Lo sguardo cristiano sulla finanza premiato dalla Centesimuns Annus pro Pontifice

Economia e società, temi caldi nel mondo e per la dottrina sociale della Chiesa, dal Vaticano arriva il premio anche quest’anno per lo studio più interessante in materia.

é la Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice che per la seconda volta assegna il premio, quest’ anno al francese Pierre de Lauzun, che lavora da decenni con grandi responsabilità nel settore finanziario e bancario e che si pronuncia su temi specifici di attualità, ma fonda i suoi giudizi sul confronto con la grande tradizione della cultura europea. Ciò gli permette di evitare di cadere in una visione semplicistica e riduttiva della realtà.

Il testo premiato si divide in tre parti. Nella prima espone i giudizi della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali sui problemi economici del loro tempo. De Lauzun non si accontenta mai del semplice enunciato della tradizione, ma tenta sempre di coglierne il significato profondo.

La seconda parte è dedicata ai contributi più rilevanti della Dottrina Sociale della Chiesa dei Papi moderni in ambito economico, soprattutto per quanto riguardo il tema della finanza.

Sulla base di questi due tesori dottrinali, la tradizione e la Dottrina Sociale della Chiesa, de Lauzun affronta nella terza parte i problemi morali della finanza contemporanea. In particolare analizza il problema dei criteri vigenti nel sistema finanziario, della qualità della formazione dei prezzi, dell’importanza di una visione a lungo termine, della realità del valore aggiunto, del dominio dei rischi collettivi e dell’indebitamento. Non offre risposte facili che risparmierebbero al lettore la fatica di un discernimento personale dei problemi esaminati.

De Lauzun sottolinea da una parte la necessità di regole che siano imposte al mercato dall’autorità politica che ha il compito di assicurare il bene comune. “Il mercato è un po’ come lo sport: ha bisogno di regole del gioco, e non è durante la partita che si possano stabilire le regole; devono essere stati elaborati prima, in concordanza con la logica del gioco” (263). D’altro canto, ogni sistema di regole ha anche bisogno di poter contare sulla moralità degli agenti umani. “In ultima analisi il giudizio personale (e collettivo) si verifica cruciale, anche se è l’unico che non si può prescrivere. Si può anche aggiungere che molto spesso più la moralità è assunta, meno s’impone il ricorso alle regole collettive (anche se rimarranno sempre necessarie): a lungo termine, la moralità permette una libertà più grande” (264).

La premiazione avverrà il 26 maggio nell’ambito dell’annuale convegno della Fondazione che quest’anno si svolgerà tra il 25 e il 27 maggio in Vaticano e si concluderà con la partecipazione all’udienza generale del Papa.

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