Il Papa, i bambini e la sacralità della vita

I bambini nel cuore del Papa. Ieri sera Francesco ha incontrato un gruppo di piccoli malati, questa mattina i protagonisti del “ Treno dei Bambini” e poco prima ha parlato alla Associazione Scienza e vita ricordando i “terrorismi” contro la sacralità della vita. Parole chiare quelle del Papa contro aborto, eutanasia e ogni forma di “cultura dello scarto”.

Non ascoltare chi propone l’aborto, perché “mai, mai si risolve un problema facendo fuori una persona. Mai. Questo è il regolamento dei mafiosi: ‘C’è un problema, facciamo fuori questo…’. Mai”. E’ la risposta di Papa Francesco al padre di uno dei venti bambini che ieri pomeriggio hanno incontrato Bergoglio a Casa Santa Marta, su iniziativa dell’Unitalsi.

“Tu hai detto che ti hanno consigliato l’aborto”, ha annotato il Papa prima di elogiare la presa di posizione di quel padre: “Hai detto: ‘No, che venga, ha diritto a vivere’”. “Il fatto che in un mondo dove è tanto quotidiano vivere la cultura dello scarto, quello che non va bene si scarta, voi portate questa situazione così, mi permetto di dirlo – ma non voglio fare una lusinga, no, dal cuore lo dico – questo è eroicità. Voi siete dei piccoli eroi della vita”, ha detto Francesco.

“Io vi accompagno così come sono, come sento – ha detto poi -. E davvero io non sento una compassione momentanea, no. Io vi accompagno con il cuore in questa strada, che è una strada di coraggio, che è una strada di croce, ed anche una strada che a me fa bene, mi fa bene il vostro esempio”.

Il Papa ha parlato a lungo della sofferenza dei bambini e poi ha concluso: “Non abbiate paura di chiedere, anche di sfidare il Signore. “Perché?”. Forse non arriverà alcuna spiegazione, ma il Suo sguardo di Padre ti darà la forza per andare avanti”. “E forse questo sentimento di tenerezza verso il tuo bambino ammalato sarà la spiegazione, perché è lo sguardo del Padre. Non abbiate paura di chiedere a Dio: “Perché?”, sfidarlo: “Perché?”, sempre che siate con il cuore aperto a ricevere il Suo sguardo di Padre”.

Il Papa questa mattina ha ricevuto la Associazione Scienza e Vita con intenso discorso su quelli che ha definiti “attentati alla sacralità della vita umana come “la piaga dell’aborto”, ma anche “lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. È attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. È attentato alla vita la morte per denutrizione. È attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma anche l’eutanasia.”

Il Papa ricorda i temi a lui cari dell’ “uscire per incontrare e incontrare per sorreggere. Il dinamismo comune di questo movimento va dal centro verso le periferie. Al centro c’è Cristo. E da questa centralità vi orientate verso le diverse condizioni della vita umana.” Così il Papa sottolinea, come i suoi predecessori, che “il grado di progresso di una civiltà si misura proprio dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili, più che dalla diffusione di strumenti tecnologici.”

E con i bambini in situazioni di disagio il Papa si è fermato a lungo a fine mattinata. Il Cortile dei Gentili ancora una volta apre le porte del Vaticano ai più piccoli, e il treno dei bambini arriva su una FrecciaBianca dal sud Italia. Ci sono i figli di famiglie in difficoltà, vengono da Trani, Bari e da Roma. Papa Francesco si spende con ognuno di loro. Un abbraccio, una foto, una carezza dopo la benedizione e il dialogo fatto di semplici parole adatte ai più piccoli, e adatte a riaccendere la speranza nei grandi.

“ Sognando si può arrivare lontano, anche alla Madonna?” Chiede il Papa pensando al tema della giornata, il volo. Ma volare con la fantasia e con il cuore è un modo anche di entrare nel mondo dei sogni, non quelli che ci portano lontano, ma quelli che ci fanno pensare a Maria. Si può pregare nel sonno, e sognare Maria. Un dialogo di piccole cose che diventa lezione di fede: “ Non smettete mai di sognare, di ascoltare la parola di Gesù, perché ascoltando la parola di Dio, uno si fa grande, allarga il cuore e ama tutti.”

I ragazzi e i loro accompagnatori erano arrivati a Roma verso le 10.30 muniti di aquiloni colorati per testimoniare la voglia di volo, di evasione. 200 bambini accompagnati da un genitore, tanti volontari e una bellissima atmosfera di festa con la possibilità di riflettere sulla importanza del “volo” come “sogno” di preghiera.

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