In Italia sono raddoppiati i minori migranti

Save the Children ha espresso soddisfazione per l’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge C 1658 sul riordino del sistema di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati. Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children, ha commentato positivamente l’esito del voto:

“A fronte di tante nubi che si addensano sull’accoglienza in Europa, oggi il Parlamento italiano ha dato una grande prova di civiltà, riconoscendo i diritti dei più vulnerabili, i minori che arrivano da soli nel nostro Paese, con il varo di un sistema nazionale di protezione e di accoglienza.

Con un ampio consenso da parte di forze politiche di maggioranza e di opposizione, dopo anni di stallo è stato infatti finalmente approvato il DDL Zampa, un testo che è nato dalla esperienza sul campo al fianco dei minori migranti e che è stato fortemente voluto e sostenuto non solo da Save the Children ma da tutte le più autorevoli organizzazioni di tutela dei diritti…

Facciamo ora appello al Presidente del Senato e ai capigruppo affinché l’iter della legge si concluda al più presto. E’ la prima legge organica di questo tipo in Europa, auspichiamo quindi che l’esempio italiano venga seguito quanto prima anche dagli altri Paesi europei”.

La legge interviene sugli aspetti fondamentali per la vita dei minori migranti che arrivano in Italia senza genitori: dalla procedura per accertare la minore età agli standard delle accoglienze; dalla promozione dell’affido familiare alla figura del tutore, dalle cure sanitarie all’accesso alla istruzione, tutti tasselli fondamentali di una buona integrazione.

Tra i principali cambiamenti disposti dalla legge è possibile sottolineare alcuni punti focali. Infatti per la prima volta sono disciplinate per legge le modalità e le procedure di accertamento dell’età e di identificazione garantendone l’uniformità a livello nazionale. Attualmente, non esiste infatti un provvedimento di attribuzione dell’età, che con questa legge dovrebbe invece essere notificato sia al minore che al tutore provvisorio, garantendo così anche la possibilità di ricorso.

Si garantisce inoltre maggiore assistenza, prevedendo anche la presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura. Inoltre si disciplina un sistema organico di accoglienza in Italia, con strutture dedicate esclusivamente ai minori per la prima accoglienza, dove i minori possono permanere non più di 30 giorni e un successivo passaggio nel sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (SPRAR), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale e una capacità adeguata ai flussi in arrivo.

E’ poi attivata una banca dati nazionale per gestire in modo coordinato l’invio dei minori che giungono in Italia nelle strutture di accoglienza dislocate in tutte le Regioni, sulla base delle disponibilità di posti e di necessità e bisogni specifici dei minori stessi (attraverso una ‘cartella sociale’ condivisa che accompagnerà il minore nel suo percorso).

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di ‘tutori volontari’ disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare ad ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata. La legge promuove inoltre lo sviluppo dell’affido familiare, come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture.

Infine una particolare attenzione è dedicata dalla legge ai minori vittime di tratta, mentre sul fronte della cooperazione internazionale l’Italia si impegna a favorire tra i Paesi un approccio integrato per la tutela e la protezione dei minori, nel loro superiore interesse.

Secondo le stime dell’organizzazione, sono almeno 20.160 i minori soli arrivati sulle coste dell’Italia dal 1 gennaio al 20 ottobre 2016, rappresentano il 14% del totale degli arrivi e sono circa il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo l’Unicef il 90% dei minorenni giunti in Italia in questo anno hanno viaggiato da soli, mentre nel 2015 i minori non accompagnati erano il 75%.

Per quanto riguarda gli Stati di provenienza non si evidenziano scostamenti significativi lungo gli ultimi tre anni: l’Egitto continua a essere il paese principale dei minori (23,1%), seguito da Albania (12%), Eritrea (9,9%), Gambia (9,7%) e Nigeria (5,8%).

Per quanto riguarda l’accoglienza, invece, è sempre la regione Sicilia a mantenere il primato anche se con un dato totale in lieve flessione rispetto al 2015: lo scorso anno, infatti, la presenza di minore non accompagnato in Sicilia ha fatto registrare 4.109 presenze (34,5% del totale calcolato tra tutte le regioni), seguita dalla Calabria; pressoché invariati i dati per la Puglia.

Un balzo in avanti per presenze lo fanno Sardegna, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lombardia e Lazio.

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