La giornata del Papa con lo sguardo al Messico

Nella messa per l’ America Latina il Papa conferma il suo viaggio di febbraio in Messico, a Gadalupe e chiede preghiere per gli 80 anni di matrimonio dei sui genitori. E sono le parole della liturgia della III domenica di Avvento, la domenica “Gaudete” che ispirano a Papa Francesco la riflessione su Maria, come Patrona delle Americhe, la Vergine di Guadalupe . “In Maria- dice nella omelia- Dio gioisce e si compiace in modo speciale. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, il Salve Regina, chiamiamo Maria “madre di misericordia””.

L’Avvento, il momento in cui “Il Signore è vicino”, e niente ci deve angustiare, come Maria diceva a San Juan Diego: non avere paura io sono tua mamma. “ La più grande misericordia – dice il Papa- risiede nel suo essere in mezzo a noi, nello stare in sua presenza e compagnia. Cammina al nostro fianco, ci mostra la strada dell’amore, ci risolleva quando cadiamo, ci sostiene nelle nostre fatiche, ci accompagna in tutte le circostanze della nostra esistenza. Ci apre gli occhi per farci vedere le nostre miserie e quelle del mondo, ma allo stesso tempo ci riempie di speranza”.

A Maria il Papa affida “le sofferenze e le gioie dei popoli di tutto il continente americano, che la amano come madre e che la riconoscono come “patrona”, con il titolo devozionale e tanto amato di Nostra Signora di Guadalupe”.

Tra le preghiere della messa celebrata in spagnolo una speciale del Papa, improvvisata, per i suoi genitori “che mi hanno dato la vita e che 80 anni fa come oggi si sono sposati”. Un pensiero alla unità della famiglia, e perché sia promuova una cultura dell’incontro nelle nazioni americane, e perché i pastori della Chiesa siano apostoli di misericordia e messaggeri del perdono e della riconciliazione “del nostro popolo”.

A fianco all’altare l’immagine della Madonna di Guadalupe. Immagine che è anche sulla casula di Francesco.

Questa mattina si è intanto conclusa la ennesima riunione della commissione cardinalizia che aiuta il Papa nella riforma della Curia. La novità dei tre giorni di lavoro è la nascita di un nuovo gruppo di lavoro sul futuro dell’economia della Santa Sede che ha già avuto la prima riunione. Durante il Consiglio, oltre alle finanze della Santa Sede, si è parlato anche di decentralizzazione, del nuovo dicastero “Laici, Famiglia e Vita”, ancora tutto da definire, e dei lavori della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

Al gruppo che si dedicherà alla economia partecipano i rappresentanti della Segreteria per l’Economia, la Segreteria di Stato, il Governatorato, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) e della Segreteria per la comunicazione. Sembra così che sia tramontata l’era dei consulenti esterni e degli esperti presi da fuori a collaborare con il Vaticano. Gli incontri del 2016 saranno  8-9 febbraio; 11-13 aprile; 6-8 giugno; 12-14 settembre; 12-14 dicembre.

Pubblicato oggi anche un rescritto, una risposta scritta ad una domanda, del Papa per la creazione di una commissione sulle attività sanitarie legata alla Segreteria di Stato vaticana, che si propone di “contribuire alla più efficace gestione delle attività e della conservazione dei beni mantenendo e promuovendo il carisma dei fondatori”. Fungerà da controllo e vigilanza su come le strutture sanitarie gestite dalle Congregazioni religiose gestiscono denaro e beni.

Si chiama “Pontificia Commissione per le Attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa”. La commissione sarà in attività “finché non verrà diversamente disposto”. La Commissione fungerà come un organo della Curia e sarà composta da un presidente e da 6 esperti nelle discipline sanitarie, immobiliari, gestionali, economico/amministrative e finanziarie, e farà riferimento diretto al Segretario di Stato. La commissione potrà accedere ad atti e risorse, e potrà avvalersi di consulenti esterni per portare avanti la sua missione, che consiste prima di tutto “nello studio generale della sostenibilità del sistema sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa”. E poi nel proporre un piano di uscita “delle situazioni di crisi in funzione delle risultanze dello studio più generale” e di proporre nuovi modelli operativi “per le persone giuridiche pubbliche operanti nel settore sanitario, in grado di attuare il carisma originario nel contesto attuale.”

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