Inaugurata in Vietnam la prima casa di formazione dei Servi della Carità

Il taglio del grosso nastro rosso, secondo l’usanza locale, è avvenuto nel distretto di Go Vap, alla presenza dell’arcivescovo metropolita dell’Arcidiocesi di Hô Chí Minh, Mons. Paolo Bùi Văn Đoc, di P. Sooshai Rathinam Superiore della Provincia Divina Provvidenza (Usa, Filippine, India e Vietnam), di P. Gustavo De Bonis, segretario generale e del parroco locale. Presenti molti religiosi di altri istituti, in piena comunione per l’evento, che hanno assistito alla benedizione della cappella, dei vasi sacri e degli ambienti, concelebrando a seguire l’Eucarestia nella grande parrocchia vicina.

“La casa, tre piani di 70 mq ciascuno, costruita su una piccola area offerta dalla generosità di due sorelle vietnamite, può dare accoglienza a un gruppo di una ventina di giovani studenti, che manifestano l’inclinazione alla vocazione religiosa guanelliana, per poter, in futuro, impegnarsi in questa loro Nazione a servire i più poveri secondo il carisma e lo stile di San Luigi Guanella” spiega P. De Bonis.

All’ingresso è stata posta la grande statua della Madre della Divina Provvidenza, a cui è dedicata la struttura. “Per ora non è possibile avere delle opere proprie, nemmeno di carattere caritativo o sociale, per cui è necessario aspettare che alcuni giovani Vietnamiti assimilino lo spirito guanelliano per diffonderlo nella società”.

Una inaugurazione avvenuta in una data estremamente significativa per la Congregazione, che proprio il 24 marzo del 1908 nasceva con la professione dei primi voti di San Luigi e dieci religiosi nel santuario del Sacro Cuore di Como.

“Siamo presenti in Vietnam da quattro anni” sottolinea P. Alfonso Crippa, Superiore Generale. “I nostri due confratelli indiani, Padre Felicks e Padre Jerin sono entrati appoggiandosi inizialmente alla Comunità dei Salesiani. Poi vivendo semplicemente in un piccolo appartamento con il gruppo dei primi giovani. L’anno scorso, nella mia visita a Saigon, ho potuto costatare i loro sacrifici compiuti per adattarsi alla nuova situazione: lo studio della lingua, la capacità di entrare in relazione con i giovani e con molta gente del posto che li ha accolti con generosità”.

Anche la risposta dei giovani finora è stata molto positiva: uno è attualmente in noviziato; altri due hanno iniziato il postulato, la preparazione al Noviziato, a Manila nelle Filippine. “La vitalità religiosa in questa Nazione è molto forte e anche la nostra Congregazione sono certo potrà essere arricchita dall’entusiasmo e dalla sensibilità di questi futuri guanelliani”.

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