La quaresima di Papa Francesco contro la globalizzazione dell’indifferenza

E’ firmato 4 ottobre, festa di San Francesco di Assisi. É il secondo messaggio di Papa Francesco per la Quaresima. «Rinfrancate i vostri cuori» questo il passo biblico scelto per ricordare che ognuno di noi sta a cuore a Dio.

E Dio non fa come noi che quando stiamo bene ci dimentichiamo di chi soffre. “Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.”

La tentazione dell’indifferenza è un tema caro a Papa Francesco che nel messsaggio ne parla ampiamente. “L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.”

Il mond chiude la porta a Dio e così la mano di Dio, che è la Chiesa “non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.”

Il Papa propone tre passi. La carità di Dio che ci viene proposta tramite la Chiesa, grazie alla testimoneiza di una maore davvero sperimentato. “La Quaresima- dice il Papa-  è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui.”

Il Papa ricorda l’importanza della comunione dei santi grazie alla quale “nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti.”

Poi c’è la vita delle parrocchie, delle comunità. Come rendere concreto questo amore. “In primo luogo, unendoci alla Chiesa del cielo nella preghiera. Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio. Con i santi che hanno trovato la loro pienezza in Dio, formiamo parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è vinta dall’amore.”

E poi grazie alla missionarietà “la Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini.
Questa missione è la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo. La missione è ciò che l’amore non può tacere.” E il Papa chiede che le “nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!”

Infine ogni fedele che trova la sua forza nella preghiera. Il Papa ricorda l’iniziativa 24 ore per il Signore, che, scrive, “ auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera.”

Poi la carità e il richiamo alla conversione “perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli.”

E per spiegarsi meglio Francesco usa le parole di Benedetto XVI : “Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro.”

Infine una consiglio semplice e pratico. Una giaculatoria ripresa dalla Tradizione della Chiesa, una supplica dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù: “Fac cor nostrum secundum cor tuum”: “Rendi il nostro cuore simile al tuo”. Così, conclude il Papa “avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza.”

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