Pier Giorgio Frassati il santo della GMG polacca

“Lui era preso a modello da quanti salivano sulle montagne per scalarle oppure facevano escursioni invernali sugli sci: pensavano che anche lui faceva lo stesso e che questa era una strada per la sua santificazione, perché in tutto scorgeva Dio. Al tempo stesso era sorprendente la sua sensibilità verso l’uomo povero, verso i bisognosi, i malati.

Forse questo è un appello particolare, una sfida al clima della nostra generazione e dei nostri tempi, tempi minacciati dall’insensibilità. Non si vuol vedere l’uomo. Ciascuno di noi deve infrangere qualcosa, qualche guscio, ognuno di noi, (e parlo anche per me stesso) per riuscire a vedere l’uomo, a preoccuparsi dell’uomo, ad avvertire la sua situazione, le sue sofferenze le sue difficoltà. Lui Pier Giorgio Frassati, tutto questo l’aveva. Era anche cosciente della sua responsabilità nella società.

Responsabilità per la vita della nazione alla quale apparteneva; responsabilità per la sua autentica tradizione, spirituale e cristiana. Affrontava queste responsabilità senza risparmiare se stesso. Tutto ciò scaturisce bene dalle fotografie e dalle altre testimonianze di questa mostra sparsa nei chiostri, opportunamente allestita durante il ritiro quaresimale, affinché potessimo non solo ascoltare, ma anche guardare”: in questo modo si esprimeva san Giovanni Paolo II nel lontano 27 marzo 1977, inaugurando a Cracovia una mostra sul beato dei giovani, che è in Polonia per la GMG.

Nel frattempo le reliquie del Santo dei giovani stanno pellegrinando nella terra polacca per arrivare a Cracovia il 23 luglio, esposti nel monastero domenicano in via Stolarskiej 12, dove rimarranno fino al termine della Giornata Mondiale della Gioventù, il 31 luglio 2016. Sarà possibile visitare nel chiostro del monastero, durante tutta la giornata, una mostra dedicata a Pier Giorgio Frassati. Nella sala capitolare del monastero, fino alle ore 16:00, sarà possibile incontrare gli amici di Pier Giorgio.

Nei giardini domenicani ci sarà il ‘Café Frassati’, un bar che sarà aperto durante la Giornata Mondiale della Gioventù e in cui si potrà parlare del beato gustando del caffè italiano. Inoltre Frassati sarà presente anche al Festival della Gioventù con una presentazione musicale sul beato, preparata, tra gli altri, da Joachim Mencel del gruppo New Life M. E nel messaggio scritto ai giovani, ‘Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia’, papa Francesco indica il beato torinese come modello di misericordia da seguire:

“Dopo avervi spiegato in modo molto riassuntivo come il Signore esercita la sua misericordia nei nostri confronti, vorrei suggerirvi come concretamente possiamo essere strumenti di questa stessa misericordia verso il nostro prossimo. Mi viene in mente l’esempio del beato Piergiorgio Frassati. Lui diceva: ‘Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri’.

Piergiorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi. A loro dava molto più che cose materiali; dava sé stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra. Viveva realmente il Vangelo che dice: ‘Mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto’ (Mt 6,3-4).

Pensate che un giorno prima della sua morte, gravemente ammalato, dava disposizioni su come aiutare i suoi amici disagiati. Ai suoi funerali, i famigliari e gli amici rimasero sbalorditi per la presenza di tanti poveri a loro sconosciuti, che erano stati seguiti e aiutati dal giovane Piergiorgio”.

Don Luca Ramello, Direttore Ufficio di Pastorale Giovanile della diocesi torinese e ‘sacerdote – portitore’ dell’Urna del Beato, ha spiegato il significato della ‘peregrinatio’ delle sue reliquie: “La Chiesa, riconoscendo alcuni fedeli come ‘santi’ o ‘beati’, li offre a tutti come modelli e intercessori. Grazie alla comunione dei santi, questi ‘amici di Dio’, essendo intimamente uniti a Cristo, contribuiscono a edificare la Chiesa nella santità.

Essi per mezzo di Cristo e in Cristo ‘non cessano di intercedere per noi presso il Padre’. Attraverso l’esempio e l’intercessione dei santi, ci viene indicata la via sicura attraverso la quale possiamo giungere anche noi alla perfetta unione con Cristo, vale a dire alla santità. Pertanto, la Chiesa ci esorta vivamente ad amare questi nostri fratelli e benefattori, a rivolgere loro le nostre preghiere, a ricorrere alle loro preghiere e al loro potente aiuto, per ottenere grazie da Dio, mediante il suo Figlio Gesù Cristo”.

Ed ha concluso la presentazione, specificando la dimensione dell’urna: “La venerazione delle reliquie deve essere realizzata secondo modalità opportune, tenendo conto delle indicazioni della Chiesa… Pertanto, l’urna con il corpo del beato Pier Giorgio Frassati, una bara non spallata di legno, che pesa oltre 100 kg, è lunga 2 m, larga 0,60 m e alta 0,60 m, quando verrà esposta in una chiesa o in una cappella, sarà posta di lato rispetto all’altare o in un luogo consono”.

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