Messa per i cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno. Cordoglio per le vittime in Romania. La giornata del Papa

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È un Papa Francesco forse un po’ incupito dalle indagini per la fuga di notizie in Vaticano quello che si reca in Basilica Vaticana per celebrare, come ogni anno, la Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’ultimo anno.

Mentre la stampa si interroga sulle ragioni dell’ennesima fuga di notizie riservate dalle mura vaticane, Papa Francesco tratteggia invece quella che per lui è la figura del pastore. Una figura di servizio, perché – dice nell’omelia – “chi serve, salva. Al contrario, chi non vive per servire, non serve per vivere.”

Per molti sembra naturale legare queste parole alle vicende delle fughe di notizie, che vedono indagati Francesca Immacolata Chaouqui e mons. Lucio Vallejo Balda, membro e segretario della Commissione che il Papa aveva istituito per valutare una proposta di razionalizzazione delle finanze vaticane, la COSEA.

Ma le omelie del Papa sono in realtà centrate sul Vangelo del giorno, molto brevi secondo i dettami che lui stesso ha delineato nell’Evangelii Gaudium, e scevre da riferimenti diretti all’attualità.

Il Papa infatti guardava ai cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno, e ha ricordato ai concelebranti che anche noi “siamo chiamati a rinnovare la scelta di servire nella Chiesa. Il ministro di Gesù, venuto per servire e non per essere servito, non può che essere a sua volta un Pastore pronto a dare la vita per le pecore. Chi serve e dona, sembra un perdente agli occhi del mondo. In realtà, proprio perdendo la vita, la ritrova. Perché una vita che si spossessa di sé, perdendosi nell’amore, imita Cristo: vince la morte e dà vita al mondo. Chi serve, salva. Al contrario, chi non vive per servire, non serve per vivere”.

Papa Francesco ha anche sottolineato che “l’amore di Dio concreto,” così tanto che ha
“preso su di sé la nostra morte. Per salvarci, ci ha raggiunti là dove noi eravamo andati a finire, allontanandoci da Dio datore di vita: nella morte, in un sepolcro senza uscita.”

È questo l’abbassamento compiuto da Gesù, che non ha fuggito la morte, ma “l’ha presa pienamente su di sé, con tutte le sue contraddizioni,” e ora noi “guardando a Lui, credendo in Lui, veniamo salvati da Lui.” Ma Gesù non ha vinto in maniera “trionfante,” ma “umilissima,” perché “innalzato sulla croce, lascia che il male e la morte si accaniscano contro di Lui mentre continua ad amare.” Una realtà difficile da accettare, un “mistero,” il cui segreto “sta tutto nella forza dell’amore.” Dice il Papa: “Gesù non solo ha tolto il male, ma l’ha trasformato in bene. Non ha cambiato le cose a parole, ma con i fatti; non in apparenza, ma nella sostanza; non in superficie, ma alla radice. Ha fatto della croce un ponte verso la vita. Anche noi possiamo vincere con Lui, se scegliamo l’amore servizievole e umile, che rimane vittorioso per l’eternità. È un amore che non grida e non si impone, ma sa attendere con fiducia e pazienza, perchè è bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore”.

Domandiamo – ha concluso Papa Francesco – “di rivolgere il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra; all’amore di Dio e del prossimo, più che ai nostri bisogni. Che non abbiamo a inquietarci per quello che ci manca quaggiù, ma per il tesoro di lassù; non per quello che ci serve, ma per ciò che veramente serve. Che sia sufficiente alla nostra vita la Pasqua del Signore, per essere liberi dagli affanni delle cose effimere, che passano e svaniscono nel nulla. Che ci basti Lui, in cui ci sono vita, salvezza, risurrezione e gioia. Allora saremo servi secondo il suo cuore: non funzionari che prestano servizio, ma figli amati che donano la vita per il mondo”.

Nella giornata del Papa, anche un telegramma inviato al presidente romeno Klaus Werner Iohannis, per esprimere cordoglio per la strage avvenuta in una discoteca di Bucarest lo scorso venerdì. Sono stati quasi 30 i morti causati da una esplosione in una discoteca del centro lo scorso venerdì. Erano presenti nella discoteca tra le 300 e le 400 persone per l’esibizione del gruppo metal “Goodbye to Gravity,” ma c’era una sola uscita e nessun estintore. Anche i soccorsi sono arrivati in ritardo.

Con un telegramma firmato dal Segretario di Stato vaticano, il Cardinal Pietro Parolin, Papa Francesco ha espresso “profondo dolore” per il “tragico incidente avvenuto nella discoteca di Bucarest,” nella quale “hanno perso la vita tanti giovani.”

Intanto, proseguono le indagini in Vaticano per la fuga di documenti. Raccontano che il Papa sia stato profondamente addolorato per le indagini in corso. I documenti riservati sarebbero le fonti di due libri sulle finanze vaticane in uscita nei prossimi giorni. Nel comunicato in cui si dava notizia delle indagini, la Sala Stampa della Santa Sede ha sottolineato che “pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa.”

Nessun aggiornamento è arrivato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. Monsignor Lucio Vallejo Balda, economo esperto – che pure con la diocesi di Astorga era incappato nell’infortunio di un investimento nel fondo Gescartera che fu centro di uno scandalo finanziario a inizio anno 2000 – è ancora agli arresti. Rilasciata invece Francesca Immacolata Chaouqui, perché starebbe collaborando con gli inquirenti.

Mons. Vallejo Balda era segretario della Prefettura per gli Affari economici vaticano, organismo che è stato sostituito dalla Segreteria per l’Economia e che sarà presto da lei completamente assorbito. Entrato in Vaticano nel 2011, non era riuscito a raggiungere la berretta episcopale con Benedetto XVI, e sotto Papa Francesco aveva raggiunto una certa importanza, diventando il deus ex machina della COSEA. Come membro della COSEA, aveva anche chiamato Francesca Immacolata Chaouqui come membro. Né l’uno né l’altra furono però confermati in uno dei nuovi dicasteri economici vaticani nati con la riforma, ovvero la Segreteria per l’Economia e il Consiglio per l’Economia.

Durante il processo di valutazione e riforma, erano entrati in Vaticano anche molti consulenti esterni. Alcune delle carte riservate pubblicate in anticipazione da quotidiani sembrano provenire proprio dall’ambiente delle consulenze esterne.

Intanto, oggi la Reuters dà notizia anche di una indagine sull’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) che sotto Papa Francesco stava venendo sempre più delineata come “banca centrale.” Nel rapporto MONEYVAL, l’APSA era piuttosto trattato come un ente centrale dello Stato, e veniva sottolineato che c’erano sì dei conti, ma che questi conti – pochissimi, e generalmente vitalizi garantiti a coloro che avevano lasciato alla Santa Sede tutte le loro sostanze – stavano venendo progressivamente dismessi. Secondo la Reuters, le indagini vaticane si concentrano sull’uso di uno di questi conti tra il 2000 e il 2011, con un possibile sospetto di riciclaggio.

Le indagini raccontano comunque di un sistema finanziario di controllo vaticano ormai efficiente e a regime, come testimoniano i rapporti annuali dell’Autorità di Informazione Finanziaria, l’organismo di controllo vaticano.

A dicembre, il sistema finanziario della Santa Sede sarà oggetto di un altro “rapporto dei progressi” presso MONEYVAL, il comitato del Consiglio d’Europa che valuta l’aderenza degli Stati parte agli standard internazionali antiriciclaggio.

Nell’ultimo rapporto, il sistema finanziario della Santa Sede aveva avuto una valutazione positiva.

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