Il vescovo di Alcalà: “tutelare minori e adulti vulnerabili con prevenzione e servizi diocesani”

Una lettera pastorale con «In difesa della vita: sugli abusi sessuali a minori e ad adulti vulnerabili». Così monsignor Juan Antonio Reig Pla, vescovo di Alcalá de Henares (Spagna), rilancia l’iniziativa di Papa Francesco, che lo scorso 2 febbraio ha firmato un documento per i presidenti delle Conferenze episcopali e i superiori degli istituti di Vita consacrata e le società di Vita apostolica, circa la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori.

Monsignor Reig Pla si sofferma sull’importanza di tutelare non solo i minori, ma anche gli adulti vulnerabili: «quest’ultimo aspetto è una realtà poco conosciuta sulla quale il Romano Pontefice ci invita analogamente a lavorare con fede, intelligenza e diligenza». Quindi un richiamo alla «virtù della castità, affinché il corpo diventi linguaggio personale e possa essere espressione del amore del dono di sé, ognuno secondo il suo stato, di celibe o sposato». La castità per il celibe significa «vocazione all’amore attraverso la continenza perfetta e perpetua per il Regno dei Cieli; per gli sposati, la castità guida il dono di sé nel linguaggio del corpo».

Entrambi gli stati (verginità e matrimonio) richiedono la redenzione del cuore, che si raggiunge con la grazia di Dio e la virtù della carità. «Chi non vive in modo casto e non impara, con l’aiuto divino, a governare se stesso non potrà far dono di sé, con verità, in nessun ambito della propria vita: matrimonio, famiglia, comunità ecclesiale o ambito sociale (lavoro, impresa, politica, ecc.). Senza castità i rapporti diventano sempre rapporti di potere, dove si manipola l’altro – “rendendolo un oggetto”- per i propri interessi». Per il vescovo di Acalà de Henares si rendono necessarie alcune misure preventive. A partire dalla diligente selezione dei formatori dei seminari e noviziati e dei candidati al diaconato, al sacerdozio ed alla vita religiosa», che tenga conto dell’ambito psichico e spirituale.

«Nessuno deve essere ordinato se non possiede i requisiti per essere un buon marito e un buon padre di famiglia. Anche i catechisti, professori di scuole cattoliche, professori di religione, devono essere scelti con tutto rigore». Oltre ad impedire l’ordinazione di persone non idonee, è necessario smascherare «qualsiasi rete o struttura di corruzione intraecclesiale»; preparare «programmi educativi di prevenzione per favorire “ambienti sicuri” per i minori», ma anche per gli adulti. Como si sta già portando avanti in altre nazioni, le vittime potenziali, secondo la loro età, dovrebbero imparare concetti fondamentali per la propria protezione. Molto importante anche la divulgazione del Magistero e della disciplina della Chiesa su questa materia, come le prassi virtuose che si intraprendono in molte parti del mondo: «l’ignoranza gioca a favore degli aggressori, dei complici e delle persone che nascondono i fatti».

La Diocesi di Alcalá de Henares ha creato un portale web specifico utile per tutti gli interessati: www.obispadoalcala.org/abusos.html. Infine è importante la promozione di «un’autentica educazione affettivo-sessuale che, sostenuta da un’antropologia adatta, promuova il rispetto dell’altro e la vocazione all’amore». Il vescovo spagnolo detta le linee d’azione, che passano anche dal Web, rimanendo a disposizione di tutti, e particolarmente di quanti hanno sofferto abusi e delle loro famiglie. Inoltre ha creato un Servizio di Assistenza Pastorale alle possibili vittime di abusi sessuali, alle loro famiglie e comunità, vincolato al Centro di Orientamento Famigliare (COF) Regina Familiae della diocesi spagnola. Il prelato suggerisce anche l’utilizzo di un filtro alla linea Adsl, simile a quello in dotazione alle reti diocesane, che non ha bisogno di essere installato poiché dipende direttamente dal servitore, che fornisce molti servizi di protezione; tra questi, limita l’accesso a siti internet con contenuti non appropriati.

«Raccomando il suo utilizzo a tutti: non soltanto è utile per proteggere i minori, ma sarà anche di gran aiuto per l’autoprotezione di giovani ed adulti di qualsiasi età». La lettera alla diocesi spagnola si conclude con l’invito alla preghiera: «Come ci ricorda l’apostolo Paolo “la speranza non delude” (Rm 5, 5). Ancorati in questa speranza, invito tutti a pregare – dice il pastore -, in primo luogo, per le vittime e le loro famiglie, per la verità e la giustizia. Dobbiamo anche pregare per la conversione degli aggressori e, in genere, per quelli che vivono una doppia vita».

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