Giovanni Calabria, un uomo delle periferie

Ecco un uomo che è vissuto nelle periferie amandole: Giovanni Calabria. Egli nacque a Verona l’8 ottobre 1873, ultimo di 7 figli di una famiglia povera che visse con quel poco che si riesce a guadagnare rattoppando le scarpe. Questo “poco”, alla morte prematura del padre, finì e Giovanni, ancora bambino, fu costretto ad interrompere le elementari per fare lavori umili. Il piccolo Giovanni era buono, fragile di salute, timido e un po’ pasticcione, dotato di una solida fede. In casa costruiva altarini, amava pregare.

Queste sue “attitudini” vengono vennero notate da don Pietro Scopini, allora rettore della Chiesa di S. Lorenzo, che lo preparò per tre anni agli esami di ammissione al liceo nel Seminario di Verona. Superati gli esami a fatica, Giovanni, venne ammesso come seminarista esterno. Non molto portato per lo studio – si impegnava molto ma i risultati non venivano – e di salute malferma, egli dovette superare non poche difficoltà e perplessità dei superiori, aiutato e sostenuto da don Pietro. Quando giunse il servizio di leva, allora obbligatorio,  nessuno fece nulla per ottenergli l’esenzione. Anzi il Rettore se ne guardò bene, sperando che i due anni di servizio di naia gli facessero dimenticare il Seminario. Giovanni tornò più risoluto di prima in Seminario, arricchito dell’esperienza di carità e umanità fatta.

L’11 novembre 1901 viene ordinato sacerdote. Nel 1908 venne nominato vicario della Chiesa di S. Benedetto al monte, dove incomincia ad accogliere i primi ragazzi abbandonati, creando grazie all’aiuto di laici, religiosi e preti, la “Casa buoni fanciulli”, approvata successivamente, nel 1932, dal vescovo come Congregazione dei poveri servi della Divina Provvidenza. Venti anni dopo, nel 1952, Giovanni dotò la Congregazione di un ramo femminile e, inoltre, Intuendo che nella Chiesa era maturato il tempo dei laici, per formarli diede vita alla “Famiglia dei fratelli esterni”. Promosse una riforma evangelica della Chiesa curando e facendo pubblicare dalla sua tipografia libri di celebri autori raccolta in una collana che titolò “Ora decisiva”. Lui stesso scrisse a questo riguardo appassionati articoli in riveste destinate ai sacerdoti. Morì il 4 dicembre 1954. Giovanni Paolo II lo proclamò santo nel 1999.

Della sua testimonianza vogliamo sottolineare, tra i molti, due aspetti. Anzitutto intenso e vasto fu l’impegno caritativo di don Calabria: egli ricevette qualsiasi persona in difficoltà e con ognuna di essa intrattiene una speciale relazione. Giovanni aiutò giovani poveri a diventare sacerdoti : li istruì nelle sue case e, poi, alle soglie della teologia li lasciò liberi di proseguire in altre diocesi e/o in altre Congregazioni.. Giovanni, inoltre, anticipando il Concilio Vaticano II, aderì a tutte le iniziative avviate per avvicinare i cristiani separati. In questa sua opera di apostolato a 360°, don Calabria fu animato dall’impegno quotidiano nel conoscere ed attuare la volontà di Dio. Nel suo Diario scrisse: «O santo o morto».

la foto: anni ’30, padre Natale di Gesù con Don Giovanni Calabria, sulla porta del ‘Conventino’ in Verona.
p. Natale di Gesù (G. Fada – Piardi)

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