XIII Domenica del Tempo Ordinario

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“Perché vi agitate e piangete?” dice Gesù. Eccolo avvicinarsi, pronto a donarci quella sicurezza che ci manca, quel sostegno che cerchiamo e quel conforto che ci serve per continuare a camminare. Ed è così che ci prende per mano e ci dice “Talità kum” che significa “… io ti dico: alzati!”. Con dolcezza e altrettanta fermezza ci invita a rialzarci e ci offre la sua mano per sollevarci dalla nostra condizione. Egli è pronto ad intervenire in ogni situazione di dolore, di sofferenza e di male. Chiede una sola cosa: “Non temere, soltanto abbi fede”.

Ci chiede di avere fede in Lui, di fidarci e di affidarci. E’ la fede, infatti, che ci salva. “… la tua fede ti ha salvata” dirà alla emorroissa, la “donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando”, precisa l’evangelista Marco. Gesù anche in questo secondo episodio ribadisce che è la fede ciò che salva le nostre vite. E’ la fede che ci guarisce dalle malattie. E’ la fede che ci spinge a toccare le vesti di Gesù e che ci salva. Da Lui scaturisce la forza capace di ridare alla nostra esistenza calore, colore e senso. Questa forza è in Gesù, l’unico Maestro, il solo punto di riferimento della nostra vita. Avere fede in Lui, fidarsi e affidarsi è, probabilmente, ciò che più ci manca e di cui più abbiamo bisogno per guarire dai nostri piccoli e grandi dolori e dalle nostre malattie morali e spirituali. La fede, invece, dona alla vita un senso di grandezza, avvertiamo di essere protagonisti e destinatari dell’amore di Dio e della sua infinità bontà. La fede dona gioia al cuore rendendo la nostra ragione consapevole e capace di fare scelte secondo Dio. Scelte di vita libere, serene e pacificate. Scelte capaci di essere segno in un mondo e in un tempo nel quale c’è molto bisogno di testimoni più che di maestri. Scelte di vita bella dalle quali deve trasparire l’amore per l’uomo e il creato. Scelte piene di umanità. Scelte che, quindi, dovranno essere fatte da cuori abitati dalla fede.

La fede, infatti, è capace di farci vedere oltre l’ordinario rendendo il nostro quotidiano pieno di quella luce che viene da Dio e che ci permette di vincere le nostre paure, i nostri tremori le nostre ansie guarendoci da ogni male.

Questi due “miracoli” di Gesù così come ce li ha raccontati Marco ci mostrano, perciò, quello straordinario che, la fede, è capace di realizzare cambiando totalmente le nostre fragili esistenze. Si tratta di una fede che si esprime attraverso gesti di fiducia che ciascuno di noi può compiere per cercare la “guarigione” personale ma anche per cercare quella di altri amici e parenti che grazie alla nostra fede potranno essere guariti e salvati dalle vie della morte. Nel primo e nel secondo caso, ciò che conta è sempre la fede. E’ la fede che ci salva e che salva il mondo. E Dio solo sa di quanta fede ha oggi bisogno il mondo per ritrovare la via della salvezza. Per questo preghiamo e facciamolo, appunto, con fede.