‘Un’onda umana di pace’ ha invaso Assisi

Domenica 9 ottobre almeno 100.000 persone hanno percorso la strada che collega Perugia ad Assisi partecipando alla marcia ideata nel 1961 da Aldo Capitini per affermare la propria contrarietà alla silenziosa strage degli innocenti che sta vivendo la città siriana di Aleppo. Nel messaggio di incoraggiamento il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto che i giovani devono elevare forte la voce per affermare i diritti umani:

“Nel giorno della marcia Perugia-Assisi, che ripropone la centralità dei valori di pace e di fraternità, desidero rivolgere un caloroso saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti, in special modo ai giovani che esprimono la loro speranza di vedere cancellate le guerre, le violenze e le limitazioni dei diritti umani in ogni angolo del mondo. La pace è questione che non interpella solo i vertici delle Nazioni o ristrette classi dirigenti. I popoli subiscono le conseguenze delle guerre.

E’ da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco. Ai giovani, anzitutto, tocca far sentire la loro voce. Vi proponete di camminare insieme per trovare una via di pace. Verso un futuro migliore. Trovare questa strada è possibile. Fermare le guerre non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale. Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza.

Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo. Ognuno di noi deve chiedersi cosa può fare per fermare la morte. Ognuno di noi è chiamato a seminare la pace, a partire dalla propria comunità”. Oltre a questo sono giunti tanti messaggi di incoraggiamento da parte di autorità civili e religiose; papa Francesco ha inviato un saluto e la sua benedizione ai partecipanti auspicando che “la manifestazione contribuisca a suscitare sempre più viva la consapevolezza che la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto”.

Le foto di Giulio Regeni e di Vittorio Annigoni hanno aperto la marcia, alla quale ha partecipato anche un gruppo di ragazzi della scuola superiore di Amatrice: ‘Siamo qui per guardare avanti’. Alla marcia hanno preso parte 472 enti locali, più di 100 scuole e tante associazioni. Al tema della marcia, ‘Vincere l’indifferenza’, l’arcivescovo di Perugia, card. Gualtiero Bassetti, ha offerto una riflessione sul motto di don Lorenzo Milani:

“Siamo in tanti, siamo qui per vincere l’indifferenza perché l’indifferenza uccide te e gli altri. Lo aveva perfettamente capito don Milani, quando affermava: ‘Non dire mai non mi importa, non mi interessa, non mi sta a cuore’. Ma cosa è l’indifferenza? E’ assistere alle stragi al bombardamenti di Aleppo e di altri parti della martoriata umanità senza assumersi la responsabilità di dire basta! E di costruire la pace!

E’ la nostra indifferenza, come dice papa Francesco, che produce gli sbarchi, crea i profughi, alimenta terrorismo e povertà. E’ l’indifferenza che fa sì che le armi, il più rande mercato mondiale. E’ l’indifferenza che causa la fame nel mondo. Diciamo: No all’indifferenza! Sì alla pace! No all’indifferenza! Sì alla giustizia! Carissimi partecipanti alla Marcia, san Francesco e Assisi vi dicono: diventate operatori di pace!”.

Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, ha spronato i partecipanti ad osare maggiormente: “Se c’è una malattia veramente mortale, anche rispetto ai problemi di casa nostra, credo sia la rassegnazione, la delega e l’indifferenza. Non basta commuoverci ma bisogna muoverci di più tutti. Sono 250.000.000 i ragazzi che vivono per le strade. Ogni ora che trascorreremo circa 800 bambini muoiono di fame, stenti e malattie sulla faccia della terra. Abbiamo quindi bisogno di fermarci, di interrogarci. Di fare meno parole e più fatti. Abbiamo troppi cittadini a intermittenza nel nostro Paese mentre dobbiamo essere più responsabili. La pace ha bisogno di ciascuno di noi”.

All’arrivo del corteo davanti alla chiesa di san Francesco il delegato di Giustizia, Pace e Custodia del Creato del Sacro Convento, padre Egidio Canil, ha ribadito il dovere di sconfiggere l’indifferenza: “Anche noi non vogliamo ‘restare indifferenti di fronte al grido di dolore che proviene da tanti, da troppi luoghi insanguinati della terra’! San Francesco ogni giorno ci ricorda: tutti quelli che muoiono sotto le bombe, nei mari, che fuggono dalle loro case, che cercano rifugio in terre lontane sono nostri fratelli e sorelle!

E gridano il loro dolore!… Chi darà un risposta alla giovane donna della Repubblica centroafricana che, tre settimana fa, qui ad Assisi, ci ha chiesto: ‘Perché voi paesi ricchi continuate a mandare armi in Africa? L’Africa ne è piena, ma in Africa non abbiamo fabbriche di armi! Siete voi, paesi ricchi, a produrre le armi e poi le inviate nei nostri Paesi! Perché ce le mandate?’.

Il nostro Paese, l’Italia, come risponde a questa domanda? Che fa? Il nostro contributo di credenti, oltre a collaborare con il grande nobile ‘popolo della pace’, a voi ‘popolo della marcia Perugia-Assisi’, è quello della preghiera! Mediante l’intercessione di san Francesco, ci rivolgiamo ogni giorno all’Onnipotente, al Dio della pace, affinché sostenga tutti coloro che operano per la pace!

Invochiamo l’Onnipotente affinché tocchi il cuore di quanti sono all’origine e fomentano le guerre, affinché converta il cuore di quanti seminano odio, violenza e provocano ovunque ingiustizie!” Concludendo la manifestazione alla rocca della città il coordinatore Flavio Lotti ha ringraziato i partecipanti: “Grazie a chi ha dato voce alla pace e alla domanda di aiuto di chi l’ha persa”.

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