio il vangelo”.

Quali sono le proposte pastorali che le parrocchie possono offrire?
“I cristiani sono chiamati a vivere la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei defunti. Queste due celebrazioni sono per la Chiesa cattolica un appuntamento fondamentale dell’anno liturgico. Il richiamo della festa dei santi, e l’ancor più sentita preghiera per i defunti, sta subendo una forte crisi di partecipazione. Il fenomeno Halloween procura confusione sostituendosi ai momenti liturgici significativi.

I bambini, sempre più frastornati e bombardati da questo evento, non conoscono o non sentono la festività di Tutti i Santi. E’ necessario sollecitare i catechisti, gli educatori dei tanti gruppi e movimenti ecclesiali (sacerdoti compresi) affinché si impegnino a rafforzare la solennità cristiana. Bisogna trovare il modo di far comprendere che la partecipazione diretta ma anche indiretta ad Halloween promuove la realizzazione di un rito satanico”.

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