Diocesi Trapani: concluso il primo corso base di Lis per sacerdoti

Spalancare le porte a Cristo è stato un invito che da San Giovanni Paolo II, riecheggia fino ai giorni nostri, fino a Papa Francesco ed a cascata in tutta la Chiesa. Ecco che a Trapani, la Diocesi ha organizzato un corso base di Lis – Lingua dei segni italiana – per sacerdoti, che permetterà una maggiore fruizione dei non udenti alla vita ecclesiale.

I partecipanti all’iniziativa sono 8 preti, diversi tra loro per storia ed età. Si sono impegnati nell’arco di tutto il periodo corsuale ad apprendere una grammatica e una sintassi tipica della lingua sei segni. Non solo, il bagaglio culturale di ciascun sacerdote è stato arricchito da nozioni di cultura, storia e vita sociale dei sordi italiani.

Affinché ci possa essere una reale e duratura inclusione dei non udenti alla vita liturgica, il corso cominciato a novembre scorso, continuerà il prossimo autunno per approfondire tematiche che aiutino ad accrescere il senso di appartenenza alla Chiesa.

La conoscenza delle Sacre Scritture contribuirà a sostenere l’integrazione di persone con disabilità uditive all’interno della comunità cristiana. Come afferma il Direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e lavoro, della Diocesi trapanese, Mons. Gaetano Aguanno: “Ciò consentirà di favorire un’opera efficace di catechesi e di evangelizzazione, nonché la partecipazione delle persone sorde alla celebrazione eucaristica e ai sacramenti, in particolare quello della Confessione, il quale è l’unico momento religioso in cui la comunicazione non può essere mediata avvalendosi della collaborazione di un interprete Lis”.

Il territorio di Trapani, comunque, non è nuovo a tali iniziative. Da 5 anni, nella parrocchia di ‘Nostra Signora di Lourdes’ per favorire la partecipazione dei non udenti alla celebrazione eucaristica, è richiesta la presenza di interpreti della Lingua dei segni. Così come lo scorso gennaio, in occasione della festa di San Francesco di Sales, è stato celebrato in Cattedrale il giubileo delle persone con disabilità uditive.

Dunque, la pregevole iniziative si inserisce in una prassi consolidata che mira a coinvolgere quante più persone possibili alla conoscenza dell’amore incondizionato di Dio.

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