Giornata del Creato: in preghiera con gli ortodossi

Con una lettera indirizzata al card. Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e al card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, papa Francesco ha accolto la proposta della Chiesa Ortodossa di celebrare una ‘Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato’ da oggi 1° settembre, giorno in cui la Chiesa italiana celebra da 10 anni la ‘Giornata del Creato’:

“In comunione di preghiera con i nostri fratelli ortodossi e con tutte le persone di buona volontà, vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo. In tutto il mondo, le varie realtà ecclesiali locali hanno programmato opportune iniziative di preghiera e di riflessione, per rendere tale Giornata un momento forte anche in vista dell’assunzione di stili di vita coerenti.

Con i vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate e i fedeli laici della Curia romana, ci troveremo nella Basilica di S. Pietro alle ore 17, per la Liturgia della Parola, alla quale fin d’ora invito a partecipare tutti i romani, e tutti i pellegrini e quanti lo desiderano”.

La Chiesa ortodossa in questa giornata celebra il proprio capodanno e su proposta fatta nel 1989 dal patriarca di Costantinopoli Dimitrios che nell’enciclica indirizzata per l’inizio dell’anno ecclesiastico fu istituita tale giornata, avvertendo il pericolo per il deteriorarsi dell’ambiente e la responsabilità della Chiesa nei confronti dell’opera di Dio. Nella lettera il papa ha sottolineato questa condivisione con il patriarca ecumenico Bartolomeo:

“Come cristiani vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo. Per questo dobbiamo prima di tutto attingere dal nostro ricco patrimonio spirituale le motivazioni che alimentano la passione per la cura del creato, ricordando sempre che per i credenti in Gesù Cristo, Verbo di Dio fattosi uomo per noi, ‘la spiritualità non è disgiunta dal proprio corpo, né dalla natura o dalle realtà di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ciò che li circonda’…

L’annuale Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato offrirà ai singoli credenti ed alle comunità la preziosa opportunità di rinnovare la personale adesione alla propria vocazione di custodi del creato, elevando a Dio il ringraziamento per l’opera meravigliosa che Egli ha affidato alla nostra cura, invocando il suo aiuto per la protezione del creato e la sua misericordia per i peccati commessi contro il mondo in cui viviamo.

La celebrazione della Giornata, nella stessa data, con la Chiesa Ortodossa sarà un’occasione proficua per testimoniare la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi”. Ed il patriarca ecumenico Bartolomeo I nel messaggio di risposta ha sottolineato: “Come Cristiani Ortodossi siamo stati istruiti dai Padri della Chiesa a limitare per quanto possibile le nostre necessità. Al principio del consumismo contrapponiamo il principio della ascesi. Un principio del limitare le necessità all’indispensabile.

Questo non comporta privazione ma la razionalizzazione del consumo e la condanna etica dello spreco… Noi uomini siamo i distruttori della creazione con la nostra cupidigia, col nostro attaccamento alla terra, ai beni terrestri, che ci sforziamo continuamente di aumentare, come il ‘ricco stolto’ del Vangelo. Dimentichiamo lo Spirito Santo, nel Quale anche sia viviamo sia ci muoviamo e sia esistiamo. Questo significa che si può affrontare la crisi ecologica realizzandola in modo concorde, sempre tuttavia nello Spirito Santo, attraverso la Grazia del Quale sono benedetti i nostri sforzi umani e tutta la natura si rinnova e torna al principio, come era stata creata ‘assai buona’ da Dio”.

Così inizia un nuovo cammino ecumenico con la Chiesa ortodossa per la difesa dell’ambiente, come aveva già sottolineato il papa nell’incipit dell’enciclica ‘Laudato si’, tantoché questo percorso ecumenico si può avvertire anche nel messaggio per la 10ª Giornata per la custodia del creato, in cui i vescovi italiani invitano a cogliere il ‘kairos’ di questa giornata di preghiera in preparazione al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale (‘In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo’ a Firenze dal 9 al 13 novembre) ed al Giubileo della misericordia che si aprirà l’8 dicembre 2015:

“Uno sguardo credente cercherà di cogliere nei momenti evidenziati i legami che lo Spirito intesse, con una lettura in profondità dei segni dei tempi, secondo l’indicazione formulata proprio 50 anni fa dalla Costituzione conciliare ‘Gaudium et spes’. In questa direzione, vorremmo riscoprire in questo Messaggio una ‘sapienza dell’umano’, capace di amare la terra, per abitarla con sobria leggerezza”.

In questo modo i vescovi invitano i cattolici a leggere la bellezza del creato con occhi nuovi in grado di rinnovare l’uomo: “La creazione appare così come spazio da abitare nella pace, coltivandolo e custodendolo, per costruirvi una vita buona condivisa. L’esperienza di tante generazioni credenti si fa così invito per noi, perché impariamo anche oggi a vivere in tale orizzonte la nostra umanità, abitando la terra con una sapienza capace di custodirla come casa della famiglia umana, per questa e per le prossime generazioni”.

La sfida che i vescovi lanciano sull’esempio dell’enciclica papale è una ‘conversione ecologica’ per rendere la terra una casa abitabile per la vita di tutti: “Strettamente connessa a tale importante questione è la difficoltà a garantire il diritto al cibo in un tempo di instabilità climatica crescente.

Sempre più spesso eventi metereologici estremi devastano la terra e la vita delle persone. Siamo invitati a quella ‘responsabilità di proteggere’ che impegna le Nazioni a un’azione condivisa per contenere le emissioni che modificano il clima e riscaldano il pianeta”.

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