Padre Chaminade, l’apostolo della Chiesa in uscita

Lo scorso 30 gennaio, nella Parrocchia del  Santissimo Nome di Maria” in Via Centuripe, a Roma, si è tenuta  una “tavola rotonda”  sulla figura del Beato Chaminade.

La famiglia Marianista di Via Centuripe, nel corso dell’anno pastorale, offre  alla propria comunità parrocchiale l’opportunità di ascoltare argomenti  interessanti e di vario contenuto come momento di incontro e di proposta culturale e spirituale.

 I relatori  Padre Antonio Gascon, Marianista e postulatore della causa del Beato Chaminade e Suor Paola Brivio, Provinciale delle Suore Marianiste, hanno presentato la vita e il carisma del loro fondatore, attraverso una conferenza intitolata “Il Beato Chaminade: la novità del Cristianesimo”.

I parrocchiani intervenuti, accolti nella sala riunioni al piano superiore della Casa parrocchiale,  hanno potuto conoscere la storia di Padre Chaminade, proclamato Beato il 1 novembre 2000,  testimone  ed esempio dinamico e concreto di una vita attorno a Maria.  Come dicono i Marianisti una vita di “alleanza” con Maria nostra madre per esserne suoi fedeli discepoli.   Padre Chaminade, animato da una spiritualità moderna e attuale, ha appreso da Maria come vivere per Cristo: Lei è il modello da seguire, da imitare, perché Lei ha creduto. Padre Chaminade  ha proposto questo ideale mariano soprattutto ai giovani.

Guillaume-Joseph Chaminade è nato l’8 aprile 1761 nella cittadina di Périgueux (Francia Meriodionale) da una numerosa famiglia di profonde radici cristiane, quattordicesimo figlio di piccoli commercianti di stoffe che lo battezzarono il giorno della sua nascita col nome di Guglielmo. Al momento della Cresima lui volle assumere il nome di Giuseppe, per la sua profonda devozione allo sposo di Maria, il primo “devotissimo” della Vergine.
Dopo gli studi che lo portano al Sacerdozio nel 1875, inizia il suo ministero tra i giovani, nel campo dell’educazione. La Rivoluzione del 1789 lo trova fedele alla fede ed alla Chiesa. Si racconta che durante i giorni del Terrore,  capitava di incontrare per le strade di Bordeaux un operaio con abiti rattoppati che girando con un paiolo in testa si fermava sotto le finestre delle case ripetendo a squarciagola: “Stagnaro!”. Era padre Chaminade, abilissimo nei travestimenti, che si recava in incognito nelle famiglie a esercitare il suo ministero. Sotto le spoglie dello stagnino, del venditore ambulante, del contadino, batteva il cuore di un sacerdote appassionato che in quelle ore tanto buie per la Francia seppe farsi apostolo e missionario intrepido. Nel 1797 venne però arrestato e condannato all’esilio. Si ritirò a Saragozza presso il famoso santuario di Nostra Signora del Pilar, dove,  secondo un’antichissima tradizione, la Madre di Gesù, ancora in vita, sarebbe apparsa all’apostolo Giacomo per incoraggiarlo nella sua difficile missione tra i pagani.  Fu proprio ai piedi della Madre del Signore, nella santa capilla, che il Padre Chaminade ebbe le prime intuizioni ed ispirazioni circa le sue future fondazioni religiose.

Verso la fine del 1800 il Padre Chaminade poté rientrare in Francia. Si stabilì a Bordeaux e subito si mise all’opera per realizzare i piani ispiratigli dalla Provvidenza. Iniziò con alcuni giovani, istituendo per loro delle Congregazioni intese a formare i loro membri ad una seria spiritualità personale e ad un concreto impegno apostolico:  dà vita alla  Famiglia Marianista. Padre Chaminade fondò  due congregazioni religiose: le Figlie di Maria Immacolata nel 1816 e i Marianisti nel 1817. Morì il 22 gennaio 1850.

L’originalità del carisma dei Marianisti consiste nella consacrazione come alleanza. Oggi sono presenti in tutti e cinque i continenti: religiosi della Società di Maria, suore Figlie di Maria Immacolata e laici della Fraternità Marianista. Questa Famiglia religiosa è aperta a tutti i mezzi di evangelizzazione, secondo le necessità dei tempi e dei luoghi in cui la Provvidenza li chiama. Come già osservò Papa Giovanni Paolo II, la tipicità del carisma marianista è tutto incentrato su “Maria Educatrice”. L’educazione della gioventù, infatti, è al centro delle attività marianiste in Italia e nel mondo, con scuole di ogni ordine e grado, università e collegi recanti tutti il contrassegno della caratteristica “M” sormontata da una croce.

La testimonianza sulla vita del Beato Chaminade  è stata accolta dai partecipanti con profondo stupore e sensibile attenzione.

In comunione con la spiritualità del Beato Chaminade, s’intreccia la storia di Suor Adele de Batz de Trenquelléon, dichiarata “venerabile” il 6 gennaio 1986, che a soli 15 anni e mezzo nel 1804,  dopo un ritiro effettuato tra le Carmelitane,  costituì un’associazione che prese il nome di “Piccola Società” con lo scopo di ricristianizzare le campagne: un’altra testimonianza di fede intensa se pur breve.

In seguito, vista la somiglianza fra la “Piccola Società” e la “Società di Maria” (Marianisti) di Bordeaux,  Suor Adele si mise in contatto con il fondatore, il beato padre Guglielmo Giuseppe Chaminade.
Il 20 novembre 1808 si consacrò a Maria Immacolata, secondo i dettami del “Manuale del Servo di Maria” dello Chaminade e si votò all’assistenza dei malati, fece scuola e catechismo ai più piccoli e per tre anni curò il padre paralizzato.
Pian piano maturò in lei l’ideale di fondare una comunità religiosa. Si associò con padre Chaminade nel suo progetto dei ‘Marianisti’. Il 14 giugno 1814 Adele prese, come  religiosa, il nome di Maria della Concezione.

Padre Chaminade dimorò nella nuova comunità religiosa per un mese nominando Maria della Concezione superiora del gruppo; il 27 luglio 1817, lei e le prime otto compagne fecero la loro professione.
Nel 1824 il nuovo Istituto delle “Figlie di Maria Immacolata “ (Marianiste), ebbe l’approvazione ufficiale e cominciò ad espandersi in tante  località. Le attività si moltiplicarono: scuole, catechismo, ritiri di gruppo o personali, laboratori di apprendistato, attività in favore delle mendicanti (100 donne riunite ogni settimana), preparazione alla Cresima e Prima Comunione.
Oltre alle suore vere e proprie, la Congregazione delle Figlie di Maria era divisa in tre categorie: madri di famiglia, signorine anziane chiamate “Dame del Ritiro”, giovani e domestiche.
Madre Maria della Concezione morì molto giovane a soli 38 anni, il 10 gennaio 1828 ad Agen e riposa nel coro della cappella dell’Istituto Sainte-Foy della stessa città.

L’esempio “missionario” di  questi due testimoni di vita cristiana rappresenta un modello ancora oggi attuale e, direi, indispensabile per portare Cristo al mondo.

La novità del Cristianesimo nel Beato Chaminade e in quanti hanno condiviso e scelto lo stesso modello di animazione evangelizzatrice, consiste nell’aver capito  e nel voler affrontare il passaggio da una Chiesa che accoglie ad una Chiesa “in uscita”. Una Chiesa che non è ferma nella sua struttura, che non è paralizzata dalla “ mondanità spirituale”, che non aspetta i fedeli che entrano nell’aula liturgica ma è lei stessa ad uscire per cercare  l’uomo che vive la vita di tutti i giorni per incontrarlo, conoscerlo e portargli l’amore materno di Maria

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