Filippine, 400 anni di Chiesa nelle parole di Giovanni Paolo II

L’ Asia è il continente dei grandi numeri, delle folle oceaniche. Contrasti fortissimi tra poveri e ricchi, ideologie e religioni che si incontrano e si scontrano, e una storia di evangelizzazione antica e difficile. Le Filippine hanno celebrato i 400 anni di evangelizzazione nel 1995. Allora il Papa era Giovanni Paolo II che scelse Manila anche per la GMG. Ma fu anche l’occasione per spiegare  che la comunione ecclesiale non è limitata dal tempo come non lo è dallo spazio.

Nel libro “Il Mistero dei Dodici”, edito dalla TAU, grazie all’incomparabile archivio della Radio Vaticana,  ho raccolto le conversazioni inedite di Giovanni Paolo II a tavola con i vescovi del mondo.

In preparazione della visita di Francesco ecco la riflessione di San Giovanni Paolo II.

“Ho meditato su cosa sia la plantatio Ecclesiae. E ora quello che il cardinal Sanchez ha detto a voi era in sostanza il messaggio che io ho inviato ai vescovo Filippini. Ma quello che dico ora è una aggiunta frutto della meditazione notturna.

Stiamo vivendo, ora a 400 anni dalla plantatio Ecclesiae nelle Filippine, stiamo vivendo un evento storico. Quattro secoli fa, ma noi stiamo vivendo questo evento come un evento di oggi. Così possiamo dire che è una possibilità diacronica di vivere questo evento. Ci stiamo preparando per il secondo millennio di Cristo, stiamo vivendo un evento storico di duemila anni fa, ma stiamo vivendo questo evento come fosse oggi. Questa è la dimensione diacronica del nostro pensiero, stiamo vivendo l’evento non solo storicamente, ma anche come un evento contemporaneo. Così, in questo modo qui nelle Filippine stiamo vivendo i 400 anni della plantatio Ecclesiae. Ieri ho incontrato una famiglia di Cebu. Era la famiglia del nunzio Kadilia, nunzio in Sri Lanka. La sua famiglia è venuta da me ed io ho visto tre generazioni, i nonni, i genitori e i bambini. Era lo stesso Mistero: plantatio Ecclesiae. Non così tante generazioni, per 400 anni nelle Filippine, ma un piccolo frammento della stessa realtà. Tre generazioni: i nonni, padre e madre e poi i bambini, tre generazioni, plantatio Ecclesiae. Diacronico ma anche sincronico, nello stessa linea, livello, nella stessa generazione. Tre generazioni non sono certo molte, ma forse … E che vivono tutti insieme. Nello stesso tempo.

Noi non stiamo vivendo il tempo di Salazar, del primo vescovo di Manila. Ma lui è ancora vivo tra noi come primo vescovo. E ora devo dire che è stata una bellissima idea di unire questa celebrazione diacronica dei 400 anni della presenza dei primi vescovi delle Filippine con la Giornata Mondiale della Gioventù. Ieri ho incontrato i giovani e ho potuto vedere cosa è la plantatio Ecclesiae in tutto il mondo, la plantatio Ecclesiae nel senso sincronico: erano la stessa generazione, i giovani tutti i giovani. E i giovani, il popolo asiatico, sono arrivati nelle Filippine a Manila per celebrare la loro fede, la loro plantatio Ecclesiae. Sono una Chiesa “piantata” e stanno “piantando la Chiesa” nella stessa generazione. Questa era la meditazione di stanotte, io non potevo non dire questo a voi, comunicare a voi questa meditazione. Ma non è ancora finita! Ho ancora riflettuto: perché la gente di Manila e delle Filippine è così gioiosa? E mentre meditavo su questo fenomeno, io dicevo che questo è proprio un fenomeno. Nessun popolo al mondo è così gioioso, forse i messicani, ma voi siete anche messicani, voi siete impiantati dal Messico, forse gli spagnoli, ma voi siete anche “impiantati” dagli spagnoli, dai cattolici spagnoli, dai vescovi e apostoli spagnoli. Così forse questa è una spiegazione, ma non è ancora la spiegazione.

Perché la gente di Manila è così gioiosa? E alla fine sono arrivato a questa conclusione: loro sentono che sono amati, sono amati! Più amati che il solito. Loro sentono che loro hanno uno sposo, Gesù Cristo, e Gesù Cristo li ama come uno sposo, si sentono come una sposa! Ed essere amati come una sposa è un grande gioia. Così la gioia dei Filippini, io mi spiego questa loro gioia in questo modo. E mi sembra che loro sentano profondamente che sono amati, amati da Gesù Cristo, amati come una sposa è amata dal suo sposo, e questa è una grande gioia, una grande felicità. Così questa è una occasione per congratularmi anche con voi, con i vescovi delle Filippine, con il cardinal Sin specialmente per i quattro vescovi del giubileo. Cardinal Sin ma non sinner!

Il cardinal Vidal, il cardinal Sanchez e il suo successore e l’arcivescovo di Nova Caceres Monsignor Legaspi. Le mie congratulazione a tutti loro e a tutti voi. Le mie congratulazioni per questa situazione speciale, sono molto grato a voi, anche se non ho potuto dormire questa notte! Sono molto grato per questo, e ora capisco che era necessario non dormire, ma piuttosto meditare e comunicare quello che avevo meditato questa notte a tutti voi…Grazie molte!”

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