Le accuse di proselitismo rivolte a Madre Teresa di Calcutta

Ritorna l’accusa di proselitismo rivolta a Madre Teresa di Calcutta, che verrà canonizzata da Papa Francesco il prossimo 4 settembre. A muoverne le critiche sono le affermazioni dello yogi Adityanath, esponente parlamentare del “Bharatiya Janata Party”, il maggior partito conservatore dell’India, sostenitore di una politica nazionalista e di difesa dell’identità induista. Madre Teresa – secondo le dichiarazioni dello yogi Adityanath, riportate da AsiaNews – «faceva parte del complotto per convertire l’India al cristianesimo» e i gruppi separatisti del nord-est del Paese sarebbero sorti a causa di «incidenti dovuti alle conversioni di massa».

Già lo scorso anno, altri esponenti indù si erano espressi negativamente sull’attività svolta dalla Madre fondatrice delle Suore missionarie della carità, affermando che «il fine principale di Madre Teresa nel servire i poveri era quello di convertire al cristianesimo». Critiche che vennero immediatamente controbattute da Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians, che su AsiaNews dichiarava: «I più poveri tra i poveri consideravano Madre Teresa una santa. Insieme alle sue Missionarie della Carità ha fondato in tutto il mondo case per bisognosi, malati, orfani, anziani, lebbrosi, disabili, affamati e vittime di Hiv/Aids. Lei vedeva la bellezza in tutti questi individui abbandonati, emarginati e morenti». Inoltre, Sajan George, considerando blasfemo questo tipo di commento su Madre Teresa – una santa amata e venerata da milioni di persone di ogni casta, credo e nazionalità – ricordava le esortazioni che la Madre rivolgeva a quelli che venivano da lei, «a essere bravi indù, musulmani, cristiani o sikh».

In risposta alle affermazioni dello yogi Adityanath, il card. Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi, commenta: «Lasciate che essi dicano quello che vogliono. Dio benedice anche loro». «Il mondo intero – prosegue il porporato – la acclama come “Madre”, dal momento che è stata uno strumento dell’amore di Dio. […] Tutta l’esistenza della Madre è stata guidata dalla passione nel costruire vite umane attraverso il perdono, la guarigione, il rispetto e facendo delle persone veri esseri umani a immagine e somiglianza di Dio. […] Madre Teresa era amata da tutti e lei stessa amava tutti con amore genuino, in particolare i più poveri tra i poveri» (AsiaNews).

Del resto si può osservare – e sono dati diffusi proprio dal governo indiano – che i cristiani presenti in India non superano il 2,3% della popolazione, su 1,2 miliardi di abitanti.
P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione della Madre presso la Santa Sede, ricorda, infine su AsiaNews, la testimonianza di un indù che ha lavorato con Madre Teresa per 23 anni: «Una volta lui le ha domandato se volesse convertirlo, e la sua risposta è stata: “Sì io ti converto ad essere un migliore indù, musulmano, protestante, parsi, sikh o buddista. Una volta che hai trovato Dio, sta a te fare ciò che Dio vuole che tu faccia”».

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