Sinodo sulla famiglia: arriva il questionario per il 2015

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E alla fine arrivano anche le domande per la prossima assemblea sinodale sulla famiglia. A dire il vero alcune sembrano un po’ troppo complicate per porle così come sono scritte nelle parrocchie e nei movimenti. Un ecclesialese che pensavamo ormai dimenticato per chiedere alla gente cose cui dovrebbero rispondere sacerdoti e vescovi. Ma intanto ora le questioni sono in mano di tutti.

I Lineamenta per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo che si celebrerà tra il 4 e il 25 ottobre del 2015, sono in effetti già tracciati nella Relatio Synodi il testo conclusivo della Assemblea straordinaria dello scorso ottobre. Il testo viene infatti riproposto come aveva detto il Papa nel suo discorso conclusivo.

A questo testo si aggiunge il questionario le cui risposte dovranno arrivare alla Segreteria del Sinodo entro il 15 aprile prossimo.

La domanda che guida tutte le altre domande è pastorale: La descrizione della realtà della famiglia presente nella Relatio Synodi corrisponde a quanto si rileva nella Chiesa e nella società di oggi? Quali aspetti mancanti si possono integrare?

Poi, in tre diverse parti, arrivano le domande. La maggior parte delle quali sono davvero adatte agli specialisti più che al Popolo di Dio. Come alcune di quelle legate alla cura delle famiglie ferite, ad esempio. 

46 questioni che ora dovranno girare nelle Chiese locali e aggiungere altri dettagli alla “fotografia” della famiglia che poi il Sinodo dovrà studiare con attenzione per offrire qualche proposta utile alla pastorale. Una pastorale, è scritto nella introduzione alle domande sul “ contesto e le sfide sulla famiglia” che in qualche modo si svincola dalla dottrina. “Le domande che si propongono di seguito- si legge nel testo- con riferimento espresso agli aspetti della prima parte della Relatio Synodi, intendono facilitare il dovuto realismo nella riflessione dei singoli episcopati, evitando che le loro risposte possano essere fornite secondo schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina, che non rispetterebbe le conclusioni dell’Assemblea sinodale straordinaria, e allontanerebbe la loro riflessione dal cammino ormai tracciato.”

Nell’introduzione delle terza parte  si legge che “è importante lasciarsi guidare dalla svolta pastorale che il Sinodo Straordinario ha iniziato a delineare, radicandosi nel Vaticano II e nel magistero di Papa Francesco. Alle Conferenze Episcopali compete di continuare ad approfondirla, coinvolgendo, nella maniera più opportuna, tutte le componenti ecclesiali, concretizzandola nel loro specifico contesto. È necessario far di tutto perché non si ricominci da zero, ma si assuma il cammino già fatto nel Sinodo Straordinario come punto di partenza.”

Una indicazione che di fatto sembra quasi condizionante. Alcune Chiese locali magari preferiscono un accento più deciso sulla dottrina a fronte di una pratica pastorale ampiamente slegata dal Magistero.

Insomma la Chiesa cattolica è molto grande e ancora una volta sembra che ci sia voglia di “indirizzare” il lavoro dei vescovi nel Sinodo piuttosto che lasciare che il confronto sia veramente aperto.

Ora la parola va alle parrocchie, ai movimenti, ai gruppi e alle comunità di fedeli che insieme ai loro pastori potranno indicare quali aspetti della pastorale familiare sono ancora poco sviluppati e dovrebbero invece avere una attenzione maggiore. A cominciare dalla preparazione al matrimonio sacramentale di coloro che chiedono di celebrarlo.

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