Via Crucis, la passione e morte di Cristo nei luoghi di Sydney

In silenzio nella cripta e preghiera nella prima stazione. Papa Benedetto XVI dà il via alla via Crucis della XXIII GMG, con la croce che ha fatto il giro del mondo tra i giovani dei cinque continenti. Proprio di fronte alla cattedrale di St. Mary, la prima stazione della spettacolare rappresentazione, fatta di musica, danze e balli, che il papa ha continuato a seguire in televisione. Il commento fuori campo fa apprezzare le performance mimiche dei giovani attori, tutti impegnati in un cammino nella diocesi, che provano da almeno sei mesi.

Ad interpretare il personaggio di Gesù, Alfio Stuto, giovane australiano con i genitori di origine italiana. In tutto, oltre 80 attori per un cast fatto di soldati romani, donne di Gerusalemme e autorità religiose, diretto dal regista Fr Franco Cavarra, foindatore del Melbourne Art Festival e non nuovo alle rappresentazioni di un certo livello. Le stazioni sono prese dal nuovo testamento della Bibbia di Gerusalemme, mentre i testi delle riflessioni e le preghiere sono state preparate da Peter Steele, sacerdote australiano.

Numerosi i temi ruotati intorno alle problematiche e alle aspettative del mondo giovanile, in linea con le parole pronunciate negli scorsi giorni sia dal papa che dal cardinale Pell. “Signore, tu conosci sulla tua pelle cosa vuol dire soffrire lo stress e gli attacchi – è stato detto durante una meditazione – Tu guardi dentro di noi, nel nostro mondo, molti tipi di ansietà, depressione, solitudine e paura. Tu conosci come possiamo essere tentati, evadere le notre responsabilità attraverso l’alcol, la droga, Internet o altre distrazioni. Aiutaci, nello Spirito Santo, ad avere gli occhi aperti e coraggiosi.”

La rappresentazione della Passione e morte di Cristo ha avuto per scenario i luoghi più famosi del centro cittadino, tutti pieni di giovani spettatori. Ogni stage ha avuto una sua propria ambientazione, tranne nel porto, dove il tutto si è svolto sul molo. Oltre alla bellezza dei set, disegnati da Michael Scott Mitchell, al Domain, all’Art gallery e a Barangaroo, la vista si è fatta veramente spettacolare quando il corteo ha avuto come sfondo l’Harbour Bridge e l’Opera House.


Alcune immagini della Via Crucis (Foto Reuters)

Sempre presente il tema degli aborigeni, che hanno danzato in diverse stazioni, e hanno scortato la croce nella stazione sette, quella del Cireneo. Entusiasti giovani e pellegrini: lo spettacolo-preghiera ha colpito. Tanta la soddisfazione degli organizzatori. Tra di loro anche una delle responsabili della terza stazione, la milanese Federica Imperiali, trasferita a Sydney. “Abbiamo lavorato tanto per confezionare tutto questo – ha detto – Lo abbiamo fatto soprattutto per fede, che è la spinta in più che dà la voglia di continuare sempre, anche in presenza di problemi, perché c’è un ideale superiore”. “Il gruppo è stato stupendo – ha aggiunto – C’è stata tanta passione da parte di tutti gli attori, tutti volontari, degli organizzatori. C’un grande spirito intorno a tutto ciò, perché questo non succede spesso nell’organizzazione degli altri eventi”.

Secondo i dati forniti dagli organizzatori, la Via Crucis è stata seguita da 500milioni di telespettatori in tutto il mondo.

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