Siria: l’Arcivescovo Hindo denuncia le violenze delle milizie curde ai danni dei cristiani

Hassakè, la città delle Siria nord-orientale è teatro di angherie e intimidazioni consumate dai miliziani curdi, nei confronti della popolazione cristiana. Vere e proprie spedizioni punitive, mirate a distruggere e annullare una minoranza etnica inoffensiva e allo stremo delle forze.

A denunciare gli spiacevoli fatti è l’Arcivescovo siro cattolico Jacques Behnan Hindo, che giudica intollerabili tali soprusi fini a se stessi. Dichiara il Prelato alla guida dell’Arcieparchia di Hassakè Nisibi: “Ogni volta che i miliziani curdi entrano in azione per riaffermare la propria egemonia militare sulla città, l’epicentro delle loro scorribande e azioni di forza è sempre il quartiere delle sei chiese, dove vivono la gran parte dei cristiani. In molti casi hanno cacciato i cristiani dalle proprie case sotto la minaccia dei kalashnikov. E dove entrano, saccheggiano tutto”.

Lui stesso è stato vittima di violenze gratuite, avvenute nei giorni scorsi, quando degli spari colpirono la finestra della sua abitazione, tanto che un proiettile ha anche sfiorato la sua testa. Azioni mirate dunque, con l’intento di espellere in qualsiasi modo le tracce del Cristianesimo dalla terra siriana.

Una vergogna che si è protratta contro una spedizione umanitaria, organizzata dai volontari dell’Arcidiocesi a cui fa capo Hindo, per distribuire cibo e oggetti di prima necessità agli abitanti di Haddadi e dei villaggi circostanti. Nella fattispecie, colpi di artiglieria sono stati lanciati contro i volenterosi parrocchiani, intenti a portare aiuti non solo ai diseredati di fede cristiani, ma anche agli abitanti musulmani lasciati allo sbaraglio.

Un gesto pregevole e distensivo, alla sequela degli insegnamenti evangelici. Purtroppo, la sete di potere dei miliziani curdi, segue un piano di controllo del territorio che prevede la conquista di Hassakè prima e dell’intera regione dopo, con buona pace delle forze armate governative. La situazione è in preda al caos. Di fatto, si stanno mescolando le carte tra miliziani curdi e jihadisti.

Come sottolinea l’Arcivescovo: “A Shaddadi, che un tempo era una roccaforte dei jihadisti adesso la situazione è in mano ai miliziani curdi. Ma sotto il loro comando si sono inquadrati anche molti degli abitanti locali che prima si erano arruolati con le milizie jihadiste di Daesh”.

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