Galleria Nazionale dell’Umbria, ecco la mostra su San Francesco e la Croce

Ottobre, oltre ad essere mese mariano, è anche un mese francescano, nel ricordo del transito del Poverello di Assisi, colui che ha rivoluzionato dalle fondamenta una Chiesa alla deriva, privata dei suoi valori cardine in funzione di un potere temporale logorante. Ciò che San Francesco ha fatto per la vita spirituale, conventuale e culturale del suo tempo, gode di un eco che si espande ai nostri giorni. Ecco che le opere d’arte che celebrano il Serafico Padre sono l’emblema di un lascito unico, da preservare e custodire.

Per tale motivo, la Sala Pondiani della Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, dal 30 Ottobre sino al 29 Gennaio 2017, ospiterà una mostra determinante per comprendere l’amore che Francesco nutre per Dio e le sue creature. In un’esposizione dal titolo ‘Francesco e la Croce dipinta’, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e patrocinata dalla Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi, oltre che dalla Regione Umbria, si darà lustro allo sviluppo del tema della Croce.

L’icona Cristiana per eccellenza, sarà analizzata mediante un excursus storico che, a partire dagli anni Settanta del Duecento, fino al primo Ventennio del secolo successivo, si è legata in modo inscindibile alla figura del Santo francescano. Veri capolavori senza tempo saranno esposti, nove nel complesso, tutti di provenienza umbra, una terra ricca di spiritualità e misticismo, conosciuta per tanti carismatici e uomini di fede, saliti ben presto agli onori degli altari – tra tutti Santa Rita da Cascia, San Benedetto da Norcia, Santa Chiara d’Assisi e da Montefalco.

Dichiara fra Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento do San Francesco d’Assisi: “Raffigurare San Francesco in devota adorazione delle piaghe di Gesù ci introduce anche nella sua esperienza spirituale. Innanzitutto, basta ripercorrere velocemente la sua vicenda biografica per accorgersi della centralità del mistero della croce”.

Un percorso certamente edificante, che nell’anno della Misericordia può aiutare a comprendere l’anelito di un uomo che ha lasciato tutto, spogliandosi di ogni ricchezza, per affidarsi all’amore per eccellenza, quello che Dio ha per le sue creature.

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