Gmg Cracovia: papa Francesco e l’inevitabile confronto con Giovanni Paolo II

Ormai ci siamo; tanti giovani provenienti da diverse parti del mondo si preparano a partire per la Polonia, all’insegna della Giornata Mondiale della Gioventù, la 31° per l’esattezza. Anche papa Francesco da mercoledì, come ha ribadito durante l’Angelus domenicale, è a Cracovia per dare il via a questa entusiasmante avventura.

Inevitabile il pensiero corre all’uomo che di quelle terre è di casa, all’uomo che ‘venuto da molto lontano’ è diventato colui che ha di fatto inventato la Gmg, questo raduno mondiale in cui i giovani si riscoprono parte integrante di una Chiesa che ha un continuo bisogno di spinte generazionali.

Dopo Wojtyla, che qui è nato, e Benedetto XVI, papa Bergoglio sarà il terzo Pontefice consecutivo che visiterà la ‘cattolicissima’ Polonia. Come non ricordare il 1979, quando fresco di nomina Giovanni Paolo II visita Auschwitz, in una Europa ancora divisa in due blocchi contrapposti.

A distanza di 27 anni, nel 2006 è il turno di papa Ratzinger, che ha abbracciato una comunità ancora scossa dalla morte del loro emblema carismatico, cancellando di fatto quella sorta di reticenza che i polacchi nutrivano nei confronti del popolo tedesco, per via dei misfatti della Seconda guerra mondiale.

Nel suo viaggio apostolico, Benedetto XVI trovava un clima politico diverso rispetto a quello del 1979. Il muro di Berlino, abbattuto da un pezzo, adesso è un cimelio storico, a testimonianza di una guerra fredda che ha lasciato il posto alla globalizzazione e alla crisi economica. Tanti sono i giovani che con le frontiere crollate, cercano fortuna altrove.

E il primo Papa latinoamericano a seguire le orme dei suoi predecessori, che cosa troverà? C’è una parte della comunità ecclesiale locale che non condivide appieno le idee progressiste del Sommo Pontefice.

I temi legati ai migranti così come a quanto esposto nell’Esortazione Apostolica ‘Amoris Laetitia’, sono percepiti – specie da alcuni Vescovi – con perplessità. I temi sociali a cuore dell’attuale Pontefice, riecheggiano nelle orecchie dei più navigati come qualcosa di già sentito all’epoca del regime filosovietico, dunque poco congeniale al nuovo corso liberale.

Tra i giovani, invece, la musica cambia: quando si parla del Vicario di Cristo, si percepisce la simpatia e l’ammirazione verso una personalità riconosciuta universalmente come leader indiscusso, da guardare con affetto e ammirazione.

Il divario generazionale e le differenti visioni del mondo, saranno senza ombra di dubbio appianate nel luogo simbolo dell’identità nazionale polacca, il Santuario della Madonna Nera a Czestochowa.

In questo luogo sacro, la devozione mariana del Papa argentino può incontrare la religiosità dei polacchi, creando un clima di perfetta simbiosi tra lui, i pastori e i fedeli di diverse generazioni, ed in cui lo scomodo paragone con il mai dimenticato san Giovanni Paolo II potrebbe terminare all’insegna del comune amore cristiano.

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