Linda di Dio racconta la storia di Biagio Conte

Da questa testimonianza di Biagio Conte si articola il film di Pasquale Scimeca, ‘Storia di Biagio Conte’, prodotto da Areash film, raccontando la storia del giovane palermitano, che nel 1990 ha abbandonato le sue ‘sicurezze’ ed ha deciso di intraprendere un percorso fino ad Assisi sulle orme di san Francesco, dando vita alla ‘Missione di Speranza e Carità’, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città natale:

“Sono nato nel 1963 da una famiglia benestante e fino a 25 anni non mi rendevo conto, distratto dalle cose del mondo, di tutto il materialismo e il consumismo di questa società. Pur avendo tutto, mi lamentavo ed ero sempre insoddisfatto. Schiavo del materialismo non mi accorgevo dei peccati e degli errori che commettevo. Però, guardando la mia città e quello che mi stava attorno, cominciavo ad accorgermi d i tanti volti pieni di sofferenza: persone che dormivano per terra alla stazione, sulle panchine, mi accorgevo di tanti bambini dei quartieri degradati di Palermo con i volti tristi, giocare in mezzo all’immondizia”.

Il film è stato classificato di Interesse Culturale Nazionale, ha ottenuto la qualifica di film per ragazzi; anche la qualifica ‘Film d’Essai’ e il patrocinio dell’Agiscuola. Ha vinto l’11^ edizione del festival cinematografico ‘Popoli e Religioni’ di Terni. Il regista, Pasquale Scimeca, in un’intervista ha affermato: “Io, purtroppo, non ho ancora il dono della fede, ma una cosa è certa: i giorni passati alla Missione in compagnia di Biagio, hanno cambiato la mia vita”.

Dalla produttrice del film, Linda di Dio, ci siamo fatti spiegare come è nato il film: “Biagio Conte è una persona straordinaria. E’ il vero rivoluzionario dei nostri tempi! Spesso noi tutti lo siamo con le parole ma non con i fatti! La sua storia è per certi versi simile a quella di San Francesco. Avere lasciato le agiatezze, il dedicarsi agli ultimi, l’aver fondato la Missione di Speranza e Carità che accoglie più di mille persone, extra-comunitari e non. Il farsi povero tra i poveri. La sua è una radicale scelta di critica alla civiltà del consumismo che ci sta offuscando le menti.

E adesso il suo viaggio a piedi dalla Sicilia verso Roma con la croce sulle spalle, per caricarsi tutti i mali del mondo offeso, nella speranza di essere ricevuto dal Papa. Attraversa paesi, città, campagne, peri-ferie, donando un sorriso, una parola di conforto e di speranza alla persone che lo in-contrano e lo accolgono. Forse oggi parlare di Biagio e del suo esempio è necessario più che mai!

Produttivamente è stata una bella sfida, distribuirlo anche! Ma ci abbiamo creduto fortemente e la più grande gioia è stata la messa in onda su Rai 3 a Pasqua e adesso il dvd è in vendita nelle Librerie Paoline e in allegato a Famiglia Cristiana. La più grande risposta sono le tante mail che ci arrivano per voler conoscere la realtà della Missione.

Ma forse per rispondere meglio alla tua domanda mi piace ricordare un brano del teologo Martin Buber che il regista Pasquale Scimeca ha voluto inserire alla fine del film: a un maestro, il cui nonno era stato discepolo del Baalshem, fu chiesto di raccontare una storia: ‘Una storia, egli disse, va raccontata in modo che sia essa stessa un aiuto’. E raccontò: ‘Mio nonno era storpio. Una volta gli chiesero di raccontare una storia del suo Maestro. Allora egli raccontò come il santo Baalshem solesse saltellare e danzare mentre pregava. Mio nonno si alzo e raccontò, e il racconto lo trascinò così tanto che ebbe il bisogno di mostrare saltellando e danzando, come faceva il maestro. Da quel momento guarì. Così vanno raccontate le storie”.

Il film ha ricevuto la qualifica di film per ragazzi e film d’essai: cosa significa?
“E’ un riconoscimento che il MIBACT dà ai film di Interesse culturale nazionale, per i temi trattati, la sceneggiatura e per quei film che abbiano partecipato a festival importanti o vinto premi e poi distribuiti nelle sale. ‘Biagio’ ha partecipato a numerosi festival, ha avuto tanti riconoscimenti ed ha vinto il Festival dei Popoli e delle Religioni, oltre ad aver fatto un lungo percorso nelle sale”.

Perchè ha scelto di fare ‘cinema etico’?
“E’ alla base della mission della società Arbash di cui sono socia con Pasquale Scimeca. Preferiamo parlare più di ‘capitalismo etico’, essendo il cinema un’industria. Ci piace il concetto di arte che sia anche utile. Abbiamo sempre legato i nostri film a dei progetti: con gli incassi di ‘Rosso Malpelo’ abbiamo costruito 4 college in Bolivia per bambini orfani di minatori, con ‘Convitto Falcone’ una casa per bambini di strada in Ecuador, con ‘Biagio’ aiutiamo la Missione”.

Il cinema può aiutare a sognare?
“Assolutamente sì. I sogni sono cibo per l’anima…”.

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