Il papa ai giovani: non gettate la spugna

Nel pomeriggio nuvoloso è stata aperta la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia da papa Francesco, che ha detto di aver tanto desiderato questo incontro. Precedentemente il sindaco di Cracovia gli aveva  consegnato le Chiavi della Città. Quindi il papa è salito su un tram ecologico insieme ad alcuni giovani disabili e ai loro accompagnatori per recarsi nella spianata di Błonia, una grande area verde dove ha avuto luogo la cerimonia di accoglienza dei giovani, sul tema ‘Chiamati alla santità’.

Il papa è stato accolto con grande gioia dai giovani e dall’arcivescovo di Cracovia, card. Stanisław Dziwisz, ha porto il saluto di benvenuto al papa, chiedendogli di ravviare l’amore e  ricordando che la città è il luogo della misericordia: “Tutto questo avviene in un luogo particolarmente legato a colui che ha dato inizio alle Giornate Mondiali della Gioventù, san Giovanni Paolo II ed, anche, nella città che chiamiamo capitale spirituale della Divina Misericordia a motivo di santa suor Faustina.

Oggi salutiamo cordialmente il Pietro dei nostri tempi tra i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù. Nel progetto di Giovanni Paolo II, la presenza del Vescovo di Roma costituisce un elemento essenziale di questa grande e straordinariamente felice iniziativa pastorale, a misura della Chiesa del terzo millennio della fede cristiana… Padre Santo, Tu ci hai radunati nel nome di Gesù Cristo.

Crediamo che solo Lui ha parole di vita eterna. Crediamo che Lui solo può rispondere ai nostri più profondi desideri e aspirazioni. Viviamo in un mondo non facile, sconvolto da conflitti e violenze. Vogliamo essere persone di pace. Vogliamo essere testimoni della misericordia di Dio. Vogliamo essere misericordiosi come il Padre. Vogliamo costruire con Gesù un mondo più umano e solidale”.

Dopo il saluto del cardinale è iniziata la festa: i giovani hanno dato il benvenuto al papa che è giunto in Polonia per raccontare loro la misericordia di Dio, consegnato lo zaino del pellegrino, e con musiche e danze cracoviane è iniziata la sfilata in rappresentanza dei vari continenti, con bandiere e fotografie di ‘Testimoni della Misericordia’ della propria area.

S. Vincenzo de’ Paoli (Europa), Beata Madre Teresa (Asia), S. Maria MacKillop (Australia e Oceania), S. Giuseppina Bakhita (Africa), S. Damiano de Veuster di Molokai (America del Nord) e Beata Irma Dulce (America del Sud). Dopo la ‘staffetta dei santi’ che parte da Sant’Agnese (III secolo) e si conclude con i Beati Fra Sbignew Strzałkowski e Fra Michele Tomasz (XX secolo), passando per Pier Giorgio Frassati, Domenico Savio, Maria Goretti, ed altri santi che hanno incarnato le opere della misericordia è stato letto il brano evangelico di san Luca.

Nel salutare calorosamente i giovani papa Francesco ha ribadito la gioia del suo incontro con i giovani nel ricordo di san Giovanni Paolo II: “In questa sua terra natale, vorrei ringraziare specialmente san Giovanni Paolo II, che ha sognato e ha dato impulso a questi incontri. Dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli, culture, lingue così diverse con un solo motivo: celebrare che Gesù è vivo in mezzo a noi.

E dire che è Vivo, è voler rinnovare il nostro desiderio di seguirlo, il nostro desiderio di vivere con passione la sequela. Quale occasione migliore per rinnovare l’amicizia con Gesù che rafforzare l’amicizia tra di voi! Quale modo migliore per rafforzare la nostra amicizia con Gesù che condividerla con gli altri! Quale modo migliore per sperimentare la gioia del Vangelo che voler ‘contagiare’ la sua Buona Notizia in tante situazioni dolorose e difficili!”.

Papa Francesco non si concede ad una nostalgia, ma chiede ai giovani di vivere la festa della misericordia: “Cari giovani, in questi giorni la Polonia si veste a festa; in questi giorni la Polonia vuole essere il volto sempre giovane della Misericordia. Da questa terra con voi e anche uniti a tanti giovani che oggi non possono essere qui, ma che ci accompagnano attraverso i vari mezzi di comunicazione, tutti insieme faremo di questa giornata una vera festa giubilare”.

Eppoi ricorda i suoi anni da vescovo: “Non c’è niente di più bello che contemplare i desideri, l’impegno, la passione e l’energia con cui tanti giovani vivono la vita. Questo è bello! Quando Gesù tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi sono capaci di azioni veramente grandiose.

E’ stimolante, sentirli condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare. Io li chiamo i ‘quietisti’. E’ un dono del cielo poter vedere molti di voi che, con i vostri interrogativi, cercate di fare in modo che le cose siano diverse. E’ bello, e mi conforta il cuore, vedervi così esuberanti”.

Eppoi ha chiesto più volte ai giovani di cambiare le cose: “La Chiesa oggi vi guarda, anzi il mondo vi guarda, e vuole imparare da voi, per rinnovare la sua fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane e non smette di invitarci a far parte del suo Regno. Conoscendo la passione che voi mettete nella missione, oso ripetere: la misericordia ha sempre il volto giovane. Perché un cuore misericordioso ha il coraggio di lasciare le comodità; un cuore misericordioso sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti.

Un cuore misericordioso sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta, sa creare un ambiente di casa e di famiglia per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione. Un cuore misericordioso sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante. Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, impegno, fiducia, apertura, ospitalità, compassione, sogni”.

Parlando al cuore dei giovani ha rivelato che non sopporta i giovani ‘pensionati’, chiedendo di sognare: “Se c’è capacità di sognare, c’è posto per la misericordia… Fa pensare quando vedi giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni (nella mia terra natale diremmo ‘venditori di fumo’) che vi rubano il meglio di voi stessi.

Per questo, cari amici, ci siamo riuniti per aiutarci a vicenda, perché non vogliamo lasciarci rubare il meglio di noi stessi, non vogliamo permettere che ci rubino le energie, la gioia, i sogni con false illusioni”. Commentando il vangelo ha affermato che Gesù offre la vera passione alla vita, che fa sentire la forza della Grazia:

“E’ Gesù Cristo che ci spinge ad alzare lo sguardo e sognare alto. Nel Vangelo abbiamo ascoltato che Gesù, mentre sta andando a Gerusalemme, si ferma in una casa, quella di Marta, Maria e Lazzaro, che lo accoglie… E chi accoglie Gesù, impara ad amare come Gesù. Allora Lui ci chiede se vogliamo una vita piena: vuoi una vita piena? Comincia a lasciarti commuovere!

Perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia: questa è la sua risposta, questo è il suo invito, la sua sfida, la sua avventura: la misericordia. La misericordia ha sempre un volto giovane; come quello di Maria di Betania, seduta ai piedi di Gesù come discepola, che ama ascoltarlo perché sa che lì c’è la pace. Come il volto di Maria di Nazareth, lanciata con il suo ‘sì’ nell’avventura della misericordia, e che sarà chiamata beata per tutte le generazioni, chiamata da tutti noi ‘la Madre della Misericordia’”.

Solo la misericordia permette di iniziare nuove avventure e di sognare ‘alto’, portando l’esempio degli alpini che cantano a Dio di non restare ‘caduti’: “Allora tutti insieme, ora chiediamo al Signore: lanciaci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri (recinti e reti); lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita.

Spingici, come Maria di Betania, all’ascolto di coloro che non comprendiamo, di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male. Fa’ che volgiamo il nostro sguardo, come Maria di Nazareth con Elisabetta, ai nostri anziani per imparare dalla loro saggezza… E la misericordia è la parte migliore, che mai ci sarà tolta”. L’incontro è stato chiuso con la preghiera del Padre Nostro.

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