Il ciclista Nibali contro il gioco d’azzardo

Il ciclista italiano Vincenzo Nibali sostiene ‘Mettiamoci in gioco’, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo. Nibali, tra i pochi corridori ad aver vinto Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna, ha aderito con un video in cui spiega le sue ragioni: ‘Giocare non è spingere il tasto di una slot, ma giocare a pallone, divertirsi con gli amici, stare in compagnia. Ci sono cose più importanti del gioco d’azzardo per cui spendere i nostri soldi”.

Sotto la pressione della società civile, che non ha mollato nei momenti più difficili della battaglia, nel varo della legge di stabilità 2016 il Parlamento Italiano ha introdotto sostanziali novità: divieto totale di pubblicità in TV dalle 7 alle 22 e sempre per tutti gli ambiti che riguardano i minori; limiti e distanze, decisi da Comuni e Regioni, e su tutto il territorio nazionale;aumento deciso della tassazione; stop all’installazione di nuove slot AWP già dal prossimo anno; norme più severe per il contrasto al gioco online illegale; raddoppiato il fondo per la cura del GAP.

Questo è stato un primo passo importante, ma la Campagna ‘Mettiamoci in Gioco’ non abbassa la guardia: “Quanto previsto sul gioco d’azzardo nella legge di stabilità va nella direzione giusta. In particolare, il divieto di pubblicità dalle ore 7.00 alle ore 22.00 per le tv e le radio generaliste non è ancora il divieto totale da noi richiesto, ma è certamente una prima, seria, misura di contenimento della promozione del gioco d’azzardo.

Inoltre, riteniamo fondamentale che, nel definire caratteristiche, distribuzione e concentrazione dei punti vendita, vengano coinvolte le Regioni e gli Enti locali. Dobbiamo ringraziare, per questo risultato, anche quei parlamentari che da tempo si stanno battendo con noi per regolamentare davvero il gioco d’azzardo nel nostro paese. A tal proposito, ribadiamo la necessità di avere, al più presto, una legge quadro per tale settore.

C’è una buona proposta approvata in Commissione Affari sociali che langue nelle aule parlamentari. Ci attendiamo che parlamento e governo assumano impegni precisi al riguardo”. Infatti nei primi 9 mesi dell’anno ha visto raggiungere la cifra di 330.000.000 giocate con un incremento di più del 30% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Inoltre negli stessi mesi sono stati oscurati, in quanto illegali, 5.526 siti, in aumento rispetto ai 5.497 del precedente rilevamento. L’intero settore, compreso l’online, ha raccolto scommesse per € 513.000.000 contro € 350.000.000 del settembre 2014, con +46,5%, arrivando così a quasi € 4.000.000.000 in nove mesi con 330.000.000 giocate.

Quindi in Italia è cresciuto il mercato del gioco di azzardo, specialmente tra i minori che, per legge, non dovrebbero ‘giocare’, in stretta correlazione con l’assunzione di sostanze e di alcol; ciò è emerso dalla ‘Relazione annuale al Parlamento 2015 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia’ predisposta dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri.

I dati sono preoccupanti a partire da quello dei sequestri di sostanze stupefacenti operati dalle forze dell’ordine che nel 2014 sono cresciuti del 111%, arrivando a oltre 152 tonnellate. Un dato che è però frutto soprattutto di un anno record per i sequestri di cannabis, a conferma di un mercato in piena salute.

La marijuana sequestrata è infatti aumentata del 15,93% e l’hashish addirittura del 211,3%. Cresce anche l’eroina del 5,3%, a conferma di un ritorno del consumo di questa sostanza, mentre calano i sequestri di cocaina, scesi del 21,9% anche se la sostanza resta quella che più arricchisce i clan.

Contrastanti i dati sulle droghe sintetiche: nel 2014 si è registrato un calo del 56,3% del quantitativo sequestrato (appena 42 chili), mentre aumenta del 23,9% in termini di dosi intercettate, più di 9.000. Ma anche l’azzardo è in aumento: secondo la Relazione negli ultimi 12 mesi il 54% degli italiani ha ‘giocato’ almeno una volta.

Più incerto il dato delle dipendenze ma i numeri sicuramente inquietano, come spiega la Relazione: “La stima dei giocatori d’azzardo ‘problematici’ (cioè di coloro che giocano frequentemente investendo anche discrete somme di denaro ma che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica pur essendo a forte rischio evolutivo) varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione (da 767.000 a 2.296.000 italiani adulti),

mentre la stima dei giocatori d’azzardo ‘patologici’ (una vera e propria malattia che si manifesta con una dipendenza patologica incontrollabile) varia dallo 0,5% al 2,2% (da 302.000 a 1.329.000)… Da alcune osservazioni emergerebbe che il 60% degli introiti totali da gioco (almeno per quanto riguarda le slot machine) sarebbero alimentati proprio da questa quota minoritaria di giocatori patologici più vulnerabili”.

Secondo questa Relazione risulta ancor più grave il dato relativo ai minorenni. Nella popolazione studentesca (15-19 anni), la pratica del gioco d’azzardo arriva al 49,4%. Questa popolazione è composta da una quota di giocatori sociali (39%), da giocatori problematici (7,2%) e da giocatori patologici (3,2%):

“Una interessante anche se preoccupante associazione è stata trovata tra frequenza della pratica del gioco d’azzardo e consumo di sostanze che evidenzia una correlazione lineare tra le due condizioni sia nella popolazione giovanile (15-19 anni) sia in quella generale (15-64 anni)”.

In particolare gli studenti giocatori problematici “evidenziano associazioni positive con aver fatto binge drinking (bere 5 o più unità alcoliche in un tempo ristretto), con essere un fumatore quotidiano di sigarette, aver assunto almeno una volta sostanze psicoattive ‘sconosciute’, così come aver consumato nell’ultimo anno almeno una sostanza illegale e/o essere un frequent user di cannabis (20 o più volte nell’ultimo mese)”.

Il problema esiste ed è andato crescendo in questi ultimi anni anche a causa della sempre maggiore diffusione delle opportunità di gioco tramite internet e le nuove applicazioni degli smart-phone.

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