Caritas: migranti fattori di sviluppo

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E’ stato presentato oggi a Expo Milano 2015 il 24° Rapporto Nazionale Caritas e Migrantes nel corso del convegno “Migranti e Cibo, dallo sfruttamento lavorativo all’imprenditoria etnica”. Dall’esperienza maturata in tanti anni di servizio, Caritas e Migrantes hanno voluto raccontare quanto l’Italia e gli italiani ricevono dai migranti che hanno scelto o continuano a scegliere il territorio italiano come meta di emigrazione; descrivere i volti delle persone che si incontrano, dei nuovi cittadini che, pur non essendo italiani, contribuiscono attivamente a sostenere l’Italia ancora in difficoltà economiche e culturali.

Al convegno sono intervenuti: il presidente di Caritas Italiana, cardinal Francesco Montenegro e don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana e monsigno Nunzio Galantino, Segretario Generale della Cei. Nel discorso di apertura dei lavori il cardinale Montenegro ha sottolineato: «In questo contesto bisogna attirare l’attenzione sul fatto che l’immigrazione non solo è un’emergenza, ma anche una ricchezza. L’Italia è un crocevia di culture e la parte non italiana è indispensabile per i nostri territori. Più volte l’Europa è stata chiamata ai propri doveri e più che mai oggi parlare di immigrazione significa parlare di cittadini che sono in Italia da 30 anni, di altri che sono nati in Italia, di coppie miste e di migranti congiunti».

«Il tema dell’immigrazione non deve essere liquidato a una lettura a compartimenti stagni, ma bisogna partire dalla carne dei poveri per promuovere il nuovo umanesimo contro la cultura dello scarto – ha detto mons. Galantino nel corso del suo intervento –. La Chiesa, con Caritas Italiana, si sente chiamata con urgenza ad offrire il proprio contributo. Essere a Expo serve a ricordare che c’è gente che come noi è venuta a parlare anche del fenomeno dei popoli migranti, che devono essere visti come un’occasione positiva di crescita». Questo Rapporto Immigrazione descrive la situazione della mobilità internazionale e nazionale, per poi soffermarsi su due argomenti: il cibo come causa delle migrazioni e il cibo come occasione di sviluppo, guardando il migrante come persona attiva e propositiva in grado di dare e contribuire allo sviluppo del Paese.

Anche per questo «noi abbiamo la pretesa di rappresentare i poveri a Expo – ha spiegato monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana -: vogliamo offrire stili di vita equilibrati, pensando il cibo non soltanto come alimento del corpo ma anche come nutrimento dell’anima, attraverso la condivisione e la solidarietà». «L’incrocio tra cibo e sviluppo portato anche dai migranti – dice monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale di Migrantes -, riporta attorno al tema di questo Expo – un’occasione per mettere al centro “carità e verità”: La fame nel mondo ci aiuta a riflettere sul cibo come una risorsa da condividere in modo significativo». Ad inizio 2014, si registrano in Italia 60.782.668 abitanti, di cui 4.922.085 straniere, che rappresentano l’8,1% della popolazione totale. Gli stranieri in Italia, nel corso del 2014, hanno prodotto l’8,8% della ricchezza nazionale, pari a oltre 123 miliardi di euro.

CartLa storia dell’immigrazione italiana è caratterizzata da una continua e costante interpretazione negativa ed emergenziale del fenomeno, come a rifiutare gli ultimi quarant’anni di storia nazionale che è stata scritta inevitabilmente insieme ai migranti, divenuti ormai parte integrante e strutturale dei territori, demograficamente attiva, economicamente produttiva, culturalmente vivace, e religiosamente significativa, indispensabile al futuro di un Paese altrimenti destinato a spegnersi inesorabilmente.

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