Papa Francesco e gli 800 anni del ‘Perdono di Assisi’

E’ stato un giovedì all’insegna dell’incontro tra Francesco, il primo Papa latinoamericano e lo Spirito e il carisma francescano che si respira ad Assisi, terra natia del Serafico Padre San Francesco. Misure di sicurezza per monitorare le aree circostanti la Basilica di Santa Maria degli Angeli e la struttura conventuale della Porziuncola.

Sono 1000 i posti a sedere all’interno della Basilica per laici e religiosi. Per sopperire alla notevole richiesta di fedeli, sono stati predisposti altri 3.000 posti all’esterno corredati da due maxi schermo per permettere all’assemblea di ascoltare e vedere il Papa.
Tanti anche i giornalisti accreditati. Sono oltre 200 provenienti da tutto il mondo; oltre alle più importanti testate internazionali, saranno presenti emittenti dal Sudamerica – non può non mancare l’Argentina – e dal mondo francescano. È stato creato un media center e tre postazioni giornalistiche.

Nella piazza sono oltre 50 i volontari che garantiscono servizi di assistenza e di soccorso ai fedeli, oltre le 8 ambulanze del 118.
La Porziuncola è sinonimo di indulgenza plenaria, che da 800 anni ha reso la Sacra struttura un luogo unico al mondo. In merito, i Ministri generali della Famiglia Francescana hanno dichiarato:

“Questo centenario ci aiuti a provare una sana vergogna, perché nessuno sembra prendersi cura di mettere pace e concordia nella realtà conflittuale in cui viviamo e ci faccia crescere nella creativa capacità di trovare maniere nuove per cantare un canto comprensibile agli uomini e alle donne del nostro tempo”.

La visita del Successore di Pietro prevede l’arrivo in elicottero nel primo pomeriggio. Dopo un momento di preghiera dentro la Porziuncola, si mediterà su un passo del Vangelo. Dopo i saluti, alle 18 ci sarà la partenza – sempre in elicottero – alla volta del Vaticano.

Il direttore della rivista “San Francesco”, Padre Enzo Fortunato, afferma in merito all’arrivo del Vescovo di Roma: “Sono sentimenti di grande gioia, accompagnati da quello che sta accedendo nel mondo. Quindi, da una grande speranza che questa gioia possa tradursi in speranza attraverso nuovi atteggiamenti, ma soprattutto attraverso uno stile, che è quello che il Papa vuole sottolineare con la sua visita: quello dell’accoglienza e del perdono.

Io direi – conclude il Religioso – che questi sono i binari su cui muoverci e far sì che Assisi diventi davvero uno grande megafono, che raggiunga il cuore di chi il perdono non vuole viverlo e non vuole donarlo. Pensiamo soprattutto a quello che sta accadendo oggi con i gravissimi attentati terroristici che, comunque, creano sconcerto e preoccupazione”.

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